» 13 dic 2018

Dentice Corazziere a inchiku

Corazziere-a-inchiku-1

Corazziere in francobollo algerinoCorazziere, Dentice della corona, Dentice Corazziere sono i tanti nomi con i quali è conosciuto questo splendido sparide Dentex Gibbosus per via della caratteristica ed evidente gobbosità ossea  frontale tipica dei grandi maschi. Maestoso per le sue dimensioni, può arrivare a superare i 20 kg, raro ormai nei mari italiani la cui presenza è costante e sicura solo nelle acque a sud tra Sicilia e Calabria oltre che nelle coste nordafricane dove è ancora numeroso per via della scarsa pressione di pesca. E’ presente anche in Atlantico nelle acque attorno alle Canarie dove viene chiamato “Sama” e rappresenta una voce importante nella pesca professionale e sulle coste atlantico- africane sino all’Angola. Corazziere-su-costa-tirrenica-calabrese

Dentice-Corazziere-disegno

LA BIOLOGIA

Il corpo come nel Dentice  e gran parte degli sparidi è ovale, allungato,  la testa, è grossa e  massiccia, e presenta nei maschi adulti  la inconfondibile prominenza ossea frontale.   La bocca è ampia ed è munita in ambedue le mascelle di denti esclusivamente conici,  tra i quali si distinguono 4-5 più grandi e caniniformi, che si trovano raggruppati  nella parte anteriore  di ambedue le mascelle. Il colore è rosa negli esemplari più giovani che sono anche caratterizzati da alcuni raggi spinosi delle pinne dorsali molto allungati e filamentosi, negli esemplari più adulti il rosa cede il posto al grigio rosato sbiadito con macchie nere sparse ed irregolari con fianchi argentei e ventre bianchissimo.  Le scaglie sono abbastanza grandi, da 50 a 56 lungo la linea laterale. Corazziere-in-fase-giovanile

Vive in prevalenza su secche isolate e  fondali fangosi ove siano localmente  presenti rocce isolate e chiazze  di fondo più duro a coralligeno da 60 sino ad oltre 200 mt. preferisce anche stazionare nei pressi di relitti e ovunque ci siano significativi dislivelli del fondale che rompono la monotonia e regolarità. E’ specie ermafrodita proteroginica, cioè cambia sesso con l’avanzamento dell’età, quindi  tutti gli esemplari piccoli e medi sono di sesso femminile e gli adulti sono tutti maschi, questo cambiamento si ritiene avvenga quando la taglia si avvicina sui 40 cm. L’accrescimento è lentissimo, un corazziere di 10 kg potrebbe avere un età variabile tra i 25 ed i 30 anni ed essendo una specie che non abbandona quasi mai il suo piccolo areale è anche chiaro che se tutti gli esemplari adulti  maschi vengono pescati,  è a rischio la riproduzione della specie in quello specifico hot spot.Corazziere-a-inchiku

LE ATTREZZATURE

I Dentici Corazzieri sino ad una decina d’anni fà venivano catturati quasi esclusivamente con i palangari di fondo innescati a sardina o cefalopodi dai professionisti che utilizzavano ed utilizzano ancora il sistema delle reti di fondo per chiudere le secche ove era certa la presenza dei pesci. Poi con l’utilizzo del piombo guardiano e del multifibre molti appassionati della traina con il vivo hanno avuto la possibilità di effettuare bellissime catture. Ma è arrivato l’inchiku e per moltissimi si sono schiusi nuovi orizzonti mai esplorati.Corazziere-a-inchiku2 Corazziere-a-inchiku-CANNELa tecnica dell’inchiku ha infatti dimostrato la sua efficacia micidiale anche con i corazzieri e anche a profondità notevoli per questo genere di artificiali, sin  sulla soglia dei 180-200 mt. e persino in zone di forte corrente come nelle aree attorno allo Stretto di Messina, uno degli hot spot più conclamati e conosciuti. Nella scelta dell’attrezzatura occorre però ricordare che operare a elevate profondità  con prede di svariati chilogrammi non è uno scherzo ed ogni componente deve accuratamente essere selezionato tra ciò che di meglio offre il mercato. Iniziando dalle canne che dovranno essere specifiche da inchiku adatte a grammature da 120 sino anche a 200 gr ed oltre senza però perdere la loro caratteristica essenziale che è l’azione sensibile di punta. Sarà infatti grazie alla particolare curva di queste canne che riusciremo ad animare nella maniera migliore e più fluida i nostri inchiku, che al tempo stesso dovranno però avere una buona riserva di potenza nel restante fusto e nel manico.  Corazziere-a-inchiku-azione-canne-inchiku

