» 27 set 2020

Parassiti gonadi Pesce serra

makippa_30g_01_iwashiGonadi-Pesce-serra-con-Philometra-saltatrixCon l’intensificarsi e l’evoluzione  dello spinning al Pesce serra  (Pomatomus saltatrix Linnaeus, 1766) catturato anche a surf casting dalla spiaggia ed a fondo dalle scogliere, oltre che a traina, e persino dai professionisti con dei palamiti speciali sulle coste della Toscana e Lazio, si è andata sempre più evidenziando, in diversi esemplari, la presenza di alcuni nematodi parassiti all’interno delle sacche ovariche. Grappoli di vermi sottili lunghi e filamentosi che ad un osservazione superficiale possono apparire come dei vasi sanguigni, ma che invece sono vermi della specie Philometra saltatrix che infestano leThe-ovary-of-Pomatomus-saltatrix-infected-with-Philometra-saltatrix-p-to-show-A-the Philometra-saltatrix-subgravid-female-lateral-view-A-Anterior-end-showing-buccalcropped-brand-cherubino-1-2gonadi delle femmine di pesce serra. Si tratta di un verme parassita già conosciuto dai biologi marini che lo hanno a lungo osservato sulle coste dell’Atlantico Orientale e sulle coste turche del Mediterraneo, ove il pesce serra ha la sua più alta concentrazione, sin dal 1973  (Ramachandran 1975, Hine e Anderson 1982, Sakaguchi et al. 1987, Clarke et al. 2006, Moravec e Salgado-Maldonado 2007) pur ottenendone conclusioni parziali ed a volte imprecise. Poco si sa del loro ciclo biologico ad esempio e si deve ad uno studio del 2008, del  Dipartimento di Patologia Animale, Profilassi ed Igiene degli Alimenti, Università di Pisa, in collaborazione con l’Institute of Parasitology, Biology Centre of the Academy of Sciences of the Czech Republic se abbiamo un quadro preciso di questo nematode almeno a livello morfologico grazie alle riprese effettuate con microscopio elettronico a scansione. (In alto una femmina gravida di Philometra saltatrix )Philometra-saltatrix-Ramachandran-1973-scanning-electron-micrographs-A-cephalic-end

Fig. 2. Philometra saltatrix Ramachandran, 1973, micrografie elettroniche a scansione. A - estremità cefalica del maschio, vista apicale; B – estremità caudale del maschio, vista dorsolaterale; C – estremità cefalica della femmina subgravida, vista apicale; D – estremità caudale del maschio, apicale Visualizza; E – regione della cloaca con spicole estruse e gubernaculum, vista laterale; F – stesso esemplare con gubernaculum incompleto (le frecce indicano solchi longitudinali sul lato ventrale del gubernaculum). Abbreviazioni: a – anfide; g – gubernaculum; o – apertura orale; p – papilla cefalica laterale del cerchio interno; r – papilla cefalica submediana del cerchio interno; s – spicola; v – coppia di papille cefaliche sottomediche del cerchio esterno.Gonadi-Pesce-serra-con-Philometra-saltatrix aGli autori di questa ricerca, ancora unica al mondo, hanno esaminato 500 esemplari (200 maschi e 300 femmine) di pesce serra catturati sulle coste della Toscana nel corso del 2006, la lunghezza media era compresa tra 30/60cm con esemplari sino ad un max di 78cm catturati e trasportati  in ghiaccio al Laboratorio di Parassitologia della Facoltà di Veterinaria di Pisa e quindi i parassiti isolati dalle gonadi e preparati per l’osservazione al microcopio. Su 500 esemplari  l’infestazione dei nematodi ha riguardato circa il 24% (40% nelle femmine e 0,5% nei maschi). A questa ricerca assai importante se ne affianca un altra che purtroppo ci riguarda più da vicino. Infatti varie specie di questi  nematodi parassitano anche altre specie ittiche, tra cui la nostra SpigolaSpigole in acquacultura soprattutto in area lagunare. Dagli atti di un convegno svoltosi all’ Università di Padova del 2005, risulta che su un lotto di 52 riproduttori selvatici di Spigole, del peso di 1,6kg e 1,8kg,  prelevate nelle lagune sarde e destinate ad allevamenti ittici in Puglia, circa una decina sono risultate infestate da Philometra sp. Dracunculoidea Philometridae e venivano sottoposte quindi a trattamento antiparassitario. Ma quali effetti hanno questi nematodi sugli ospiti parassitati? Sicuramente un infestazione di Philometra  porta nel lungo termine a gravi scompensi dell’apparato riproduttivo delle specie parassitate, alla creazione di cisti nelle gonadi e se l’infestazione è particolarmente ampia e diffusa persino alla necrosi delle uova e quindi alla compromissione dell’apparato riproduttore e di altri10 Clarke FB104(1).indd organi come il fegato e gli intestini. C’è comunque da dire che per l’alimentazione umana non ci sono problemi, a patto di eliminare le gonadi infestate, visto che con la cottura uova o larve muoiono a 70° o sotto congelazione a -25° per 48 h almeno. Certo che non fa un bell’effetto vedere la nostra “bottarga” di serra animarsi di vita propria ed è comunque sconsigliabile alimentarsi di gonadi infestate anche se ben cotte.


