» 20 lug 2018

AMP TAVOLARA e Pesca Sportiva

AMP TAVOLARA

AMP TAVOLARA logoLo scorso 3 Dicembre 2014 il Ministero Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha approvato per Decreto legge il Regolamento di esecuzione e organizzazione dell’ Area Marina Protetta di Tavolara e P.ta Coda Cavallo del Nord Gallura in Sardegna, poco sotto Olbia. Il nuovo regolamento tende a regolare tutte le attività che coerentemente con la “mission” di protezione ambientale si possono svolgere all’interno dell’oasi protetta e nelle 3 aree in cui è suddivisa, Zona A, Zona B e zona C. (v.sotto) AMP TAVOLARA MAPPA Sin qui tutto nella norma, se non fosse per il fatto che il nuovo regolamento prevede che ogni attività svolta all’interno dell’AMP deve ora essere soggetta ad una sorta di “tassa” da pagarsi all’atto della richiesta dell’autorizzazione allo stesso ente parco. Pagheranno d’ora in poi le TV commerciali che volessero girare un documentario all’interno del Parco, i fotografi professionisti che volessero documentarne le bellezze sopra e sotto il mare per realizzare dei reportages da vendere poi alle riviste (ma a  quali riviste?), pagheranno persino i ricercatori e biologi che dovessero effettuare specifiche ricerche su specie vegetali ed animali nell’AMP. Ovviamente pagheranno anche tutti quei profili privati come i vari diving center per le immersioni guidate, i comandanti di barche adibite ad ittiturismo oCERNIE  A  JIGGING  -   Una cernia marginata nel suo ambiente naturale pesca turismo e i noleggiatori che volessero effettuare delle gite nelle acque dell’ AMP. Ma l’autofinanziamento dell’ ente parco non si ferma qui ma coinvolge benevolmente anche il mondo della pesca sportiva, infatti chi volesse praticare questa attività nella zona C (l’unica dove è consentita la pesca sportiva) sia da riva che da imbarcazione dovrà ora richiedere un regolare permesso ovviamente sborsando l’adeguato obolo e questo vale sia per i residenti di Porto San Paolo e San Teodoro,  che per i “foresti”. Nel regolamento infatti all’art.27 , per chi volesse sciropparsi tutto consiglio di cliccare sul  Link della Gazzetta Ufficiale , abbiamo una bella serie di limitazioni e davvero singolari discriminazioni nei confronti dei pescatori sportivi, sia per quanto riguarda le attività da terra ma anche dalla barca con il divieto di praticare il vertical jigging e la traina di fondo con piombo guardiano, affondatore e monel…ed altre perle che qui vi risparmio.Charter-Costa-Smeralda--10--Traina-veloce-a-Tavolara Nelle maglie di questi mirabolanti nuovi Soloni è però sfuggito del tutto lo spinning e il fly fishing di cui non si fa alcuna menzione…tanto per capire con quali vetusti criteri è stato redatto il regolamento. Ci spieghino poi  le autorità dell’ente parco come mai tanto accanimento nei confronti della categoria dei pescatori sportivi  e norme restrittive, retrograde ed   inadeguate nel nome di una  pur ragionevole e sensata selezione del prelievo ittico, quando poi abbiamo visto pescherecci intenti a trainare ben all’interno persino della zona B di riserva generale (ci sono i video a testimoniare) e si consente la messa in posa di reti fisse,  palamiti etc. che poco o nulla hanno a che spartire con il compito principale di una riserva marina. A quel punto si vieti ogni forma di pesca anche in zona B e non se ne parli più!  Alla luce di questi vincoli assurdi e anacronistici è chiaro ormai che la categoria dei pescatori sportivi e ricreativi sta forse pagando un conto troppoPescherecci-presso-Punta-Coda-Cavallo salato per la facile generalizzazione  e la strumentalizzazione di chi ci vuole dipingere indistintamente tutti come bracconieri  illegali, per colpa di quei 4 deficienti che si vendono il pescato.  E il tentativo “sotterraneo” da parte di alcuni esponenti della regione Sardegna di riproporre reiteratamente  nei mesi scorsi la ipotesi di un tesserino di pesca regionale non è altro che  un ulteriore conferma. Che importa se il comparto della pesca sportiva è di dieci, cento volte superiore per fatturato e numero di persone coinvolte a quello di questa  pesca professionale parassitaria e assistenzialista,  se poi  in definitiva in sede politica non conta un ca@@o.  Se la pazienza è virtù emblematica e simbolicamente attribuita ai pescatori, mi chiedo quanto dovremo ancora sopportare prima di romperci tutti quanti definitivamente gli zebedei…?


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