Per quanto riguarda i mulinelli, consiglio caldamente a tutti coloro che volessero indirizzarsi verso  questa tecnica  di rivolgersi sin dall’inizio  ai  piccoli rotanti progettati per l’inchiku ed il  light jigging. La potenza  e facilità di  recupero a qualsiasi profondità è con qualsiasi peso, la precisione meccanica di questi oggetti realizzati con lavorazioni computerizzate direttamente dal pieno di blocchi di alluminio anticorodal  e ingranaggi inox e ottone, la leggerezza e compattezza unita però ad una frizione perfettamente affidabile e  modulabile in ogni momento del combattimento non hanno eguali nel mercato dei mulinelli a bobina fissa. Non sarà un caso che in Giappone per questa tecnica si utilizzano solo ed unicamente mulinelli rotanti. Sul mercato ne troviamo di due importanti categorie, quelli con freno a leva, per intenderci come quelli più grandi usati per la traina,  e quelli con freno a stella. Entrambi vengono definiti “round baitcasting reels” per le linee arrotondate e perché alcuni  sono anche dotati di un sistema di regolazione e controllo dei giri della bobina quando vengono utilizzati per lanciare le esche.Dentice-Corazziere-round-baitcasting-reelsPer dare delle indicazioni di massima affidabili si può optare per il modello Accurate BX400 XN con bobina “Narrow” e freno a leva disponibile anche con leva a sinistra oppure per la serie Lucanus TE400 LJV di Shimano con freno a stella e “level wind” cioè un rullino che si incarica di distribuire in modo uniforme il trecciato sulla bobina, o i nuovissimi Shimano   Ocea Jigger 300HG e 301HG con leva a sinistra e con frizione a stella. Tutti questi modelli sono capaci di contenere ben oltre 300 mt di trecciato PE 2.0 – 2.5 che si adatta perfettamente a questa tecnica essendo il giusto compromesso tra diametro esiguo  per contrastare al meglio correnti e scarroccio e carico di rottura sufficiente a sostenere combattimenti con esemplari di buona taglia.

”Last but not least…per ultimo ma non meno importante” ci sono gli inchiku che ormai tutti più o meno  hanno imparato a conoscere. Anche in questo caso la scelta proposta dal mercato  è davvero “imbarazzante” e basta dare una occhiata al quadro seguente, che ne raggruppa solo una piccola parte di quelli più conosciuti,  per rendersene conto. La differenza tra un modello  e l’altro a volte anche se a prima vista non appare così evidente,  esiste ed è costituita dalla posizione del baricentro, dalla forma e ovviamente dall’octopus in gomma e soprattutto dal movimento che quest’ultimo ha in relazione al corpo metallico. Si tratta infatti di un equilibrio tra tutte le componenti che deve consentire all’artificiale in gomma di muoversi fluttuando soavemente senza risultare troppo vincolato e senza strappi o incertezze.Corazziere-modelli-di-inchikuNel nostro caso particolare, operando a volte a profondità notevoli, occorre che siano anche abbastanza veloci e precisi nella discesa, che risentano poco delle correnti e scarroccio e che utilizzino componenti ed accessori di prim’ordine; mi riferisco alla morbidezza dell’octopus, alla precisione e qualità del taglio dei tentacoli, alla robustezza ed affidabilità dei doppi assist hook in dotazione (nel dubbio sostituirli). Anche in questo caso delle indicazioni sono quasi obbligatorie, almeno per coloro che stanno iniziando per cui direi che la palma assoluta, secondo un mio parere personale, va senz’altro ai Bottom Ship di Shimano seguiti a ruota dai Big Fin e Beretta Bridge oltre che dai Sen Toku Flash  che arrivano a pesare anche 300 gr. Riguardo al peso direi che non è necessario arrivare ad appesantire eccessivamente tutto il complesso pescante pur di rimanere il più possibile verticali, poiché  ne risentiremo notevolmente in sensibilità,  ma è più importante riuscire a rimanere in verticale sull’hot spot a forza di motore, in questo caso anche un inchiku da 120-140gr riesce a pescare adeguatamente in verticale anche sui fondali oltre i 150 mt.Corazziere-a-inchiku-fondali-profondi

