» 19 ago 2018

PESCARE chiude dopo 50 anni

1301924462_1741PESCARE,  la storica rivista che aveva come sottotitolo “La rivista dei Pescatori” ha chiuso definitivamente la sua avventura editoriale con il suo ultimo numero di Ottobre 2012. Una notizia passata completamente in sordina poiché davvero pochi si erano accorti che dopo il fallimento di Editoriale Olimpia del 2011 la rivista era tornata in edicola quest’anno  per i tipi di Gea Edizioni e dopo pochi mesi è stata definitivamente messa in soffitta, come una cosa vecchia ed inutile. Non è un malinconico amarcord questo ricordare  una rivista che ha formato generazioni di pescatori e neanche un patetico  epitaffio della carta stampata ma semplicemente una notizia che ha una storia lunga ed appassionante che forse vale la pena di essere raccontata da uno che come tanti altri,  ne ha vissuto in prima persona  una gran parte.  PESCARE nasce nel 1962 grazie alla passione di Enrico Vallecchi, fondatore della storica casa editrice in Firenze e già erede dal 1906 della rivista DIANA la prima rivista italiana dedicata al tempo libero. In occasione della nascita di PESCARE, Vallecchi scriveva nel suo editoriale, di cui riporto alcuni passi piùPESCARE-1979 significativi:…”Questa rivista nasce dopo non poche esitazioni e perplessità, come accade per tutte le pubblicazioni che richiedono un grosso impegno, non solo finanziario ma anche redazionale e tecnico”…”Pescare tratterà tutti gli aspetti riguardanti la pesca e gli sport che da essa derivano”…”Questo periodico nasce libero e perciò non difenderà che gli interessi di tutti quelli che in Italia vivono nella pesca e per la pesca”…tutte considerazioni attualissime anche oggi a 50 anni da quel primo numero che confermano la lungimiranza e modernità del personaggio. PESCARE mantiene ben presto la promessa contenuta nel suo sottotitolo e diventa in breve una pubblicazione seguitissima grazie agli scritti di personaggi del calibro di Mario Arbertarelli, uno dei più noti e famosi scrittori di cose di pesca, ma anche grazie alla competenza di pescatori come Roberto Pragliola, Raffaele De Rosa, Franco Alinei, per la pesca a mosca e  Giandomenico Bocchi, Roberto Cazzola  ed il giovane Renzo della Valle per l’”emergente” tecnica dello spinning in acque dolci a trote, lucci e black bass, poi c’è l’aspetto degli agonisti con gli scritti di Roberto Trabucco, Riccardo Galigani  ed altri con i quali mi scuso per non poterli nominare tutti. PESCARE-1987Ma PESCARE non parla solo di acque dolci ma si rivolge anche ai pescatori di mare, è su queste pagine che iniziano a collaborare   Adamo Benfenati, Bonanni, Giorgio Giannini, Alberto Marchi, Mannelli, Longobardi oltre ad autori stranieri di fama internazionale. Il vero boom della rivista però si ha a cavallo  degli anni ‘80-‘90 quando Vallecchi lascia la Direzione  editoriale al giovane Alessandro Menchi  che intuisce subito la dimensione globale del fenomeno pesca allargando gli interessi anche al nuovo mondo delle grandi fiere di settore. Sono gli anni delle prime edizioni dell’EFTTEX e del FISHINGSHOW che si teneva a Firenze nella bella sede della Fortezza da Basso. PESCARE segue quest’evoluzione rimanendo anche aderente alla cronaca ed all’attualità con un inserto centrale in carta riciclata e raggiunge tirature e vendite in edicola da record. Negli anni ‘90 scoppia il fenomeno della pesca in mare e PESCARE si sdoppia con l’ edizione dedicata  PESCARE MARE procedendo assieme nei compiti e negli ideali tracciati dal fondatore. Ma qualcosa sta cambiando ed a seguito PESCARE-1990del successo della pesca sportiva, alla fine degli anni ‘90 e negli anni 2000,  si assiste anche ad un proliferare di pubblicazioni dedicate alla pesca sportiva che non ha eguali in tutto il mondo, si arrivavano a contare sino a qualche anno fa ben oltre 20 titoli in edicola. L’Editoriale Olimpia passa ad una nuova proprietà, Alessandro Menchi ha lasciato da tempo  la direzione editoriale di PESCARE e delle riviste del gruppo, sono anni di grandi e repentini cambiamenti, sino ad arrivare al 2008 e ad oggi in un periodo in cui la crisi globale ha cominciato a mordere anche il settore della pesca. Il Web, la televisione hanno in parte cambiato il modo di fare comunicazione e la carta stampata soffre il calo esponenziale di vendite in edicola, il drastico ridimensionamento degli investimenti pubblicitari delle aziende, l’assenza di ricambio generazionale delle grandi firme, la situazione ambientale disastrosa dei fiumi e delle grandi acque interne, tutto contribuisce  ad  un rapido e progressivo declino della testata. Proprio nell’anno del suo 50°Anniversario, mezzo secolo di pubblicazioni, un traguardo probabilmente irraggiungibile da qualunque altra rivista di settore,  PESCARE chiude definitivamente e con essa chiude anche un pezzo importante della Storia della Pesca Sportiva italiana  e di tutti quelli che hanno contribuito a scriverla lungo tutti  questi anni.


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