» 24 set 2018

Siberian dream

Siberia-piccola-statuina-in-avorio

Per la serie “Una Foto una Storia” in questo caldissimo mese di agosto 2012 voglio parlarvi di una viaggio che feci nella lontanissima Siberia ai tempi di quando la Russia si chiamava ancora  U.S.S.R. (Сою́з Сове́тских Социалисти́ческих Респу́блик) o Unione delle Repubbliche Socialiste se preferite. La statuina in avorio alta pochi centimetri (forse di mammuth) che rappresenta uno spirito della tundra siberiana  o uno sciamano,  mi fu venduta da una delle guide che mi avevano accompagnato nel cuore della taiga nera siberiana nord occidentale in Yacutia.Siberia-in-volo-sulla-taiga

Avevamo fatto un lungo viaggio sino a Mosca e poi da li a Yakutsk, capitale della Yacutia, poi ancora a bordo di un rumorosissimo e vetusto Mi-8 a sorvolare la taiga nera siberiana, un mare sconfinato di abeti neri e bianchi, larici e foresta quasi incontaminata che si estendeva per migliaia di km sino al circolo polare artico. Una area della Siberia attraversataSiberia-e-Yacutia dal fiume Lena, ricchissima di materie prime, famosa per i suoi diamanti e per l’oro, insomma una sorta di Klondike in versione sovietica dove eravamo stati invitati come fotografi e giornalisti di testate di viaggio e natura italiane per far conoscere questo sperduto angolo di mondo ai nostri lettori. Siberia-discesa-Synyaya-arrivo-elicottero-Mi-8Eravamo diretti verso le famose “Colonne Sinskye” una formazione rocciosa caratterizzata da altissimi pinnacoli di roccia che fanno da cornice naturale al fiume Sinyaya o Fiume rosso per le sua acque colorate di un rosso rugginoso per via della decomposizione delle foglie della foresta che lo circonda da ogni lato. Siberia-discesa-Synyaya

Già arrivare sul bordo del fiume era stata una autentica avventura, in Siberia come nel resto dell’Unione Sovietica di allora, e forse anche di oggi, regnava  l’anarchia più assoluta e noi eravamo in balia delle smanie del Commissario politico che ci guidava nella spedizione…il che significava dover pagare le mazzette per qualunque cosa.Siberia-discesa-Synyaya-1

Si trattava di effettuare la discesa del fiume Sinyaya per arrivare sino al punto in cui questo sfocia nel grande fiume Lena, uno tra i  fiumi più lunghi al mondo, con tratti di rafting anche abbastanza impegnativi che avremo dovuto affrontare con quei piccoli canottini instabili che ci avevano messo a disposizione. A quei tempi non c’era la GoPro e per questo non posso proporvi le foto disastrose di quella discesa dove tutti i battellini gonfiabili andarono fuori uso immediatamente.Siberia-fiume-Synyaya

Non restava che aspettare i mezzi alternativi che ci avrebbero dovuto portare sul fiume Lena e da lì in aliscafo sino a Yakutsk…inutile dire che mi misi subito a pescare con i pochi mezzi rudimentali a disposizione.Siberia-discesa-Synyaya-trota-lenox

Una trota lenox  ed alcuni lucci furono le prede catturate usando classici e tradizionali cucchiaini cromati che  però dovemmo proteggere dalle attenzioni di alcuni orsi neri che ci avevano seguito di soppiatto sul limitare della foresta…la guida fu persino costretta a sparare un paio di colpi di carabina in aria per farli allontanare.Siberia-discesa-Synyaya-comunicazioni-via-radio

Una vecchia radio da campo era l’unico nostro collegamento con il  mondo esterno e meno male che eravamo in estate…intanto attendiamo che vengano a prenderci! Siberia-fiume-Lena

Finalmente dopo un viaggio assurdo su piste fangose e sconnesse tutti stipati con i bagagli sul cassone di un vecchio camion ex militare e sotto una pioggia battente arrivammo sulle rive del Lena per prendere il battello che ci avrebbe portato indietro.Siberia-piccolo-storione-sul-Lena

In Siberia gli orari sono una cosa del tutto opinabile e per ingannare la lunga attesa me ne andai lungo le rive dove trovai dei pescatori che avevano appena catturato nelle loro reti un piccolo storione che dopo le foto fu rilasciato…dietro congruo compenso!Siberia--Museo-di-Yakusk-scheletro-mammuth

Tornammo a Yakutsk con largo anticipo sul programma e non ci restò che fare  i turisti con le solite visite al Museo Naturalistico dove erano conservati scheletri e resti dei tanti mammuth che sono stati ritrovati tra i ghiacci di quella regione…fu in quell’occasione che la guida mi propose con fare da cospiratore,  l’acquisto di quella statuina in avorio a suo dire ricavato dalle lunghe zanne,  con la quale ho iniziato il racconto, vantandone le qualità spiritistiche da potente amuleto portafortuna. Ogni volta che la guardo e ripenso a tutte le sventure occorsemi in questi anni mi convinco sempre di più di aver fatto un pessimo affare…mi resta però indelebile il ricordo di un viaggio irripetibile assieme alle immagini impresse sui rettangolini del  Kodachrome  di una terra comunque stupenda.

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Commenti

  1. Alex dice:

    mi sa che lo stesso scheletro di mammut in foto l’ho visto pure io, molti anni dopo (qualche anno fa, nel 2009) al museo Sa Corona Arrubia in Sardegna: http://it.sardinianatour.com/dettaglio-news0090-mostra–al-tempo-dei-mammut–in-sardegna.html

    bellissima esperienza !

  2. Alex dice:

    …ma è questa statuina che ti porti appresso come portafortuna???? Con chi sai tu non c’è statuina che tenga…Non ti basta lo spirito della tundra siberiana nè lo sciamano in persona….!!!n Hi Hi hihi !!!

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