» 17 nov 2019

TENYA e Pagelli

Tenya-pagello

Mini tutorial fresco fresco a confermare innanzitutto che il tenya anche, e aggiungerei soprattutto, continua a mietere buoni risultati  solo se praticato con costanza e concentrazione. In questo caso parliamo brevemente di pagelli invernali, una stagione che vede questi sparidi sicuramente molto  ben disposti a mordere i nostri tenya innescati con i soliti “black tiger shrimps” surgelati e ben sodi, scelti ovviamente nella misura più adatta ai tenya utilizzati, di solito 7-8 cm la pezzatura più idonea. Poi la scelta dei luoghi, ovviamente ben  frequentati  dai pagelli e quindi le classiche poste dei bolentinisti incalliti e non ultimo l’individuazione dei pagelli sull’ecoscandaglio. Facile a dirsi ma decisamente più complicato da attuarsi proprio per la abitudine di questi sparidi di stare quasi sempre a strettissimo contatto con il fondo. Infine l’attimo dell’abboccata, un momento che definirei davvero topico perché   ricordiamoci sempre che stiamo pescando con una tecnica davvero inconsueta e sicuramente insolita. Un grosso piombo colorato e spesso cromato, un grosso amo più simile ad un uncino al quale innescheremo il gambero intero senza privarlo della corazza esterna, ottenendo un complesso pescante sicuramente molto vistoso. Immaginiamo tutto questo “ambaradan” che ondeggia fluttuando verso il fondo nei pressi di  quegli sparidi rosa che avremo avuto la fortuna di incocciare dopo ore e ore di tentativi inutili, e cerchiamo anche di “interpretare”  i preliminari di approccio dei pesci  al nostro tenya. Se in zona c’è un branco,  saranno gli individui più veloci a precipitarsi sul gambero innescato e questo verrà aggredito immediatamente una volta che si è fermato sul fondo sollevando la consueta nuvoletta di fango. Poiché spesso l’assetto del tenya porta il gambero in una posizione obliqua con la testa verso l’alto e sollevata dal fondo, sarà proprio questa il primo obiettivo dei timidi morsi del pagello che strappa via anche parte del carapace. In superficie tutto ciò arriverà quasi ovattato, ma ben avvertibile e sarebbe un gravissimo errore reagire con una ferrata che lascerebbe in bocca ai pagelli parte del nostro gambero e soprattutto li allarmerebbe senza produrre alcun risultato utile per noi. Abbassiamo invece repentinamente  la cima della canna verso l’acqua e allo stesso tempo cediamo filo dalla bobina che avremo avuto l’accortezza di non chiudere, semplicemente sollevando leggermente il dito indice, con il quale tenevamo in leggera tensione il trecciato sul bordo della bobina stessa.  Al secondo o a volte terzo attacco del pagello che tenta di sfilarvi da sotto il naso il gamberone rispondiamo alla stessa maniera, se non avvertiamo prima l’inconfondibile appesantimento sulla cima, e solo quando la cima si flette decisa rispondiamo con una ferrata ampia e rapidissima verso l’alto. Se avremo acquisito la giusta sensibilità le ferrate a vuoto si ridurranno drasticamente, segnando la differenza tra pescare pagelli o dare da mangiare ai pesci. Alla prossima!

Tenya-pagello-1

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Commenti

  1. maz dice:

    Bello come articolo,ciao.

  2. carmelino dice:

    Non solo bello ma anche istruttivo,da questo ho appreso come io sbagliavo movimenti.
    grazie

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