» 20 nov 2017

Ricciole a jigging Adriatico 2006

VJ-Ricciole-Adriatico---L'autore-in-combattimento-1

Rispolverando l’album dei ricordi mi sono trovato queste foto “d’ antan” o d’annata che risalgono al lontanissimo 2006. Era un ottobre ancora caldo, l’abbigliamento  è decisamente estivo, eravamo a S.Benedetto del Tronto ospiti della locale Lega Navale, in quel periodo ero stato chiamato dal team Yamashita per tentare di prendere le grosse palamite ai margini delle piattaforme estrattive in Adriatico. Si parla di minimo 13-15 miglia fuori e per me era un esperienza assolutamente nuova in quelle acque. Già da diversi anni praticavo il vertical jigging ma francamente non avevo mai preso le palamite e la mia attrezzatura era piuttosto “robusta” tipo Torsa 16N, trecciato da 60 lb, canna Shimano Speedmaster 120-460 gr. un autentico bastone di rigidità, leader minimo dello 0,90 mm e jigs da 200-300 gr. tutta robetta light insomma.VJ-Ricciole-Adriatico---L'autore-con-una-bella-ricciola-3

Ma nel gruppo ero anche l’unico ad avere jig di peso sufficiente a lavorare a 70 mt con uno scarroccio bestiale. lo skipper del “Flag”  sapeva il fatto suo e quando capì cosa doveva fare mi portò direttamente sulle mangianze attorno alle piattaforme…sarebbe meglio dire “tra le piattaforme” perché proprio tra i pali stavano nascosti i pesci foraggio e a pochi metri c’erano le curve chiare e nette di grossi pesci. Lanciai il jig praticamente al filo dei grossi piloni e feci affondare…arrivato sul fondo non feci in tempo a recuperare neanche una decina di metri che sentii subito la fortissima abboccata. Chiusi la leva della frizione ed urlai allo skipper di dare gas…al momento non mi capii ma le mie urla lo convinsero in breve. Riuscii ad allontanare  di forza il pesce dai pericolosi tralicci sommersi e poi fù facile averne ragione in breve. La prima ricciola catturata a jigging in Adriatico e in Italia!VJ-Ricciole-Adriatico---Il-lancio-presso-i-pilastri

Il secondo passaggio cedetti la canna a Massimo Brogna ospite osservatore, secondo una abitudine personale di limitarmi ad un unico pesce, stesso luogo, con il lancio tra i pali nella “dark zone” la zona d’ ombra dove stavano raccolte le ricciole, arrivo sul fondo e …sbammete! Doppio strike con il giapponese che fa esplodere il trecciato sul suo mulinello a bobina fissa e Massimo che invece riesce a contrastare la prima fuga violenta. Allontanamento a motore e combattimento lontano dai pericoli dei pali.VJ-Ricciole-Adriatico---Il-duro-combattimento-

VJ-Ricciole-Adriatico---Massimo-Brogna-e-sua-prima-ricciola-tif

Stesso identico risultato e dopo pochi minuti ecco un altra bella ricciola per lo strafelice Massimo…notate quanta strada intanto la barca aveva percorso a causa dello scarroccio. A questo punto l’agitazione a bordo ha raggiunto livelli da parossismo alieutico…tutti vorrebbero prendere la loro ricciola. In quei momenti di gioia ed entusiasmo ho però avuto una specie di turbamento, mi stavo rendendo conto di cosa sarebbe successo da lì a poco con il vertical jigging, e poichè non volevo rendermi partecipe di nessuna strage, tantomeno agli inizi di questa tecnica, decisi che era ora di smetterla e di tornare in porto. Avete presente il capitano di una nave di pirati che strappa alla sua ciurmaglia il bottino appena conquistato…beh anch’io dovetti impormi un pò rudemente al punto da mettere canne e artificiali sottocoperta…anche se ci fu qualche mugugno.Kawahara-con-la-sua-ricciola

Tonino-Carlini-e-la-sua-prima-ricciola-a-vj

Intanto anche l’altro equipaggio su una  piattaforma più a sud, l’ Eleonora,  cattura una altra coppia di ricciole con Kawahara che combatte la sua con una cannina da light jigging seguito dallo skipper e armatore Tonino Carlini. Il rientro nel porto di S.Benedetto del Tronto è a  dir poco epico, ricordo ancora la faccia stupita di Giacomo Forti e del “Nero” il personaggio più conosciuto tra i pescatori sportivi di S.Benedetto del Tronto.VJ-Ricciole-Adriatico---L'equipaggio-del-Flag-in-porto

Ma l’euforia durò poco, il giorno dopo sull’Eleonora incocciamo un branco di Big Lole ma purtroppo le trovammo  immediatamente a ridosso di pali e strutture sommerse su cui andarono  tutte a schiantare i nostri finali e con quelli… anche il nostro orgoglio di pescatori. Personalmente ne persi ben 4, tra urla gutturali animalesche al massimo del picco adrenalinico ed un’ altra  agganciata da Piero Baccini San, ma combattuta da Luciano Orsetti e persa anche questa sugli ostacoli del fondo. Lasciammo l’hot spot con sentimenti contrastanti…sorpresa ed incredulità…rammarico e delusione…ma tutti eravamo ben consci di avere scritto una pagina nella storia della pesca sportiva in Italia. Era ufficialmente nato il Vertical Jigging! Guarda qui il video della PRIMA PARTE con la cattura e la SECONDA PARTE con le …rotture!

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