» 1 ott 2020

Naufragio Carolin a Calasetta

Caroline-Calasetta-webIl 7 Novembre 2016 sulla Punta delle Saline, una scogliera presso Calasetta in Sardegna, si incagliava il “Carolin” un caicco di 20 mt  bialbero a vela iscritta al compartimento navale di Kiel in Germania. L’equipaggio riusciva a salvarsi saltando sugli scogli. Da allora quel relitto è stato in assoluto uno tra i più fotografati. Intere comitive giungevano qui apposta per farsi i selfie e orde di “photographers” armati di fotocamere pro e cavalletti cercavano lo scatto della vita aggirandosi sulla scogliera ad ogni ora del giorno…Caroline-Calasetta-3preferibilmente verso il tramonto. Per diverse settimane il web è stato intasato di immagini del relitto, Facebook, Instagram, Flickr, Tumblr, da semplici scatti ricordo  con gli smartphone a elaborazioni creative tra le più svariate con quasi tutto il repertorio di tecniche attualmente per la maggiore, come lunghe esposizioni per “vaporizzare” la schiuma delle onde, riflessi sulle pozze di marea, foto sotto le stelle, saturazioni cromatiche, filtri colorati  e via discorrendo, il tutto prodotto  in una quantità quasi industriale .Caroline-Calasetta-2 Lo ammetto, anch’io ero stato sul punto di partecipare all’orgia fotografica in atto ma impegni, festività ed altro me lo avevano impedito. Trascorsi due mesi pensavo che ormai il relitto fosse stato recuperato e quando, agli inizi di gennaio di quest’anno,  me lo sono trovato adagiato sulla scogliera dove spesso ci rechiamo, io e il mio compagno di pesca Maurizio, per una battuta di spinning, dopo la sorpresa iniziale è scattata immancabile la frenesia dello scatto “originale”. Ma la giornata uggiosa e coperta con un cielo nero e rariMauri-Calasetta-relitto-Caolina sprazzi di luce non era certo l’ideale. Inoltre con me avevo solo una semplice e modesta compatta Olympus del 2004. Tra un lancio nella schiuma e l’altro anch’io ho infine ceduto all’irrefrenabile desiderio di portarmi un “ricordo” del naufragio, prima che gli uomini o più probabilmente il mare completino l’opera di demolizione. E’ sempre triste vedere una grande barca che ha solcato il mare per anni arenata e inclinata sulla scogliera come unCaroline-Calasetta-3-bis-bn grande cetaceo spiaggiato. Poi in una giornata coperta con il cielo denso di nubi le immagini che  vengono fuori accentuano inevitabilmente  la drammaticità dell’evento e la luce scarsa e filtrata appiattisce immancabilmente i colori. In questi casi c’è da solo  sperare in una lama di luce che colpisca il soggetto facendolo risaltare dal cielo plumbeo e armarsi di tanta ma tanta pazienza. Dopo aver cazzeggiato tra immagini “cartolinesche”  attraverso i fori causati dall’erosione sulle rocce, (giuro non sono stato io) per ottenere quell’originalità che andavo cercando disperatamente, ecco che mentre andavamo via,Caroline-Calasetta-2-bis giusto un raggio di luce colpisce la sagoma del Carolin  sulla fiancata sinistra, facendo risaltare la geometria di alberi e sartiame sullo sfondo scuro, quasi nero di un cielo carico di pioggia imminente. Appena un attimo, il tempo di comporre l’immagine e scattare,  poi lo spiraglio di luce si chiude. Una vera ed autentica botta di culo per un immagine decisamente interessante, pulita, naturale,  graficamente e compositivamente  corretta, ottenuta quasi per caso e sicuramente non cercata con lunghe ed estenuanti attese. Al momento giusto…ed al posto giusto,  una regola che in fotografia vale come nella vita!

NOTE  TECNICHE

Spesso per ottenere buone fotografie non è necessario ricorrere a costosissime reflex ed ottiche ultraluminose. Tutte le immagini scattate in questo post sono state realizzate con una vecchissima compatta, una Olympus Camedia 8080 Wide Zoom con un ottica  5x da 7.1mm a 36.5mm f.2.4-3.5 equivalente ad uno zoom 28mm per 140mm nel  35mm. Olympus-Camedia-8080-WZLa presentazione di questa compatta risale al 2004 ed a quel tempo rappresentava una vera innovazione. Con la sua  ottica zoom ED realizzata con ben 14 lenti in 5 gruppi tra cui 2 lenti asferiche e ben 3 lenti Extra Dispersion regge ancora oggi il confronto per nitidezza, assenza di distorsioni e incisività con le migliori lenti fisse attualmente in commercio, pur potendo contare su un sensore di “appena” 8 megapixels. Aveva un LCD orientabile, registrava video, con  numerosissime regolazioni manuali e aggiuntivi ottici dal grandangolo al tele. La utilizzo ancora oggi nelle mie uscite a pesca per la sua robustezza, ha il corpo in lega di magnesio sigillato con numerose guarnizioni ed una custodia subacquea in grado di resistere ad  immersioni sino a 40 mt.

LA REGOLA DEI TERZI

Caroline-Calasetta-3-regola-terziNon basta una buona macchina fotografica, una luce adatta ed un soggetto accattivante per realizzare buone fotografie. Ci sono delle regole compositive essenziali che bisogna conoscere per ottenere immagini equilibrate ed interessanti. Tra queste quella essenziale in fotografia è quella conosciuta come regola dei terzi,  conosciuta da secoli da pittori ed artisti. Si tratta di disegnare un reticolo, cheCaroline-Calasetta-3-bis-bn-composizione-aurea viene anche riproposto nel mirino ed LCD delle reflex, che divide l’area inquadrata in nove porzioni uguali entro cui far coincidere il soggetto posizionandolo dinamicamente per conferire maggior forza alle linee guida dell’immagine così composta. Una ulteriore elaborazione della regola dei terzi è la sezione aurea, una formula matematica che si esprime geometricamente come una spirale, assai simile alle volute delle conchiglie, dove la parte più arricciata della spirale costituisce il soggetto principale su cui vogliamo portare l’attenzione, mentre la linea curva segna la linea che dovrebbe guidare lo sguardo dell’osservatore.  Ovviamente si tratta di impostazioni standard che magari a volte è impossibile seguire alla lettera ma che sono importanti per creare composizioni armoniche ed interessanti anche con pochi elementi a disposizione. A titolo di esempio,  basta vedere come nella foto in B/N lo sguardo di chi osserva parte dal basso per risalire sulla scogliera sino poi a soffermarsi sull’angolo in alto a sinistra dove c’è il soggetto principale.


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