» 28 set 2020

Gyo Do 130MD

GYO-DO-130-MD-Ima-animazione

Come spesso accade nel mondo della pesca e dello spinning in particolare, il pescatore è attratto dall’enorme varietà di esche artificiali che vengono proposte a ritmo continuo con martellanti operazioni  di  marketing,  perdendo di vista alcune cose essenziali e trasformandosi spesso in un “collezionista” sempre alla ricerca dell’ultimo modello.GYO-DO-130-MD-Ima--viste-laterali--superiori-e-inferiori Nello spinning in mare e nel settore specifico dei saltwater jerk bait esistono tre obiettivi principali da raggiungere per un esca artificiale degna di questo nome: distanza, profondità,   assetto di nuoto. Prendendo ad esempio un jerk abbastanza datato come il Gyo Do 130MD della Ima vorrei questa volta approfondire proprio questi concetti basilari e quando i progettisti Ima si accinsero a creare questo jerk bait avevano bene in mente gliGYO-DO-130-MD-Ima--vista-frontale obiettivi da raggiungere. Stiamo parlando infatti di un jerk che deve nuotare e muoversi adeguatamente su fondali medi con profondità a partire da 1mt sino a 2mt ed oltre, anche in condizioni di corrente e risacca accentuate come su una scogliera e su una spiaggia battuta dal surf, raggiungendo distanze elevate. Realizzato con un profilo  tutto sommato abbastanza classico ha  sezione ovale con il corpo schiacciato e compreso ai lati  con il sistema mobile  del baricentro interno costituito dalle solite sfere che si muovono verso la coda durante il lancio e decisamente in avanti durante il recupero. Questo, in considerazione di un volume non esagerato per 130 mm di lunghezza e 22gr di peso e di un buon profilo aerodinamico consente dei lanci discretamente lunghi mentre in acqua il jerk si orienta con la testa immediatamente verso il fondoGYO-DO-130-MD-Ima-particolare-testa-e-lip rendendosi immediatamente operativo sin dal suo primo arrivo in acqua.  La particolare forma e angolazione  della paletta integrata, irrobustita da un telaio interno e dal notevole spessore, gli consentono di raggiungere velocemente  una profondità di circa 1 mt e più.

VALUTAZIONI FINALI

Ottimamente costruito, se ne apprezza la perfetta finitura superficialeGYO-DO-130-MD-Ima-serigrafie  risultando davvero impossibili distinguere la linea di giunzione mediana dei due semigusci anche nella tipica  versione semitrasparente del dorso. Due lamine metallizzate laterali ne costituiscono la semplice ed essenziale livrea  arricchita appena da un paio d’occhi tridimensionali e dal profilo delle branchie appena accennato, tutto in quella versione minimalista tanto cara alla cultura giapponese. Buone le ancorette e gli split ring di discreta qualità.  Galleggiante ma piuttosto ultra  slow sinking per via dell’alta densità del corpo, il Gyo Do ha un nuoto abbastanza vibrante con un recupero regolare e medio-veloce con veloci affondate a toccare il fondo con la punta della bavetta, tanto che su fondali sabbiosi o ciottolosi se ne consiglia un originalissimo  recupero del tipo “bump & jumping”  con toccate sul fondo seguite da un momentaneo stop e ripartenze improvvise con la canna portata velocemente in alto, micidiale per i pesci piatti come rombi chiodati, per i quali tra l’altro il Gyo Do è stato espressamente studiato. Con un recupero più moderato si mantiene a circa 60-70cm dalla superficie e si accentua maggiormente il movimento di “rolling” l’ oscillazione sul proprio asse cheGYO-DO-130-MD-Ima-still prevale sul “wobbling”  lo scodinzolio frenetico. Decisamente ben equilibrato il suo nuoto tra le zone di forte risacca e corrente dove grazie al peso specifico ed all’assetto datogli dall’angolazione della bavetta si mantiene ben in linea con il recupero anche moderato. Brevi jerkate seguite da un leggero affondamento verso il fondo sono invece la tattica più idonea in presenza di acque non esageratamente mosse e chiare, dove l’artificiale deve davvero esprimere un nuoto decisamente scoordinato per riuscire a scatenare i peggiori istinti dei predatori. Spiagge di varia profondità e natura, da sabbiose a ciottolose e miste,  sembrano essere il suo teatro operativo migliore assieme a scogliere di media profondità, per pesci piatti, spigole, serra e barracuda. Al momento non mi pare ci siano dei distributori italiani o almeno io personalmente non  ne sono a conoscenza…qualora ci fossero che si palesino e mi contattino…sarò lieto di inserirli come al solito.

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