» 27 ott 2020

COVID-19 e Fiere della Pesca

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Con i numeri dei contagi da Covid-19 in costante aumento in Italia ma anche in Europa, con Francia e Spagna ai primi posti di questa non invidiabile classifica, è naturale chiedersi se anche per il prossimo 2021 dovremo assistere al blocco totale delle fiere che ha caratterizzato la chiusura da marzo all’estate. Vorrei brevemente ricordare che solo in Italia questo comparto economico muove svariati miliardi di Euro, dando lavoro ed occupazione a centinaia di migliaia di addetti, senza parlare poi degli hotel, ristoranti, Salone-Nautico-55-2015-Padiglione-B

transfer etc. Nella speranza che non si arrivi ad una chiusura totale, che sarebbe disastrosa per l’intero settore, restano pur sempre le limitazioni emanate dai vari, tanti, forse troppi, decreti che si accavallano come onde impazzite in una bufera invernale. A Genova al recente Salone Nautico l’accesso era consentito a soli 12.000 visitatori giornalieri, un numero che è rigidamente legato ai mq della superficie espositiva,  con le ovvie misure previste dal distanziamento sociale, mascherina, screening con termometri all’ingresso, uscita differenziata, norme rigide sulla somministrazione di salone Genova 2020

pasti e bevande. Le chiusure annunciate di due delle più importanti fiere giapponesi ad Osaka ed a Yokohama l’incertezza sulla prossima edizione di China Fish, sono segnali che sarebbe sbagliato non considerare. Del resto l’esperienza interessante, futuristica ma anche poco coinvolgente di una fiera online come quella tenutasi quest’anno all’ Icast Online in USA, non pare sia egualmente perseguibile. Una fiera non può essere una serie di seminar, webinar, video, tutorial via web e basta. Il contatto umano diretto non può essere sostituito dallo schermo anonimo e freddo di un PC, portatile, tablet o Icona-fiera-onlinesmartphone che sia. Il responso di aziende, grossisti, importatori ed addetti ai lavori è stato chiaro, le fiere online sono state di valido aiuto e supporto  in un periodo di chiusura totale, ma non potranno mai sostituire del tutto le fiere tradizionali. Ovviamente le aziende interessate dovranno valutare attentamente diversi e nuovi fattori; il numero contingentato di visitatori in funzione dell’area espositiva dovrebbe suggerire di riservare le attenzioni a grandi poli fieristici in grado di poter garantire almeno 15.000 visitatori contingentati  al giorno. Inoltre dovrebbe essere prevista una assicurazione che possa coprire totalmente il rimborso delle quote espositive  pagate, qualora la fiera dovesse Panoramica_senza-titolo1 essere annullata all’ultimo momento. La fiera tradizionale, a dispetto di alcuni pareri, è ancora un elemento importantissimo ed insostituibile nel marketing di ogni azienda, ci sono studi importanti, statistiche e analisi di settore che lo testimoniano da anni. Incontrarsi personalmente è ancora elemento imprescindibile in ogni affare che si rispetti, essere presenti in fiera rafforza  il fenomeno detto “brand addiction” che lega l’azienda ed i consumatori, consente in definitiva quella esposizione mirata ed efficace che nessuna campagna di pubblicità sui social potrà mai sostituire.


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