» 22 ott 2018

Dunkleosteus mostro devoniano

Duncleosteus

E’ la ricostruzione pittorica del Dunkleosteus Terrelli un  mostro degli abissi dalle grandi fauci vissuto oltre 400 milioni di anni fa.  I primi resti di questa gigantesca creatura marina furono trovati dal paleontologo americano  Jay Terrel nel 1867 sui bordi del lago Eire in secca nello stato dell’Ohio ed il nome gli venne dato in onore a David  Dunkle direttore del Museo di Storia Naturale di Cleveland, tra i primi a interessarsi alla sua ricerca.Dunklosteus foto epoca Nel 1955 si ritrovarono dei resti fossili che ne permisero una parziale ricostruzione del grande cranio e della sua particolare dentatura. Risale però al 2006 la scoperta,  da parte di alcuni ricercatori dell’Università di  Chicago, dei resti più completi che ne hanno permesso una ricostruzione più accurata.   Il Dunkleosteus era il predatore degli oceani con le fauci più mostruose pur non raggiungendo le dimensioni del temibile  Megalodon, lo squalo più grande di tutti iDunkleosteus e pesci preistorici tempi  e neppure lontanamente quelle del l’enorme Leedsichthys, ma nonostante ciò terrorizzava e divorava i pesci e gli esseri viventi anche più  grandi di lui che incontrava nei mari. La sua bocca era quattro volte più grande di quella del Tyrannosaurus rex, finora riconosciuto dai paleontologi e dagli studiosi della preistoria come il più grande e più forte animale mai passato sulla Terra. Questo pesce aveva una forza incredibile e la sua dentatura era qualcosa di straordinario.Dunkleosteus cranio fossileUno studio condotto sul cranio di questo mostro marino ha stabilito che riuscisse ad aprire la sua bocca in meno di un quindicesimo di secondo. Questo faceva sì che qualsiasi altro pesce nella sue vicinanze venisse risucchiato e mangiato velocemente. La pressione sviluppata dalle sue mandibole è stata calcolata in 5.600 kg per centimetro quadrato, almeno tre volte più forte di quella del Tirannosauro. Abbastanza da spezzare in due uno squalo con un morso. La forza del suo morso era di 5.000 kg. per dare un termine diDunkleosteus_interm1DB paragone quello dell’alligatore (il più potente tra le specie non estinte) è di soli 963 kg./cmquadrato.  Il pesce (che pesava quattro tonnellate ed era lungo più di 10 metri) come si è detto era il maggiore predatore marino del tempo, e gli scienziati ritengono che fosse in grado di mangiare qualsiasi altro animale gli si trovasse davanti: «Dunkleosteus poteva divorare ogni cosa del suo ambiente, anche prede più grandi della sua bocca» haDunkleosteus & Cladoselache affermato Philip Anderson, dell’Università di Chicago, che ha condotto lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica «Royal Society journal Biology Letters» Gli scienziati che hanno coadiuvato Anderson, hanno ricostruito i muscoli intorno alla bocca del pesce per calcolare la forza dell’animale quando apriva la bocca. Mark Westneat, l’amministratore del Chicago’s Field Museum dice: «La parte più interessante di questo lavoro è che questo pesce, cosìDunkleosteus grande e pesante, fosse velocissimo nell’aprire la bocca e avesse una straordinaria potenza nel chiuderla. Ciò era dovuto all’incredibile forma del suo cranio e ai diversi muscoli usati per le operazioni di apertura e chiusura della bocca».  Dunkleosteus Terrelli visse durante il periodo preistorico conosciuto con il nome di devoniano, età precedente all’avvento dei dinosauri: è probabile che questo animale si cibasse preferibilmente di altri pesci predatori, tra cuiDunkleosteus illustrazione probabilmente anche i primitivi squali, più piccoli di oggi. «Alla fine questo studio dimostra come le nuove tecniche ci permettano di scoprire i comportamenti degli animali preistorici attraverso le ricerche sui loro fossili» afferma il dottor Anderson. «Certamente – ha aggiunto – noi non possiamo vedere questi animali in azione, ma possiamo capire come essi si comportavano, in che modo cercarono di preservare la loro specie e come interagirono con gli altri animali».

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