» 14 lug 2020

Droni d’altri tempi

N-ZELANDA-----Bay-of-Island-Piercy-Island

Con l’avvento dei droni oggi tutti o quasi e sottolineo… “quasi”, possono realizzare splendide ed emozionanti fotografie aeree. Una volta queste erano prodotte solo dai professionisti che dovevano avvalersi del noleggio di elicotteri o piccoli aerei per ottenere le classiche istantanee a “volo d’ uccello”.  Ma anche il quel caso non era facile riuscire a raggiungere lo scopo previsto. C’erano da calcolare le condizioni meteo, la capacità dei piloti di riuscire a mettere il fotografo nella giusta posizione per l’inquadratura perfetta e non ultimo anche una certa dose di sangue freddo da parte del fotografo che spesso doveva stare sul predellino esterno dell’elicottero, legato solo da una semplice cintura e collegato con l’operatore da un interfono per evitare l’assordante rombo dei motori. N-ZELANDA-----Isola-del-Nord-Cape-Brett

Cape-Brett-LighthouseQueste semplici considerazioni mi sono venute in mente riguardando delle “vecchie” foto realizzate durante un mio reportage in Nuova Zelanda per diverse testate di viaggi e natura e che avevo pubblicato in un post nel mio primo blog di Kayakero. Siamo nell’ Isola del Nord a Bay of Island   poco al largo del lungo promontorio di  Rakaumangamanga  o  Cape Brett con il suo piccolo faro abbarbicato sulla  ripida falesia. L’immagine di apertura si riferisce ad una piccola isola chiamata dai maori   Motu Kōkako   che riveste ancora una certa importanza nelle tradizioni locali in quanto è il primo punto di approdo sul quale giunsero le grandi canoe di popolazioni polinesiane nei loro spostamenti Tūnui-a-rangi  in cerca di nuove terre intorno al 1200 d.C.NZelandaCape-Brett

Il navigatore inglese James Cook all’epoca delle sue scoperte  la ribattezzò “Piercy Island” in onore del capt. Sir Piercy Brett, nota anche come “The Hole In The Rock”. Io ero a Russel nella famosa Bay of Island per  un servizio sul Marlin nero ma le condizioni meteo non consentivano di uscire. Mi proposero un giro in elicottero per effettuare delle riprese dall’alto, inutile dire che accettai all’istante. Ebbi la fortuna di avere come pilota un certo “Curlye” una specie di mito locale, anziano ex pilota della RAF ormai  alla soglia dei 70 anni, pelato come una palla di biliardo ma pazzo da legare.  C’era vento e grosse onde imbiancavano il mare, ma   “Ricciolino” non si perse d’animo e bassi sul livello del mare  facemmo il pelo a Piercy Island ed al faraglione vicino, risalendo poi sulla falesia di Cape Brett per fotografare il piccolo faro.  Io con lo sportello laterale aperto e i piedi sul predellino dell’elicottero con 3 fotocamere munite di diversi obiettivi scattavo a ripetizione. Il risultato in questi pochi fotogrammi!


NOTE TECNICHE

NZelanda-4 (1)Piccola scheda tecnica per completare il post,  inerente l’attrezzatura utilizzata in queste immagini. Stiamo parlando di almeno 25 anni fa, quando giravo il mondo con 4 corpi macchina ed oltre  una mezza dozzina di ottiche dal 16 mm fisheye al 400mm tele. In quest’occasione sull’elicottero,  avevo 3 corpi macchina Olympus OM3nOM1n OM2n con motordrive per avere una cadenza di ripresa di 5 ft al secondo, che non ho mai usato perché la pellicola costava ed utilizzavo sostanzialmente per riarmare l’otturatore a cadenza singola. A proposito di pellicola, questa era la Fuij Velvia 50 Asa per diapositive, eccezionale nella resa dei verdi e dei blu. Le ottiche montate  erano il mitico Zuiko 24mm f.2,8, lo Zuiko 180mm f.2,8 ed il 50mm f.1,8 per coprire tutte le necessità dal campo largo a quello stretto sui particolari più significativi del paesaggio.

OLYMPUS-set

La giornata plumbea e coperta, la bassa sensibilità ISO della pellicola utilizzata mi hanno imposto spesso di utilizzare il diaframma a tutta apertura per poter avere un tempo di scatto almeno da 1/500 di secondo, vista la velocità dell’elicottero e la necessità di ottenere foto il più nitide possibili attenuando anche gli effetti delle vibrazioni trasmesse dall’elicottero. Altri tempi, altre problematiche, il tutto per ottenere una manciata di foto per fermare istanti della vita da ricordare assolutamente. Oggi basterebbe un drone…forse!


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