» 13 nov 2018

Lucy e le sue alalunghe

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Alalunga di buon peso tra le prime catture della stagione con Luciana Gerardi

Traina d’altura d’inizio estate 2015  per una stagione che si apre con i migliori auspici, a giudicare dalle foto inviatemi gentilmente dalla cara Luciana Gerardi o come la chiamo io “Lucy in the Sea”, record holder I.G.F.A. con un dentice  e suo marito Alfonso Crispo,  ex istruttore piloti Meridiana, gentiluomo d’altri tempi nonché skipper d’eccezione. Una coppia ben assortita che ormai da anni  ha scelto di vivere la Sardegna ed il suo mare con una comune passione per la traina d’altura nelle acque del nord Gallura.  Tecnica difficile quella dell’altura, dove solo l’esperienza di centinaia di ore di traina ed una solidissima ed aggiornata conoscenza delle attrezzature e soprattutto la perfetta  scelta della disposizione delle esche  in scia, può seriamente fare la differenza tra “l’arare a vuoto” per giorni il mare o fare belle catture a ripetizione.  I nostri due amici ovviamente appartengono a questa ultima categoria e senza tanti clamori mediatici tra aguglie imperiali, pesci spada, alletterati, tonni ed alalunghe, di anno in anno accumulano belle prede quasi ad ogni loro uscita. Ma leggiamo direttamente dal breve testo che Luciana ci ha voluto cortesemente inviare, il  resoconto delle loro ultime uscite che hanno visto protagoniste, loro malgrado diverse belle alalunghe:11692977_10205380749772880_1236122782_n

Alalunghe  per Alfonso e Luciana nella foto di rito all’approdo di Porto Ottiolu

“ Caro Alfio,

ti mando due righe, proprio “due” perché sai bene che non mi piace fare i “raccontini” che  siamo tutti stufi di leggere un po’ dovunque sulle riviste e soprattutto su Facebook, dove ormai abbiamo una sovrabbondanza di “fenomeni” della pesca che te li raccomando. Sai bene che io ed Alfonso usciamo in mare per vivere soprattutto quella grande ed immensa sensazione di libertà che questa infinita distesa blu riesce ancora a trasmetterti. Lo spettacolo di Tavolara con la “capa” avvolta di nuvole bianche come una parrucca riccioluta, le evoluzioni dei tursiopi sulla prua della nostra barca o l’incontro con i grampi, balenottere e mante sono emozioni davvero uniche che ci fanno persino  dimenticare che siamo in mare per pescare.Grampi

Alcuni Grampi ( Grampus Gireus) ripresi durante una sosta in altura

Ma torniamo alle nostre amiche alalunghe che pare quest’anno abbiano anticipato il passo che di solito avveniva ad agosto. Ormai abbiamo riscontrato che è del tutto inutile battere il mare e aggiungo,  consumare un sacco di carburante sin dalla mattina presto, per esperienza abbiamo individuato gli orari di “punta” di questi tunnidi, che almeno nelle nostre zone, risultano più attivi all’ora del “pranzo”. Così quando tutte le barche ormai rientrano a porto Ottiolu noi usciamo… Dall’ultima settimana di giugno ad oggi abbiamo fatto 3 uscite di poche ore, 3/4h a cavallo tra le  11.00 e le  15.00 ed abbiamo avuto 5 strike tutti portati a buon fine. Forse ripetendo alcuni passaggi avremo avuto altre catture11720419_10205380700571650_847080170_n

Un inedito Alfonso Crispo in una rarissima fotografia con le ultime due alalunghe

ma lo sai bene  che noi dopo due pesci a bordo torniamo a casa. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico abbiamo ormai stabilito quale è la migliore disposizione delle canne, noi ne mettiamo in mare non meno di 7 e ti assicuro che non è semplice riuscire a gestirle tutte praticamente da sola…pensa che l’ultima uscita abbiamo avuto 2 strike simultanei  con un alalunga che aveva mangiato lungo su un jet ed un altra invece, la più grossa, che era venuta a prendersi il Rapala magnum messo dietro la poppa a corto. Un bel casino con Alfonso che è stato bravissimo a governare la barca. A questo punto giusto 2 consigli quando ci si trova in situazioni del genere, ovvero della partenza di una canna a breve e di una lunga. In questo caso non raro con le alalunghe ,niente panico  ma ridurre la velocità della barca e mettere l’auto pilota, l’importante è non fermarsi mai e mentre il compagno  A inizia il combattimento con la canna lunga , l’altro  B si assicurerà di stringere di quel tanto che basta la frizione a quella corta,lasciandola nel portacanna e assicurarsi che012-B-KFT-LUCY-IN-THE-SEA-doppia-fighting-e-spada continui comunque a cedere filo, con un occhio alla punta della propria canna e eventuale breve recupero per riportare il filo in tensione il compagno  B dovrà togliere in velocità tutte le canne che possano disturbare il recupero del compagno A sempre tenendo d’occhio la canna a fondo e la direzione della barca. Solo quando il campo è libero specialmente a poppa anche B potrà iniziare il recupero con canna in cintura, facendo però le cose con  calma lasciando che arrivi prima un pesce dando modo al compagno di raffiarlo e successivamente il secondo invertendo i ruoli. Per mia esperienza e’ molto meglio lasciare la canna con pesce allamato su un porta canne che tirarsi dietro la canna in cintura che ti porta comunque a movimenti scoordinati e difficoltosi tanto se il pesce e ben allamato o addirittura con in bocca un Rapala, difficilmente si libererà. Un ultimo piccolo consiglio, se pur nella confusione del momento, togliete gli artificiali delle canne dal paiolo ed al recupero di canne con eventuali Rapala  negli ultimi metri, portate in basso la punta e recuperate piano, questi artificiali hanno infatti il potere di saltare come proiettili e in queste occasioni farsi male è un attimo! Per il resto abbiamo canne Italcanna Ice  e Tiagra da 30lb con mulinelli Shimano Tiagra 30 e Shimano Thyrnos 30, procediamo a velocità di 7/7,5 nodi  ed il monofilo è  il Diamond Hi Vis Yellow  della Momoi. Ovviamente abbiamo delle esche “magiche” che ci riservano sempre delle sorprese ma di queste non ti posso parlare…e lasciami almeno qualche segreto per me!

Un abbraccio…

Luciana Gerardi e Alfonso Crispo


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