LA TECNICA

Ne abbiamo in parte  accennato appena sopra, quando abbiamo parlato di grammature degli inchiku e di attrezzature. L’inchiku profondo al Dentice Corazziere non è una cosa semplice nè facile, innanzitutto perché bisogna conoscere almeno alcuni punti sicuri dove iniziare i nostri tentativi e magari prepararsi a vagabondare a vuoto alla ricerca di posti sempre nuovi, questo è il vero segreto dell’inchiku come del resto anche del vertical jigging. Bisogna infatti mettersi in testa che l’inchiku scatena istinti assai particolari nei confronti dei pesci solo se questi vengono in qualche modo “sorpresi” dall’apparizione nelDentice-Corazziere--Movimenti-inchiku-sul-fondo loro territorio di questi strani “intrusi”, detto in parole povere, quando si arriva sulla posta e si vedono le marcature e gli archi tipici di grossi pesci sul fondo abbiamo pochi tentativi a disposizione, 3 massimo 4 calate sono già troppe per ogni singola pietra che riusciamo a scovare, se non accade nulla magari torniamoci dopo qualche ora.  Del tutto inutile continuare ad insistere ed è  meglio spostarsi. Sul fatto di rimanere in verticale con l’ausilio del motore abbiamo già parlato e capisco che questo costringerebbe sempre qualcuno a bordo alla guida, ma basta alternarsi ed il problema si supera. E’ di moda ultimamente guarnire gli ami con i tentacoli di calamari, seppie, polpi e parti del corpo di cefalopodi allo scopo di offrire anche una scia odorosa alle possibili prede ma attenti a non esagerare e soprattutto lasciate le punte e gli ardiglioni degli ami ben scoperti. Corazziere-a-inchiku-nello-Stretto

Insistete soprattutto nei pressi del fondo con recuperi di pochi metri e magari effettuate delle lunghe pause con l’inchiku poggiato sul fondo, se questo è sgombro da ostacoli, spesso alla rapida ripartenza dell’artificiale i Corazzieri si decidono all’ attacco. Sperate a quel punto che gli ami facciano presa nelle grosse labbra o sulla giunzione delle due mascelle perché se la punta non riesce a bucare queste parti e rimane infissa parzialmente sulla parte ossea, le possibilità di aperture dell’amo o di slamatura sono elevatissime. L’attacco ed il seguente combattimento con un Corazziere vicino ai 10 kg è sempre qualcosa di epico, anche in considerazione della profondità e della “ leggerezza “ dell’attrezzatura utilizzata. Per il resto il consiglio che vi do, una volta scoperta la “pietra giusta”  è quello di limitarvi al prelievo di un solo esemplare per volta, lasciando riposare la posta per qualche settimana o mese. Eviterete di allarmare eccessivamente il branco ed avrete sempre un posticino buono su cui contare.

(Ringraziamenti a Vanessa Incorvaia, Antonello Salvi, Giulio Salvo e Stefano Mazza per la collaborazione prestata a vario titolo)

300 PAGINE DI PESCA, VIAGGI, FOTOGRAFIA, AVVENTURE, COMPLETAMENTE GRATIS

BOZZA-LANDING-PAGE-KFTMAG-GIF-ANIMATA-April-2014

NON PERDETE L’OCCASIONE DI SCARICARE IL VOSTRO MAGAZINE ONLINE DA QUI

Condividi su:

Lascia un Commento: