» 14 nov 2019

Tank Bait Iª parte

Hobie-tank-live-well

Una delle tecniche più produttive ed efficaci tra quelle praticabili dal kayak è la traina con l’esca viva, il motivo è sicuramente da ricercarsi nel fatto che il kayak, sia esso mosso tradizionalmente con le pagaie o più modernamente con gli appositi pedali tipici degli scafi Hobie, risulta silenzioso e questo fattore è spesso determinante e risolutivo per il buon esito della pesca; a questo proposito bisogna anche dire che il kayak, pur con le sue ovvie limitazioni, risulta spesso più produttivo delle imbarcazioni classiche, soprattutto nelle aree ove la numerosa presenza di trainisti motorizzati ha da tempo messo in allarme tutta la popolazione di predatori stanziali, dentici e ricciole soprattutto. Sia che questa tecnica venga esercitata a galla o nella mezz’acqua e nelle vicinanze del fondo con l’ausilio di un piombo guardiano, ovviamente  è essenziale poter disporre  di un certo numero di piccoli pesci esca delle dimensioni giuste e soprattutto ben vivi per poter svolgere adeguatamente il loro potere di richiamo sui predatori.

Traina-con-il-vivo

Uno dei primi rudimentali sistemi per mantenere vive le aguglie o i sugarelli catturati precedentemente con l’ausilio di un “meciuda” le prime o di un “sabiki” i secondi,  è stato per me personalmente l’ utilizzo di una lenza rudimentale formata da un paio di metri di dacron fissato con un moschettone al lato del kayak sul quale ogni 40 cm avevo sistemato un corto bracciolo di nylon con un amo a cui agganciavo i piccoli pesci esca, in fondo una leggera piombatura impediva a tutto il complesso di aggallare pur con le modeste velocità di traina. Il sistema funzionava decentemente con le aguglie, abituate a nuotare presso la superficie un pò meno con sugarelli o altri pesci esca. Infatti in breve tempo pochissimi di questi piccoli pesci riuscivano a sopravvivere e molti si sganciavano a causa del delicato apparato boccale, tanto che a nulla serviva appuntare l’amo esternamente in prossimità dei fori olfattivi per aumentare la tenuta.

Bait-tube-1

Oggi una variante molto interessante di quel sistema piuttosto “primitivo” sono i cosiddetti “tube bait” una versione modificata e rivista per l’utilizzo dal kayak dei “Tuna bait” quei tubi nei quali vengono tenuti vivi i tonnetti che poi saranno utilizzati nella pesca d’altura ai Marlin o altri rostrati e da noi usati con successo con i tombarelli per le grosse ricciole in alcune regioni del sud. Si tratta molto semplicemente di un tubo di polyetilene di quelli utilizzati per gli scoli delle acque piovane del diametro di circa una decina di centimetri, chiuso alla base con un fondo saldato e un coperchio svitabile sull’altro lato. Fori in misura adeguata sui fianchi contribuiscono a far si che l’acqua possa affluire e defluire internamente mentre degli attacchi metallici ricavati alle due estremità ne consentono il fissaggio al kayak durante la traina.

Bait-tube

E’ quello che io definisco il  sistema del “tubo” che  dalla sua ha certamente una notevole facilità costruttiva, un costo esiguo  unito alla ottima portabilità e gestione sul kayak ma presenta anche dei piccoli inconvenienti. Innanzitutto la notevole resistenza del sistema una volta calato sul bordo del kayak, che comunque sia e a seconda ovviamente delle dimensioni, costituisce pur sempre un corpo che produce attrito e  frena l’andatura, costringendoci inoltre a modificare la pagaiata per mantenere la giusta direzione stabilita, il che spezza il  ritmo e di conseguenza porta ad un maggiore affaticamento. Inoltre dobbiamo prestare una certa attenzione quando dobbiamo recuperare le piccole prede all’interno, il rischio è di vederci spesso scivolare tra le dita i pescetti guizzanti, mentre tentiamo di selezionare la giusta taglia, che riprenderebbero la libertà con somma gioia loro e sommo dispiacere nostro che abbiamo magari impiegato delle ore per catturarli…!

Tank-bait-artigianale

C’è poi l’antico sistema della vasca, una sorta di piccola “piscina” portatile da sistemare sul gavone posteriore costituita da una semplice “cassetta” di plastica con i bordi alti che riempiremo d’acqua e che fungerà da vasca per il vivo temporanea. Infatti anche se in una cassetta come quella in foto ci possono stare diverse decine di litri d’acqua non dobbiamo dimenticare che soprattutto nei mesi più caldi l’acqua posta internamente salirà notevolmente di temperatura e le nostre esche da vive si trasformeranno ben presto in “morte” galleggiando miseramente a pancia in sù. Inoltre c’è da valutare il notevole peso di tutto l’insieme che contribuisce a gravare sul carico utile del nostro kayak ed il fatto che bisognerebbe almeno dotarlo di un coperchio per evitare che le nostre esche possano volare fuoribordo. D’altro canto il sistema è economicissimo e bisogna solo prevedere dei fori per fissarlo opportunamente con funi al kayak, inoltre nell’auspicabile caso di una bella cattura potrebbe egregiamente fungere anche da contenitore del pescato…Nella seconda parte vedremo invece alcune delle soluzioni più tecnologiche e di conseguenza anche più costose ed impegnative sotto l’aspetto del montaggio…se avete suggerimenti o volete sottoporre una vostra soluzione sono qui che aspetto i vostri commenti e idee…! SEGUE

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Commenti

  1. ruro dice:

    Ciao,
    per quanto riguarda la fuga delle aguglie ho risolto tagliando la parte superiore di una bottiglia di plastica e grazie al calore (è sufficiente quello di un accendino) si salda al tubo, aprendo il tappo si fa uscire una aguglia alla volta, insomma diventa una lunga bottiglia da stappare ogni tanto :-)
    Mentre per i sugarelli lasciando l’accrocco senza tappo l’acqua entra e ossigena alla grande.
    Il diametro ottimale del tubo per questo sistemino è 8cm.
    Buon divertimento

  2. alfredoyaker dice:

    Pesco spesso con il vivo utilizzo entrambi i sistemi (tubo e vasca). Nonostante con il tubo si guadagni tanto in termini di leggerezza ed ingombro, sono dell’opinione che quando si va ad affrontare una battuta di pesca a traina con il vivo SERIA, la vasca resta sempre la soluzione migliore. Basta non esagerare con le dimensioni e, per assicurarsi la durata della batteria per tutta l’uscita, dotare il circuito di un temporizzatore per regolare automaticamente ad intervalli di minuti l’accensione e lo spegnimento della pompa.
    Con il tubo ho riscontrato una fastidiosa difficoltà nell’inserire e nel prelevare le esche…. che spesso ha comportato perdita di tempo e delle esche stesse. Per non parlare poi delle minori capacità e della minore affidabilità in termini di conservazione dei pesci.
    Insomma per quel che mi riguarda, vasca forever!!!
    Resto in attesa di legge il seguito.

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