» 20 ago 2019

Licenza pesca in mare 2017 (primo passo)

LA-GRANDE-ABBUFFATA

Votato ieri alla commissione agricoltura della camera il testo unificato (il pdf del testo unificato) che comprende gli interventi legislativi sul settore ittico che tra le altre cose comprendono anche la famigerata licenza per la pesca sportiva in mare che dovrebbe partire dal 2017. Dal testo( come si sapeva da mesi) all’art. 22,  si evince che  i fondi ricavati dalla suddetta licenza/tassa/balzello andranno per il 60% a coprire le spese per “sostenere” la  filiera ittica o detto “come se magna” le varie associazioni e marinerie della pesca professionale (strascico, ciancioli, palangari, tonnare, etc) cioè coloro che dopo aver depauperato per decenni le risorsepesca-strascico ittiche ora chiedono sussidi e soldi pubblici. Un 30% è invece destinato a sviluppare ed incrementare i controlli e la vigilanza e probabilmente andranno alla guardia costiera. C’è poi un restante 10% che andrà invece al coni o alla fipsas (non sappiamo ancora). Si tratta, come ben chiarisce il titolo, del primo passo per portare il testo della legge alla votazione alla camera e successivamente nel suo ultimo passaggio al senato. Come era stato chiaro sin dall’inizio di questa vicenda non vi è nessun cenno a eventuali fondipesca-4 dedicati all’incremento della pesca sportiva presso le giovani generazioni come hobby formativo, tutela di aree marine da dedicare a ripopolamento in genere, studi sul monitoraggio di importanti specie ittiche, come la spigola o pelagici alla base della catena alimentare come sardine e sgombri i cui stock hanno subito drastiche diminuzioni, e di proposte simili  a queste se ne potrebbero fare a decine. Ma di tutto ciò non c’è traccia!  Da tempo è chiaro che governo e governanti abbiano sposato in toto la causa dei pescatori professionisti, accogliendone ancora una volta le richieste di soldi pubblici dopo che per anni hanno pescato dissennatamente ed ora pesci non ce ne sono. Basteranno le voci dei pescatori sportivi anche uniti  in una strenua ed ultima difesa dei loro diritti, la raccolta firme, i convegni e congressi, le inutili associazioni dei produttori ed importatori di attrezzature da pesca  a far cambiare rotta a legislatori del tutto impreparati ed inadeguati su questo come su mille altri argomenti che strangolano ed attanagliano la nostra povera italietta? Chissà?


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