» 8 lug 2020

T-JERK Molix

T-Jerk-Molix-still-lifeUn classico potremo definire ormai il T-Jerk Molix, frutto di un innegabile e rapida evoluzione ha interessato in questi ultimi anni il vasto ed affollato mondo dei jerk bait, esche da considerarsi  tra gli antesignani della tecnica dello spinning. Artificiali che nonostante l’età, ricordiamo appena che i primi jerk furono ritagliati in legno di pino da un signore finlandese durante la II G.M. si rivelano ancora tra i più catturanti sia in acqua dolce che in mare.T-JERK-MOLIX-----Particolare-colorazioni-e-livree

Queste esche hanno un corpo variamente fusiforme ad imitazione di un piccolo pesce foraggio, una paletta anteriore che durante il recupero ne consente un nuoto vibrante e nonostante le mille modifiche ed evoluzioni queste sono ancora le loro caratteristiche essenziali. Partendo da queste considerazioni, gli specialisti del Team Molix hanno elaborato con la consulenza di Tanguy Marlin, giovane ma già talentuoso pescatore francese, il T-Jerk un artificiale che potesse condensare le migliori qualità di questa famiglia di hard bait in un corpo che potesse soddisfare appieno le esigenze dei pescatori di spinning in mare europei.

EVOLUZIONE NELLA TRADIZIONE

Non dimentichiamo che in Italia ma anche in Francia, Spagna ed altre nazioni che si affacciano sul Mediterraneo, la maggior parte dei praticanti la pesca al lancio in mare volge le proprie attenzioni alla pesca cosiddetta da “withe water” le acque bianche di schiuma e risacca delle scogliere dove insidiare nell’ordine: le classiche spigole ma anche serra, barracuda e in alcuni casi anche predatori più impegnativi tra cui anche le lecce amia e ricciole di branco.T-JERK-MOLIX-----Particolare-occhio-e-texture In questi “frangenti”, detto proprio letteralmente, occorrono esche che sappiano raggiungere buone distanze contrastando e vincendo la forza del vento, che riescano a nuotare bene anche attraverso forti correnti laterali che di solito inficiano il movimento della maggior parte dei minnow e che si rivelino abbastanza robuste da sopportare gli inevitabili urti tra le rocce senza riportare danni irreparabili. Il T-Jerk è nato per soddisfare proprio queste esigenze e lo si intuisce già dal profilo classico con il bordo superiore arcuato e quello inferiore piatto per una maggior stabilità. Il corpo ha sezione esagonale prismatica, leggermente compressa sui fianchi con la testa ben voluminosa che si rastrema sempre più verso la coda su una lunghezza di quasi 120mm con un progetto che nelle linee d’ insieme è abbastanza tradizionale.T-Jerk-Molix-still-life-vista-superiore

STUDIO DEI VOLUMI

Le discrete dimensioni di questo artificiale che fuori tutto arriva quasi a 120mm hanno imposto un attento ratio sul posizionamento dei pesi interni, perché con questo volume è chiaro che qualunque artificiale non perfettamente equilibrato ha dei problemi nella fase del lancio e di conseguenza nella gittata raggiungibile. Le sfere di tungsteno all’interno del corpo scorrono su una guida che nella fase di caricamento del lancio le indirizza stabilmente verso la coda spostando così decisamente il baricentro verso la direzione del lancio.T-JERK-MOLIX-----Particolare-bavetta-polycarbonato- Ma non basta solo spostare il baricentro, occorre anche che l’artificiale disponga di un peso fisso che sia nella fase del lancio che in quella del recupero contribuisca a stabilizzare il volo dell’esca senza generare ondeggiamenti del corpo. Il perfetto posizionamento di questo peso fisso, verso il centro del corpo, consente al T-Jerk di assumere un assetto stabile durante il volo ma anche e soprattutto durante il suo movimento in acqua.T-JERK-MOLIX-----Logo-Molix A questo si aggiunga una sfera posta verso il capo che agisce per scorrimento trasversale rispetto al corpo e che ha la funzione di far risaltare gli sbandamenti ed i rolli laterali dell’esca nel recupero. Completa il tutto internamente una camera “rattling” posizionata dietro il capo in ottone con piccole microsfere di cristallo.

VALUTAZIONI FINALI

Grazie a questo complesso sistema di pesi interni il T-Jerk vola bene e lontano e riesce a stabilizzare il suo nuoto anche in condizioni difficili tra forti correnti laterali. La forma e l’inclinazione della paletta, realizzata in polycarbonato per conferirle maggior robustezza in un ambiente duro e difficile come la scogliera, sono studiate proprio per consentire un nuoto ottimale a bassa e regolare velocità di recupero anche in acque agitate con un andamento a “S” accentuato e vistosi sbandamenti e rollii laterali su strattonate più decise e rapide.T-JERK-MOLIX-----Particolare-ancorette-e-coda Il corpo è realizzato in una robusta resina con numerose centine di rinforzo, proprio per sostenere condizioni estreme, l’armatura per gli attacchi è in tondino inox di buona sezione e, particolare non di poco conto, è del tipo ad unico filo e quindi passante all’interno del corpo. Il T-Jerk esternamente è inciso con la solita texture impressionistica delle squame, la linea laterale, le branchie e molti particolari della testa, due occhi tridimensionali ed una verniciatura abbastanza resistente offerta in numerose livree e combinazioni, ben 10, completano il tutto, arricchito dal split ring e ancorette Needle Point Owner ST-46 che possono essere tranquillamente sostituite con le ST-56 XXstrong o ST-41 XXXStrong per impieghi tropicali con pesci di taglia più grande. Un Jerk classico del tipo suspending, che in acqua salata ha però un affondamento più lento,  neutro, facile da lanciare e da recuperare in condizioni di risacca e frangenti difficili se non impossibili per altri artificiali con un ottima resa su tutti i possibili predatori marini. Sea spinning lure si direbbe oggi, caratterizzandone l’utilizzo in quegli ambienti e situazioni tipici da spigole, come risacca e schiuma,  ma senza dimenticare altri predatori come barracuda, serra e predatori più tipici dello spinning dalla barca come ad esempio le palamite o altri tunnidi. Distribuito da Molix .

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