» 20 ago 2019

FISH-i Africa

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logoL’Oceano Indiano Occidentale è considerato il secondo hot spot mondiale per la pesca al tonno tanto da renderlo una delle zone dove la pesca illegale si concentra costituendo una seria minaccia per la sopravvivenza della specie. Il governo delle Seychelles è impegnato da anni nella lotta alla pesca illegale ma con scarsi risultati. Ora grazie all’iniziativa FISH-i Africa una rete composta da 7 paesi che si affacciano nell’oceano è finalmente possibile operare un azione di contrasto più efficace contro la pesca illegale. Le Seychelles hanno infatti una vasta zona economica esclusiva  (ZEE) di circa 1,3 milioni di km quadrati (areazonefao 51 della FAO) ma hanno risorse e mezzi limitati per operare una sorveglianza adeguata. Ora grazie al contributo comune di altri 6 paesi africani Comore, Kenya, Madagascar, Mauritius, Mozambico e Tanzania tutti partner coinvolti e danneggiati dalla pesca illegale è possibile unire gli sforzi e contrastare più efficacemente i bracconieri e pescatori di frodo. FISH-i Africa è una organizzazione no profit finanziata dal Pew Charitable Trusts ‘Ending che si avvale di esperti in vari settori, informatica, aspetti giuridici internazionali, biologi, pesca professionale, tecnici trasmissioni ed operatori nautici che lavorano assiemepesca a strascico scambiandosi informazioni e utilizzando la tecnologia satellitare all’avanguardia per rintracciare gli operatori illegali ed agire contro di loro convogliano forze e mezzi più vicini. Condividendo informazioni sulle licenze di pesca delle varie unità presenti, e segnalando adeguatamente i movimenti sospetti di navi non registrate gli esperti riescono a rintracciare le rotte ed anticipare le barche illegali stabilendo controlli accurati a mare ed il sequestro nei casi più evidenti di illegalità. I risultati dei primi 3 anni di attività di FISH-i Africa sono impressionanti, sono stati elevati verbali e emesse multe per oltre 3 milioni diGP03BKA dollari, sono stati negati l’accesso, la permanenza nelle acque nazionali  e la licenza di pesca a tutti gli operatori che sono risultati inadempienti alle norme stabilite. Moltissime imbarcazioni che operavano con società false o sotto altra identità nascosta sono state sequestrate con il ritiro della licenza di pesca e di navigazione. Certamente la pesca illegale non è stata definitivamente bandita, per via delle forti spinte economiche che portano  ancora oggi molte unità ad operare al di fuori delle leggi ma sicuramente il lavoro fatto ha indicato la strada da seguire per contenere e limitare il fenomeno mentre già si pensa di allargare il progetto ad altre nazioni ed ad altri hot spot di pesca lungo la costa africana occidentale dell’Oceano Atlantico. 


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