» 13 dic 2018

Capt.”Black” Bart Miller

Captain Bart Miller photographed at Sailfish Marina in West Palm, Florida.

2018-03-07_1211Il leggendario Capt. Bart Miller se n’è andato in silenzio ed in punta di piedi questa notte, a Jupiter in Florida dove risiedeva in questi suoi ultimi anni con la moglie Frederique ed i suoi adorati pastori tedeschi. Ultra ottantenne, aveva resistito a due by-pass cardiaci, ormai cieco di un occhio e affetto dal Parkinson. Bart Miller è un nome che dirà poco o niente alla stragrande maggioranza dei pescatori di mare italiani, ma il suo nome può giustamente essere legato alla2018-03-07_1212 nascita del moderno Big Game ai grandi Rostrati. Nato negli anni della grande depressione, ha  vissuto con la nonna nel quartiere di Sausalito poco a nord di S.Francisco ed in seguito in un collegio. Nel 1955 passa due anni alle Hawaii nell’aviazione, come istruttore di arti marziali. Tornato in California dopo il congedo, intraprende la carriera di giocatore di golf professionista PGA , partecipando a numerosi tornei della costa Est con discreto successo,al punto da essere invitatokiholo-second-boat-kona nel 1965  a lavorare al prestigioso Wailae Country Club di Honolulu, ancora alle Hawaii. Qui scocca la scintilla che cambierà completamente il corso della sua vita. Incomincia a lavorare come capitano di charter di pesca  su un vecchio 36” in legno. l’”Adelante”  per $ 85,00 dollari al giorno. Nel 1968 passa su una nuova barca, il “Kiholo” che gli consente di mettere a punto e di affinare, diverse strategie di traina con le esche artificiali Kona. Forte di questa esperienza accumulata viene chiamato a comandare una barca in2018-03-07_1212_001 N.Zelanda nella famosa Bay of Island, narrata dai libri di Zane Grey. Poi alcune stagioni sulla Great Barrier in Australia a pesca con Peter Wright, un vero esperto della traina ai grandi rostrati. Nel 1973 ritorna alle Hawaii a bordo di un Bertram 38” il “Kristel” con una paga di $ 40,00 dollari al giorno. La sua fama, come capitano e vincitore di quasi tutti i tornei di pesca alle Hawaii  era tale che fu contattato da un ricco agente immobiliare giapponese, Shigeyuki Tachibana per una crociera1656_blue_marlin di pesca di 3 settimane , durante la quale catturò 21 Marlin. Alla fine della crociera il giapponese volle regalare a tutti i costi  una barca a Bart. Dopo l’incontro con il figlio di Buddy Merritt a Miami, Bart decise di acquistare così un Merrit usato da 42” al prezzo di $ 200,000 dollari; la prima barca tutta sua che chiamò “Black Bart”. Intanto inizia a costruire i suoi Kona personalmente, perché non è abbastanza soddisfatto di quelli che  trova in commercio. Proprio con uno di questi suoi custom kona, il 16 marzo 1984 dopo un ora di tentativi andati a vuoto, finalmente riuscì a far abboccare uno dei più grossi Marlin catturati con esche artificiali, ben 1.656 Lbs; nasceva ufficialmente la Black Bart Lures.  Capt. Bart Miller ha pescato rostrati in tutti gli Oceani, da Madeira alle Fiji, Australia,Black_Bart_Lures N.Zelanda, Caraibi etc. ha avuto l’onore e la fortuna di portare a pesca attori famosi  come Lee Marvin, Gene Hackman, Ernest Borgnine, Stephen Stills e Albert Finney, ha vinto nella sua carriera di pescatore innumerevoli tornei internazionali di pesca, per milioni di dollari di premi. Le sue prime esche artificiali avevano il2018-03-07_1213_001 gonnellino ricavato dalle cinghie  di nylon delle sue sedie da giardino, oggi sono ritenute tra le migliori al mondo e vengono usate sulle più famose e prestigiose  barche da charter al marlin. Io le vidi, negli anni ‘90 per la prima volta, sullo “Shangai” la barca del compianto  Capt. “Jo” Joseph Franck alle Azzorre e a Madeira a  bordo del  “Khaterine B” di Capt. Peter Bristow. Il  brand Black Bart Lures è ormai un marchio consolidato e riconosciuto ovunque ci sia una barca che traina kona per iA collage of Captain Bart Miller containing old photos, lure sketches, newspaper clippings and a Black Bart lure taken at his home in Jupiter, Florida. rostrati. Ma la vita di Bart si è spezzata, come il nylon nel  suo più difficile  ed estenuante combattimento (oltre 6 ore) con un “grandeur” lungo 25” e stimato assai prossimo alle 2.000 Lbs.  già vinto ed a fianco della sua barca. Siamo sicuri che Bart, dove è adesso, avrà già incontrato il suo “Tutu” in hawaiano “Grande Nonna” dei Marlin”. Aloha…


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