» 18 ago 2019

Kayak Fishing in sicurezza

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Arriva la bella stagione, le giornate si allungano e le condizioni meteo volgono decisamente al meglio. Gli appassionati di Kayak Fishing escono dal lungo letargo invernale e gli scafi  dai garages e ricoveri, per una messa a punto in vista della stagione di pesca incombente. Ma oltre alle operazioni di rimessaggio dei nostri scafi sarebbe anche opportuno fare un check approfondito sulle dotazioni di sicurezza personale. Prendo lo spunto da un recente articolo apparso su Kayak Angler dove viene raccontata con dovizia di particolari l’avventura occorsa ad un yak angler ad Aprile dello scorso anno, episodio riportato con una certa enfasi da quasi tutta la stampa USA del kayak fishing eSean Danielson non solo.   Sean Danielson esce dalla riva di Columbia Beach sulla Chesapeake Bay  a bordo del suo piccolo Old Town Vapor, un SIT di poco meno di 3 mt, per andare a pescare gli striped bass a circa 2 miglia dalla costa. All’improvviso un onda capovolge lo scafo, Sean tenta di rimettere in linea il kayak ma il SIT è pieno d’acqua che non può defluire ma galleggia. Aggrappato al kayak Sean è immerso in un acqua che raggiunge appena i 47°F poco più di 8° Celsius, grazie al suo PFD rimane a galla ma l’ipotermia è in questi casi il pericolo maggiore. La corrente lo fa derivare di circa 4 miglia in poco più di 2h e mezza, quando viene avvistato per caso da una barca a vela che rientrava da una crociera alle Bahamas. Un “miracolo” titolano giornali e TV ed in effetti Sean una certa buona dose diKayak-e-sicurezza-3 fortuna l’ha avuta. La storiella, per fortuna a lieto fine, ci riporta però al titolo iniziale e serve a rimarcare alcuni comportamenti che definirei BASILARI per la corretta e sicura pratica del Kayak Fishing sia che stiamo pescando in un laghetto oppure in mare aperto, dove occorre ancora ricordare che esistono in Italia  limiti precisi di navigazione entro un certo numero di miglia da terra. Ma l’imprevisto può presentarsi a 200 metri dalla spiaggia, come a due miglia quindi le regole valgono sempre e comunque. Kayak-e-sicurezza-1

REGOLA n° 1  :  MAI USCIRE IN KAYAK DA SOLI

A volte certe raccomandazioni paiono scontate e banali ma poi alla prova dei fatti ci accorgiamo che spesso oltre all’imponderabile, ci mettiamo pure del nostro. Questa dovrebbe essere una di quelle regole d’oro da applicare anche in altre situazioni di pesca da terra o dalla barca alle quali non c’è deroga che tenga ed è semplice da capire quanto elementare. In due ci si aiuta a vicenda oltre che farsi compagnia.

REGOLA n° 2  :  LASCIARE SEMPRE DETTO A QUALCUNO LA NOSTRA META

Bisognerebbe sempre comunicare a qualcuno, moglie, fidanzata, compagna, amante, figlio/a, amico/amica, genitori o amici e  conoscenti comuni quale pensiamo possa essere la meta della nostra giornata di pesca e l’orario previsto del nostro rientro con indicazioni precise sul luogo di alaggio del kayak e dove è parcheggiata la macchina. Basta un semplice messaggio via Whatsapp  al quale magari aggiungere le coordinate gps.

REGOLA n° 3  :  CONSULTARE SEMPRE LE CONDIZIONI METEO

Sembrerebbe una cosa scontata, soprattutto in considerazione che il kayak soffre particolarmente il vento e le onde formate, ma così non è.  Pianificare il nostro itinerario di pesca in base ai venti dominanti , anche in quelle situazioni di calma apparente ed alle brezze termiche, che solitamente si alzano in precisi momenti della giornata e spirano sempre dalla stessa direzione, può salvarci a volte la vita ed evitare di incappare in situazioni pericolose.

 REGOLA n° 4  :  NON SOVRACCARICARE IL KAYAK

Ogni scafo viene contrassegnato da una precisa indicazione del fabbricante che ne indica la portata max entro cui l’utilizzazione è ottimale. Eccedere questo limite può rivelarsi fatale per la stessa stabilità del kayak, per la sua manovrabilità e per la velocità raggiungibile. Un kayak appesantito è più faticoso, più basso sull’acqua e quindi a rischio di onde improvvise e scarsamente manovrabile, sia che parliamo di un kayak tradizionale SOT a pagaia che di uno a pedali. Analogamente dovremo valutare un attenta distribuzioni dei carichi.

