» 4 lug 2020

#IOVOTONO

NO-NO-NO

Quello di domani non è un semplice referendum per cambiare alcuni articoli della Costituzione italiana. Il clima che si respira è quello che potremo definire di tipo “sportivo” se ci piace il genere, ma anche di tipo “storico” come tra Guelfi e Ghibellini e potremo andare avanti amabilmente di questo passo; se non fosse che di “amabile” in questo nostro paese è rimasto davvero ben poco. Non mi sbilancerò nelle analisi costituzionali e politiche, che pure sono alla base di questo referendum  ma che mai come in questa particolare situazione, assumono contorni sempre più sfumati, lontani, quasi del tutto secondari. Diciamocela tutta, quello di Domenica 4  non sarà un voto tra chi è d’accordo al cambiamento costituzionale e chi non lo è. Non sarà neanche un voto contro la classe politica che pur prevalendo il NO non andrà certo a casa e per certi versi non credo ci saranno grandi cambiamenti epocali sia nell’uno che nell’altro caso. Comunque vada a finire, quello di domenica sarà per molti il voto della RABBIA. Un sentimento che gli italiani sembrano aver dimenticato ma che comunque affiorerà nel privato della cabina elettorale. La RABBIA dei giovani senza futuro abbandonati alla mercè  di un mercato del lavoro inesistente e ricattatorio, la RABBIA degli operai con le fabbriche chiuse e sulla strada senza una speranza, traditi dai loro stessi sindacati,  la RABBIA dei parenti delle centinaia di persone suicidatesi in questi anni per colpa di un fisco persecutorio, la RABBIA di quei milioni di famiglie che per sopravvivere devono rivolgersi alla Caritas, la RABBIA dei malati abbandonati alla loro sorte con i continui tagli alla sanità, la RABBIA di chi ha perso tutto per colpa delle banche…si potrebbe continuare purtroppo all’infinito in questo tristissimo elenco di una situazione difficile e per certi versi ormai quasi irreversibile. Il mondo ormai è GLOBALE e questa crisi non colpisce solo noi, ce lo hanno ripetuto come una litania ossessiva, ma non abbiamo visto in questi anni una seria politica di investimenti per la scuola, i giovani, le infrastrutture, la diminuzione dei costi della politica, la lotta alla corruzione, la  solidarietà per le classi più deboli, la ridistribuzione della ricchezza, un fisco equo ed una giustizia funzionale e reale! NO… ecco l’unica cosa che ci viene da dire adesso. Non servirà a cambiare  ma sicuramente l’urlo arriverà forte e chiaro dove deve arrivare.



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