» 15 lug 2020

Cabo Verde la pesca muore?

 

Da anni siamo abituati a pensare a  Cabo Verde come ad una località tra le più vicine all’Italia dove effettuare viaggi di pesca al marlin, taggati e rilasciati puntualmente,  o recentemente anche jigging alle grandi ricciole Rivoliane che da quelle parti raggiungono dimensioni davvero impressionanti ma spesso non riusciamo a vedere quello che invece succede realmente in quelle acque.  Le flotte di pesca europee, soprattutto portoghesi,Cabo Verde overfishing spagnoli e francesi, che hanno ottenuto dei permessi di pesca grazie ad accordi commerciali  tra i vari paesi, ogni anno dovrebbero prelevare 5000 t di pesce nelle acque capoverdiane ma in effetti nessun controllo è possibile sulle reali quote del pescato. Inoltre, fatto ancor più grave,   a causa dei “long lines” palamiti lunghi decine di kilometri, vengono catturati anche numerosissimi squali ai quali viene praticato il “finning” cioè gliCabo Verde overfishing 4 vengono recise le pinne, una pratica illegale e ancor più a Cabo Verde dove è proibita la pesca degli squali. Ce lo raccontano in un bel documentario  Jordie Montevecchi  e Gabriel Manrique con il titolo “Sandgrains”  dalla sabbia raccolta da decine di persone sulle spiagge e venduta alle imprese di costruzione. Infatti l’overfishing praticato dalle flotte europee ha quasi del tutto compromesso gli stock di pesce che i capoverdiani riuscivano a catturareCabo Verde overfishing 2 con la pratica della piccola pesca costiera costringendo migliaia di persone anche ad arrangiarsi con questi sistemi. Il documentario si può scaricare dal sito Sandgrains al solo costo di £ 6 sterline, la campagna di crowfunding   servirà a finanziare altri progetti analoghi creati da Matchbox un collettivo di produzione indipendente che affronta l’informazione in modo nuovo e alternativo.


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