» 21 ott 2018

Dentice record

 

Dentice-record

“La Sardegna miglior hot spot per il dentice” Il racconto entusiasmante di un probabile record del Mondo!

Al buio, seguendo la traccia memorizzata sul plotter, pensavo a quella dozzina di calamari che ora nuotavano nella vasca del vivo, ignari del “sacrificio” che li stava attendendo il giorno seguente! Le previsioni erano finalmente clementi, dopo due settimane di maestrale, durante le quali, nessuno era riuscito ad andare in mare. Una vacanza tormentata dal vento la mia, come spesso accade in Sardegna! Ore passate a guardare il mare ed a perfezionare le attrezzature per insidiare pesci ormai sempre più smaliziati. Predoni che durante le ultime uscite avevano spudoratamente rotto i miei terminali dello 0,70, lasciandomi con un solo denticiotto a paiolo!

Al mattino inoltrato con Beppe, Mikol ed Edo eravamo in pesca su quegli stessi sassi isolati, dove, tra rotture e marcature, sapevamo della presenza di un’importante montone invernale di dentici di straordinarie dimensioni extralarge! L’equipaggio era scettico guardandomi utilizzare lenze tanto sottili da risultare quasi invisibili, ma grazie all’esperienze accumulate con la pesca al tonno, contavo di adattare le stesse tecniche e materiali innovativi alla traina col vivo! Eliminato l’amo scorrevole (sempre causa di infiniti problemi) ho annodato due ami fissi con un’indistruttibile spezzone di assist braid da 50 libbre, poi, tramite una girella (inserita direttamente nell’occhiello dell’amo trainante) ho legato un brevissimo (4 mt.) terminale in fluoro carbon dello 0,60 ad un impalpabile nuovo robustissimo trecciato da 20 Lbs (di diametro 0,15!!) in bobina. Tale attrezzatura consente la massima rigidità sulla ferrata e una grande sensibilità durante l’azione di pesca, specialmente se questa è esercitata in scarroccio assai lento e con il filo, spesso, in leggero bando. Grazie ad un piccolo stopper posto a una dozzina di metri dall’esca, il piombo guardiano resta libero di scorrere lungo la lenza; un accorgimento che facilita la ferrata e la successiva cattura. Il pesce infatti in questo modo non avverte più la resistenza dovuta all’opposizione del peso ed inghiotte senza rifiutare o risputare l’esca dopo il primo attacco. Basta abbassare la canna rilasciando un pò di filo, perché il piombo scorra, lasciando libera l’esca in leggero bando, inducendo anche la preda più sospettosa ad inghiottire tranquillamente.

Il vento di maestralino, prevalendo sulla corrente, disturbava l’azione di pesca allontanandoci dal punto. Ricalcolando esattamente la traccia sul plotter Beppe ora passa millimetricamente sul sommo; un secondo ed ecco la cima della canna vibrare! Abbasso prontamente la punta verso la superficie dell’acqua ed apro la frizione controllando con il pollice l’uscita del filo; qualche metro e ferro con decisione! Il mulinello inizia ad emettere il suo meraviglioso canto, mentre la poderosa fuga annuncia la cattura di una preda importante! Che sia davvero il dentice della vita?

Prego perché il mio esile trecciato regga all’impatto, mentre Beppe, con i motori, mi ha portato al riparo dalle rocce.

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L’esile Italcanna da 18/16 Lbs sembra impazzita sollecitata dalle forti testate, intanto Mikol, da prua, ferra un altro pesce con l’Inchiku! Che giornata! Imbarchiamo il primo dentice, mentre io sono ancora impegnato a sollevare il pesce dal fondo. Ne vedo chiaramente la sagoma sullo scandaglio che mi conforta sulla natura del fondo sabbioso. Ormai é una questione di tempo e nervi. Interminabili Minuti finché la sagoma del dentice appare alla vista dal blu: è mostruoso! Non avevo mai visto un dentice così “largo” pur avendo catturato diversi grossi esemplari! Edo non riesce neanche a sollevarlo dall’acqua col manico del guadino finendo per appoggiarlo sulla murata, è un monumento! Ora è silenzio solenne, stupefatti nell’ammirare la maestosa bellezza ed i colori di tanta meraviglia.

Mikol prende il bilancino, Kg. 11,970! Decidiamo di destinarlo al forno per l’imminente festa dei miei 60 anni! E’ appena mezzogiorno e siamo già rientrati in porto, dopo ben due rotture, 3 catture e 3 rilasci! Scattiamo alcune foto ricordo col cellulare inviandole agli amici, mi risponde Massimo: “guarda che ho controllato, è record mondiale sulle 20 Lbs., sia IGFA che EFSA!” Certo non si poteva iniziare un 2012 migliore!

Mauro, STRIKE TEAM

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