» 16 feb 2019

Gamakatsu senza “GA”…

Titolo sibillino per introdurre quella che ormai da tempo è una pratica assai in voga nel settore delle clonazioni di brand famosi persino nel nome. Il fenomeno è ampiamente conosciuto nel settore della moda, ARMANI diventa “ARTANI”, DOLCE E GABBANA diventa “DOLCE E GAPPANA” un carattere molto simile, un copy d’effetto e il trucchetto è servito. Gamakatsu-e-KamatsuLa stessa cosa avviene anche nel settore della pesca sportiva, ricordate il brand AWA SHIMA presentato qualche anno fa che furbescamente utilizzava la desinenza di Daiwa e la prima parte di Shimano per rievocare nella memoria degli appassionati due marchi consolidati. Beh la stessa cosa nel caso in oggetto in questo post, quando cioè capita che GAMAKATSU (leader mondiale nel settore degli ami) perde per strada la “GA” e diventa, con un gioco di incastri degno dei migliori cruciverba, KAMATSU.Gamakatsu-Kamatsu-catalogo-interno

All’interno ovviamente contenuti simili per entrambi i brand anche nella grafica del catalogo che descrive le varie tipologie di ami, ancorette, etc. Per carità tutto più o meno “legittimo” anche se discutibile il fatto di tentare di usare l’assonanza con un brand molto famoso…ma questo è il marketing moderno o meglio “certo” marketing. Quello che però non va proprio bene è lo sbandierare da parte di Kamatsu una produzione by Japan, che noi non abbiamo riscontrato se non “a parole” nel catalogo e nelle varie pubblicità. Kamatsu_SodeNon esiste infatti un produttore giapponese che faccia riferimento direttamente o indirettamente a Kamatsu ma piuttosto una società polacca  la Konger Fishing nata nel 2013 che chiaramente seguendo le tendenze più recenti, ha impostato tutto il suo catalogo su cineserie di varia qualità, canne, mulinelli ed artificiali anche abbastanza attuali e alla moda,  che sulla stessa linea,  offre proprio un catalogo Kamatsu 2016 di cui abbiamo detto sin’ora ed ovviamente il tutto a prezzi decisamente interessanti. Chissà se veramente si tratta di ami di produzione giapponese di terze marche, io qualche dubbio ce l’ho tutto. Che dire? Questa appena descritta è in effetti la strada seguita sino ad oggi da molte aziende italiane che hanno fatto delle cineserie, di alta, buona, media, mediocre qualità sbandierate a volte “By Japan”, a seconda dell’impostazione aziendale, il loro “modus operandi” da diverso tempo per cui non c’è sorpresa alcuna.  Si tratta solo di leggere attentamente sulle bustine degli ami la prossima volta per non confonderci.


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