» 12 dic 2017

Inchiku in Sardegna

Inchiku-in-Sardegna

Strano destino quello delle diverse tecniche di pesca in “verticale” portate sull’altare sino a qualche anno fa ed oggi “snobbate” e ritenute ormai desuete perché poco produttive ed abbandonate dalla massa. E strano e amaro destino anche quello  dei raduni legati a questa tecnica, come quello una volta leggendario del Raduno del Mediterraneo di Sant’Antioco che si è svolto in tono sommesso qualche settimana fà, flagellato anche dal maltempo con un onda sui 2 metri che ha permesso l’uscita solo ad una manciata di veri appassionati.Inchiku-in-Sardegna-3

Avremo modo di discutere sul destino del vertical & Co. ma qui oggi voglio parlare di questi appassionati che nonostante tutto e tutti, sopportando forti spese ed un lungo viaggio  si imbarcano dal continente per venire a disputare un raduno che poi in effetti non c’è stato e che il destino ha premiato con uno splendido pagro di 5,5 kg catturato da Raffaele Coppola (nella foto in alto)  con una canna Tecnofish Glading Fishing Light a cui mancava un anello in ceramica sostituito da alcuni giri di nastro adesivo, una cinquantina di metri di trecciato uniti ad un fondo nylon ed un inchiku River 2Sea bianco. Per tutti diciamo solo che è il suo primo pesce catturato con questa tecnica! Inchiku-in-Sardegna-2

E’ a questi spesso ignoti e sconosciuti sportivi e appassionati che stavolta voglio dedicare il post del mio Blog,  da sinistra Franco Coppola, Fabrizio Tramatzu e Giacomo Rocchi. E’ grazie alla loro passione pura, non inquinata dalle sponsorizzazioni, dalle assurde regole dell’agonismo federale, dalla ricerca di notorietà o altro che oggi possiamo dire con certezza che il vertical e derivati è ancora più vivo e palpitante, autentico e spontaneo come agli inizi. Certo il jigging in tutte le sue sfaccettature  non sarà e  nè forse ha mai avuto la pretesa di essere la tecnica “filosofale”  e “risolutiva”  che le aziende si auspicavano per continuare a produrre enormi profitti o che i modaioli avevano abbracciato solo per sfizio temporaneo o per il gusto di sfoggiare nuovi giocattoli in barca. Sicuramente non si toccheranno mai più  i livelli degli anni passati nè in termini di catture nè in termini di vendite delle attrezzature dedicate. Ma mi rincuora decisamente pensare che basta ancora andare per mare con una canna qualunque, un artificiale qualunque per vedere premiata la costanza. Tutto il resto sono …”chiacchiere e distintivo”…! Ne riparleremo sicuramente.


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