» 20 nov 2017

Morte di una Foca

foca_morta3L’ amico  Mauro Marzaduri, che qui ringrazio pubblicamente,  di ritorno dalla Grecia mi ha mandato queste foto e due righe di testo che riporto integralmente di seguito, sull’incredibile avvistamento di una foca monaca e della sua tragica fine. Le immagini sono un po crude ma spero possano sollevare quella indignazione che ha me è montata subito appena le ho viste e che la loro diffusione possa servire a qualcosa…

“Dire di essere diventato amico di una foca forse non sarà esatto, ma dopo essersi ritrovati insieme e condiviso tanti momenti emozionati, certo mi ci sono affezionato!

Ritrovarla infine morta, ancora sanguinante, per mano del solito pescatore ignorante, ha creato in me un forte sconforto! Scoprire e documentato un animale in via d’estinzione, rincontrarlo più volte fino a vincere la sua diffidenza e risvegliarne l’innata curiosità, è stato davvero emozionante! Come riuscire a condividerne il territorio e scendere in acqua con lei per cercarsi, reciprocamente attratti ed incuriositi! Così innamorarsi è stato un tutt’uno. Quando poi abbiamo scoperto che erano nati due cuccioli, che il maschio, quasi orgoglioso e senza timore, ci ha permesso di avvicinare e filmare fino all’imboccatura della tana è nato infine l’amore! Ora tutti sappiamo come si può amare un animale come un cane o un cavallo, noi abbiamo avuto la grande fortuna e l’onore di “conoscere ed amare” un animale eccezionale, sconosciuto, perché tanto raro da essere in serio pericolo d’estinzione, ma simpatico, giocoso e curioso da rimanerne attratti e folgorati! Avevo sempre pensato alla foche monaca come simile ad un’otaria e pertanto, delle dimensioni di grosso cane. In realtà la monaca ha la stazza di un orso grizzly,_DSC0185 raggiungendo gli oltre 2,30 di altezza e il peso di quasi 3 quintali; la sua dentatura è robusta con canini lunghi ed affilati e posso assicurarvi, che trovarsela davanti in acqua a tu per tu, non sempre è una esperienza piacevole da raccontare! La prima foca che avvistai  fu pescando in acque torbide ed agitate sotto la parete del faro a Nord di Zacinthos, l’immagine mi era ancora assai confusa e l’impressione fu di aver davanti un’orca! La foca era pezzata da grosse macchie bianche è ho potuto riconoscerla solo quando mi ha puntato dritta digrignando e mostrando bene i denti a difendere i suoi cuccioli che nuotavano in fila indiana più sotto! Era il lontano 1976! Ora tanti anni dopo mi è bastata la segnalazione dell’amico Tommaso per affrontare oltre seicento miglia di mare per provare a documentarne la presenza. La sorpresa è stata grossa quando Matteo, suo figlio, mi ha mostrato diverse foto, dove faceva il bagno insieme a loro a meno 20 metri di distanza, affermando che quasi ogni volta, ne avvistava le testa a pelo d’acqua riuscendo ad avvicinarle e fotografarle! Poteva pertanto portarmi da loro tranquillamente conoscendo esattamente la loro grotta e l’esatta zona di caccia! La sua era ormai diventata una “abitudine” che ogni estate si ripeteva, di anno in anno meno timorose e sempre più incuriosite da quella presenza amica. Era lentamente riuscito a cancellarne la paura tanto da indurle a mostrarsi liberamente e concedersi in naturali evoluzioni e tuffi tipici del loro giocoso carattere. Così tutti ci siamo affezionati a quei sontuosi mammiferi, tanto da considerarli ormai amici, da andare a trovare e salutare con rispetto.foca_morta4

Purtroppo l’isola dove avvengono gli avvistamenti per quanto isolata e poco frequentata, non è area protetta e non è raro che le foche vengano trovate appese a palamiti (soprattutto i piccoli) o martoriate da eliche. Danneggiando le reti, i pescatore spesso le prendono addirittura a fucilate! Ora credo che a tutti noi spetta il dovere di fare qualcosa per evitare che anche in Grecia avvenga ora quanto è già successo in Italia, dopo l’estinzione della foca monaca. Mobilitiamoci affinché la foca monaca possa sopravvivere in aree protette e tutelate e affinché anche i nostri figli possano un domani provare la gioia di incontrarne una e perché no, di ricordarla come un amico davvero speciale!”

Mauro Marzaduri

(Photo courtesy di Matteo e Tommaso Bernasconi)

Condividi su:

Commenti

  1. monet dice:

    Bellissimo racconto sono esemplari meravigliosi ….. Vorrei tanto che tornassero sulle nostre coste ….. Ma ormai credo sia impossibile .

  2. kioni.net dice:

    Per aggiornamenti e per vedere l’articolo originale, visitate http://WWW.KIONI.NET
    Staff kioni.net

Lascia un Commento: