» 21 ott 2018

Catch Magazine a pagamento

Catch-a-Magazine

Brian O KefeeTodd-MoenDa qualche mese la bellissima rivista on line “Catch Magazine” dedicata soprattutto al fly fishing ha scelto la strada di far pagare i suoi affezionatissimi ed entusiasti lettori, diverse centinaia di migliaia in tutto il mondo, per poter mantenere alti gli standard di qualità e di eccellenza…queste sono le stringate parole o “scuse” che mr. Brian O’Kefee e  Todd Moen rivolgono nella pagina finale che immette al modulo di abbonamento.  Tutto giusto e legittimo  per carità…non credo che i fotografi e collaboratori, proprio perché professionisti, sarebbero stati disposti a dare il loro contributo gratis…come invece accade assai spesso nella nostra povera  Italietta scombinata…! Ma  tutto questo ci da anche l’opportunità di aprire un brevissimo spiraglioCatch-Magazine-1

sul fatto che tutti i contenuti sul web debbano o no essere per forza gratuiti. Il dibattito in U.S.A. è “very hot” visto che da quelle parti sono almeno una ventina d’anni davanti a noi in queste cose e sono decine i convegni a cui partecipano esperti da tutte le parti del mondo per dibattere su questi temi.  I maggiori quotidiani, a partire dal N.Y.T (New York Times) hanno cominciato a far pagare anche loro le pagine sul web, insomma la disputa  tra chi vorrebbe il “full free” a tutti i costi e coloro che invece si giustificano dicendo che la “vera”  informazione, quella di qualità e non i miserrimi “copia e incolla” dei mille bloggers e pseudo siti, ha dei costi reali e non virtuali Catch-Magazine-2

che questi costi devono essere anche pagati in parte dagli utenti del web,  se si vuol continuare appunto a mantenere elevati i contenuti e la parte visiva delle tante news immesse ogni giorno in rete. La facilità con la quale ormai ognuno può dire la sua su Internet ha fatto si che in qualche modo si sia  persa per sempre  quella autorevolezza che un tempo caratterizzava i “professionisti veri” dai “dilettanti allo sbaraglio”  creando sul web una enorme ragnatela nel quale gli utenti rimangono volenti o nolenti invischiati. Personalmente, pur essendo consapevole che la qualità vera non si acquisisce solo standoCatch-Magazine-4

dietro ad uno schermo LCD ma che invece è frutto di anni di esperienza, costa fatica, tempo e denaro ed impone un  aggiornamento continuo, non sono molto d’accordo alle sottoscrizioni ed agli abbonamenti…temo solo il pensiero di proporre una cosa del genere sul mio sito…il solo imporre una specie di registrazione, anche se gratis, mi farebbe perdere migliaia di “followers” dall’oggi al domani. Del resto sono anche convinto che gli utenti sanno  ben distinguere da loro stessi dove trovano la qualità puntuale e rigorosa dell’informazione dallo sterile “riporto” di foto e testi che nulla aggiunge e nulla toglie. Il dibattito è apertissimo e mi auguro che sappiate recepire la piccola provocazione di questo post…


Le foto del post sono tratte da Catch Magazine di Novembre 2011 fortunatamente come le versioni precedenti ancora consultabile gratis…! Se invece volete sottoscrivere l’abbonamento al bellissimo magazine  al solo costo di $12 USD all’anno cliccate QUI

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Commenti

  1. Alex dice:

    Purtroppo chi decide se il web dev’essere full free o a pagamento, non sono nè i proprietari dei siti nè gli illustri partecipanti a convegni e affini…chi decide, che piaccia o no, è il popolo del web. Puoi anche chiedere 10 centesimi al mese per far visionare un sito, che per principio molti cambierebbero pagina, o solo per la pigrizia di fare un pagamento on-line (e la paura di furto dati sensibili)…E se cambiano aria, che pubblichi a fare? La gente non vuole pagare, il web è nato free e free rimarrà per forza di cose. Può avere senso che ci sia in un sito una buona parte free e una più di qualità a pagamento…Psicologicamente gli utenti capirebbero e avrebbero comunque la possibilità di scegliere se spendere per avere di più, senza sentirsi per forza “alla cassa”. All’inizio la logica era che i siti dovrebbero vivere con la pubblicità….ma qui il discorso si amplia notevolmente…Un sito può anche chiedere pochi euro al mese per un banner, ma se poi c’è google adsense e altri colleghi che fanno prezzi da ridere….beh ho detto tutto, sui siti di media portata il discorso crolla alla grande…Solo i colossi possono avere pubblicità propria e non a gestione esterna.

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