» 25 mag 2018

The Sea Cloners

ScreenshotNon è certo una novità che i social, da moderno e velocissimo strumento per la condivisione di esperienze, idee e iniziative, si siano ormai trasformati in un enorme cazzeggio a cielo aperto, senza regole e senza il minimo rispetto per nessuno. Nell’esempio che sto per raccontarvi, oggi, un amministratore di un gruppo chiuso di Facebook con diverse migliaia di iscritti, di cui non farò il nome o per dirla come Albanese…”non ti sputo per non profumarti”… saluta il gruppo postando una foto di una spigola, presa a spinning, che emerge da un bianco sfondo di schiuma. Di immagini se ne vedono a milioni su Facebook…ma questa volta quell’immagine ha fatto scattare un ricordo lontano. Così capita che un mio carissimo amico, nonché socio di pesca da vecchia data, ricorda di averla già vista da qualche parte. La memoria umana è qualcosa di così complesso e, quando funziona, è talmente precisa che non c’è computer che tenga e subito l’immagine è rintracciata su una copia di uno Speciale Spinning in Mare dell’Editoriale Olimpia del Maggio/Giugno del 2007. “Scripta manent” …dicevano i latini  e l’immagine in questione si trova a pag. 23 , sempre per la precisione, ed è parte del vasto corredo iconografico che illustra appunto un numero speciale di 96 pagine, firmato completamente dal sottoscritto, come risulta nella colonna dei crediti in apertura.Speciale Spinning in Mare cover aAl mio amico è bastato vedere, quello che come si può ben notare  è poco più che un ritaglio di una immagine ben più ampia e didascalica che spiega in una foto lo spinning in mare dalla scogliera, con la schiuma e tutto il resto, per risalire alla foto originale ed all’autore.Speciale Spinning in Mare pagina     Speciale Spinning in Mare pagina particolareRiguardo l’immagine, c’è da dire che fu scattata almeno più di una quindicina  di anni anni prima della pubblicazione. Praticamente agli albori  dello spinning in mare, lo si evince dall’aspetto del Pirata in versione “giovanile” cioè 40 kg in meno ma già con la barba folta e la capigliatura selvaggia. La canna è una Abu Conolon, il mulinello un Abu Cardinal 44. Venne scattata con una Nikonos IV-A una fotocamera subacquea con l’ottica da 35 mm per l’uso anfibio e me la fece Roberto, mio primo partner di allora  nella lunga avventura dello spinning in mare.  Per il resto rimane certo la soddisfazione che le tue foto vecchie di un quarto di secolo siano ancora oggi utilizzate, anche se resta l’amarezza circa  il modo del tutto scorretto, per non dire altro, di appropriarsi senza rispetto alcuno del lavoro degli altri. Ma questo è il “progresso” …ed è proprio per questo che a me piace rimanere tenacemente “vintage” …come si usa tanto dire adesso.


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