PESCE SERRA CONOSCIAMOLO MEGLIODCIM\101GOPRO

Il Pesce serra (Pomatomus saltatrix Linnaeus, 1766) è un pesce predatore diffuso nelle acque temperate e subtropicali di tutto il mondo dall’Australia sino al Brasile. E’ caratterizzato dalla bocca dotata di forti mandibole armate con denti triangolari affilatissimi con i quali riesce a tranciare di netto muggini ed altri pesci, oltre a recidere persino a volte i terminali in acciaio.  Fortissimo nuotatore ha il corpo affusolato e muscoloso che gli permette velocissime accelerazioni e alti salti sull’acqua. Vive in branchiPesce Serradownload più o meno numerosi, poco si sa della sua biologia riproduttiva in Mediterraneo se non che la riproduzione dovrebbe avvenire alla fine dell’estate con il rilascio di uova pelagiche. Può raggiungere gli oltre 10 kg di peso ma è più comune tra i 2kg ed i 4 kg anche se il record IGFA, tuttora imbattuto da 48 anni, parla di un esemplare di 14,4 kg catturato con un anguilla “Jig-a-Doo” nel 1972 attorno ad Hatteras Inlet nella Carolina del Nord da James M.Hussey, dopo un combattimento durato 15 minuti. Serra Topwater 25

Varie le leggende metropolitane sulla sua distribuzione nel Mediterraneo, tanto che lo chiamavano il pesce “americano” perché si riteneva che fosse arrivato in Italia nelle acque di sentina delle navi statunitensi giunte davanti alle coste di Anzio durante il famoso sbarco nella II G.M. ma era presente da tempo nel Mar Nero e nel Bosforo, tanto che la sua pesca sportiva avveniva da tempo sui ponti di Istanbul in Turchia. Il compianto biologo marino Mauro Cottiglia mi confessò che un giorno della fine degli anni ‘60, rientrando da una battuta di pesca all’altezza della Sella del Diavolo a Cagliari, trovòpesce-serra-2 la superficie del mare letteralmente ricoperta di grossi cefali tagliati in due. Oggi il Pesce serra ha colonizzato davvero ogni costa d’Italia, gioia e dolore per gli appassionati pescatori sportivi, diventando di fatto uno dei “Game Fish” del Mediterraneo più gettonati nel periodo estivo, al punto da far nascere gruppi numerosissimi persino sui vari social come Facebook. Incostante, elusivo, astuto, quanto a volte irruente ed aggressivo nei confronti di qualunque cosa arrivi in acqua, è un avversario che lotta sino alla fine con salti, guizzi laterali e capriole, conferendo al combattimento quell’aurea di incertezza sino all’ultimo istante. A seguire un video dove attaccano pesci foraggio sulla battigia di una spiaggia.


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