» 19 ott 2017

Cernie di fondale a inchiku

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Avevo conosciuto il giovanissimo  Marco Mucciola  al 2° Sicilia in Jigging  con il papà Massimo, noto agonista, entrambi  venivano da  Reggio Calabria per inseguire la loro passione per il jigging & Co. Oggi mi ha inviato alcune foto della sua ultima avventura vissuta a inchiku sui fondali difficili, attraversati da forti correnti dello stretto di Messina, aggiungendo un piccolo racconto che vi propongo integralmente. E poi dicevano che jigging e inchiku erano ormai finiti…!


…”Siamo finalmente giunti al giorno scelto per la nostra pescata. La mattina la sveglia suona alle 05:00, il tempo di sistemare le ultime cose ed io e mio padre entriamo in acqua alle 5:30. La strada da fare  non è molta, le zone che frequentiamo sono abbastanza profonde e dopo circa 3 miglia arriviamo al nostro HOT SPOT. Eravamo già a conoscenza della presenza di molti predatori nelle zone circostanti e uno in particolare ci ha portato via tanto tempo ed inchiku, la cernia canina, che con questa tecnica era difficile, quasi una chimera. Abbiamo portato le canne al limite nel tentativo di riuscire a tenere la loro prima fuga, ma non c’era niente da fare, erano troppo forti. Fortunatamente il giorno della pescata vi era un grande presenza di corrente abbastanza insolita per la zona, circa 1.2-1,5 nodi. L’assetto di pesca scelto era quello con con trecciato sottile  per cercare di arrivare sul fondo di 150-155 mt e pescare in condizioni decenti. Questo è stato il primo grave errore della giornata perché alla prima calata mio padre ha immediatamente11652162_903083483085249_1001854936_n allamato la prima cernia, ma era grossa, troppo grossa, e inevitabilmente la lotta è stata veramente breve, giusto il tempo di farle raggiungere la tana. Dopo la prima rottura abbiamo armato delle canne non proprio da inchiku ma che comunque hanno un’ azione che ben si adatta ad  inchiku di una certa peso  e ritornati immediatamente sullo spot ci accorgiamo che sembra tutto scomparso. Così dopo alcune calate decidiamo di cambiare posto, senza ottenere nessun risultato tranne una mostela di buona taglia che è venuta a farci visita. Dopo un paio d’ore senza altri risultati, optiamo per  tornare sullo spot che ci ha dato tante soddisfazioni, le migliori, in termini di quantità e qualità delle prede, di tutte le  nostre battute con le tecniche verticali . Non appena arrivati notiamo sull’ Eco  la presenza di pesce foraggio nei pressi della secca, quindi buon segno, visto che spesso sono seguiti dai predatori. Decidiamo di pescare immediatamente vicino la mangianza senza nessun risultato immediato tranne qualche piccola tocca. Continuiamo a pescare e così dopo qualche passata a vuoto, arriva finalmente lo strike.11536989_902800229780241_426898289_n Stavolta ho la canna giusta e posso cercare di contrastarla, sono sicuro dei nodi e del finale (0.84) che comunque se arrivasse sul fondo si taglierebbe certamente. Comincia l’estenuante tiro alla fune, stavolta la corrente ha giocato un ruolo positivo, visto che sono riuscito a staccare il pesce di qualche metro dal fondo e la corrente lo ha spinto via dalla tana. Le sue fughe sono possenti ma non troppo prolungate e fortunatamente vista la profondità, prossima ai 170 metri, non è riuscita a trovare il fondo. Adesso ci giochiamo tutto alla pari! Ma c’erano  ancora 160 metri  circa da recuperare e  viste le sue fughe,  tutto poteva ancora succedere… Comincio a pompare il pesce e recuperare più lenza che posso, le testati e le fughe sono inconfondibili. Dopo poco più di 15 minuti , si materializza sotto la barca una sagoma stupenda… Finalmente una cernia di taglia, una preda notevole per essere stata  presa con l’ inchiku ed a quella profondità. Sicuramente pescata con attrezzature medio-pesanti ma comunque al limite, considerato che tutto il combattimento è avvenuto con la canna dentro l’acqua…

MARCO  MUCCIOLA

11652285_902976216429309_162081387_nScheda tecnica:

Canna : X-Zoga Taka Si 5814 – Mulinello: Shimano Stella 8000 SW PG -  Trecciato: Varivas Avani Jigging 10×10 Max Power 8 fili PE 4.0 -  Terminale: fluorocarbon Akita 100% 0.836 mm – Artificiale: machiku 180 (new color) by Macchia Nera -  Assist: autocostruito con l’ausilio di cordino Waki, octopus Yamashita 3.5“, ed ami Akita – Peso cernia canina: 12,9 kg


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