REGOLA n° 5 :  INDOSSARE SEMPRE IL PFD

Obbligatorio in molte nazioni il life vest  o PFD (Personal Flotation Device) è in sostanza un sostegno al galleggiamento e può essere del tipo statico, costituito da un giubbetto con larghe sezioni di foam galleggiante o autogonfiabile quando entra a contatto con l’acqua, si scioglie istantaneamente una pastiglia che apre una valvola di una bomboletta, gonfiando il pfd o manuale tirando una apposita cordicella che ottiene lo stesso effetto. In moltissime versioni nei vari tipi, colori e taglie con differenti gradi di sostenibilità.

REGOLA n° 6 : CELLULARE STAGNO O VHF IMPERMEABILE

Mai mettersi in acqua senza avere con se almeno un cellulare, ottimi i tipi rugged che possono funzionare anche se siamo caduti in acqua, o magari uno normale da tenere dentro una custodia stagna sempre appeso al collo o fissato al pfd. Il massimo della  sicurezza sarebbe comunque sempre un Vhf di tipo marino, ce ne sono di ottimi anche a prezzi accessibili

REGOLA n° 7 :  BRACCIALETTO O SEGNALATORE GPS

Esistono in commercio dei localizzatori GPS, da scegliere tra quelli stagni, che quando attivati si collegano ad una rete satellitare che invia la nostra posizione agli enti preposti al soccorso. Ce ne sono che utilizzano reti globali di utilizzo gratuito ed altre a pagamento. Inutile dire quanto uno strumento del genere sia davvero importante, al di la dei costi dei singoli strumenti e degli abbonamenti richiesti da alcuni.

REGOLA n° 8 : FARSI VEDERE IN MARE

Un kayak è per sua natura uno scafo a basso profilo sull’acqua, difficile da scorgere da lontano se c’è qualche onda, difficile da rilevare anche sul radar. Ovvio che scegliere colori sgargianti come il giallo o il rosso accesso o il bianco sia da preferire alle tinte camouflage o a quelle solite come il classico verde. Per evitare di passare inosservati quando siamo magari in rotta di collisione con altre barche a motore oltre al colore dello scafo non sarebbe male dotarsi di una lunga asta con bandierina in arancio fluorescente da posizionare sul pozzetto posteriore, esistono diversi accessori al riguardo.

REGOLA n° 9 : RAZZI DI SEGNALAZIONE, BOE FUMOGENE ETC.

Sono le dotazioni obbligatorie per molti classi di natante ed  imbarcazione a vela ed a motore e dovrebbero entrare a far parte della dotazione di emergenza anche dei kayak a mio parere. Sono venduti in confezioni ermetiche e stagne, hanno una data di scadenza da rispettare, io ci aggiungerei anche uno specchietto per segnalazioni visive  e l’immancabile fischietto.

REGOLA n° 10 : PAGAIE DI RISERVA

D’accordo che oggi da noi parlare di pagaie sembra davvero anacronistico, visto l’innegabile successo ottenuto dagli scafi a pedale, ma in ogni caso una pagaia di riserva è prevista anche per i “pedalò” ed a maggior ragione dovrebbe essere prevista anche sui kayak tradizionali. Da tenere magari fissa sulla murata di sinistra o del tipo smontabile in più segmenti da riporre all’interno dello scafo se abbiamo gavoni adatti. Kayak-e-sicurezza-4Poche semplici regole che unite al buonsenso ci potranno evitare conseguenze irrimediabili nel malaugurato caso ci trovassimo in acqua ed impossibilitati a risalire sul nostro kayak. A queste dovrebbe sempre accompagnarsi la prudenza e la consapevolezza che in mare le condizioni cambiano velocemente e  con frequenza a volte non prevedibile. Un malore improvviso che ci debilita il fisico impedendoci di pagaiare o altri imprevisti potrebbero trasformarsi in tragedia qualora ci trovassimo in balia del mare senza poter comunicare con nessuno la nostra posizione e situazione. Infine portare sempre a bordo acqua sufficiente che ci consenta di reidratarci adeguatamente e barrette energetiche.  Pensiamoci per tempo quando possiamo farlo!


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