» 20 lug 2018

Seppie e granchi

Seppia-e-C-Bream

Seppie-e-granchiBen prima che il termine Eging, pesca ai cefalopodi con gli artificiali, entrasse nel linguaggio dei moderni pescatori sportivi la pesca a seppie e calamari veniva effettuata anche con l’utilizzo di esche naturali. E’ ben nota l’usanza di avvolgere una sarda salata attorno ad un asticella con in fondo il classico cestello per i calamari che un tempo abbastanza remoto,  i pescatori utilizzavano ampiamente un pò lungo tutte le coste e mari italiani. Meno conosciuta forse è invece la tecnica usata per la cattura delle seppie che prevedeva l’utilizzo di un piccolo granchio di scoglio o di peschiera che ancora vivo veniva privato delle chele e legato con un cappio alla lenza principale su un corto bracciolo, a stretta vicinanza di un piccolo piombo. Si calava tutto il complesso lungo la murata di porti, nei pressi di fondali regolari ove si presupponeva la presenza delle seppie e si recuperava molto lentamente effettuando delle lunghe soste. Le seppie attratte dal bocconcino loro proposto attaccavano il granchio avvolgendolo con i loro tentacoli e ciò veniva segnalato da un arresto improvviso del recupero e lo  uccidevano con il rostro osseo. Il pescatore avvertita  la trattenuta sulla lenza e l’appesantimento,  doveva avere l’accortezza di attendere alcuni secondi che la seppia inserisse il suo becco per bucare la corazza del granchio, a questo punto recuperava lentamente il tutto e con l’aiuto di un guadino salpava la seppia senza estrarla dall’acqua, poiché questa avrebbe immediatamente mollato la presa. Oggi le cose sono decisamente cambiate anche se le seppie a modo loro non hanno mai smesso di amare i granchi. In una battuta di pesca a questi cefalopodi all’interno di un piccolo porto della Sardegna sud occidentale ho potuto appurare che in effetti le seppie sono attratte anche dalle imitazioni in plastica dei granchi. Dopo aver lanciato inutilmente  in acqua l’intero contenuto della mia Eging bag con decine di totanare delle più blasonate marche e tipologie, mi sono ricordato di avere nella scatola degli artificiali alcune imitazioni di granchi, per l’esattezza il C-Bream della Zip Lures un artificiale di cui avevo parlato nei primissimi post del mio blog alla sua nascita circa 4 anni fa  LINK . _MG_7365 (1)

Un hard bait con paletta dotato di un piccolo piombo sferico e di un doppio particolarissimo attacco per l’armatura costituito da un doppio amo rivolto verso l’alto e fermato con un ingegnoso sistema come si può ben osservare nella foto in alto.  In questa configurazione l’esca striscia letteralmente sul fondo grazie alla zavorra con il classico movimento frenetico di un minnow, per via del lip anteriore ed il doppio amo rivolto in alto evita o minimizza gli incagli. Togliendo il piombo anteriore e sostituendo il doppio amo con un ancoretta, sull’attacco posteriore in basso, questo artificiale si comporta più o meno come un minnow galleggiante classico. _MG_7305Quest’esca è studiata per insidiare una specie di sarago australe o Black Bream nelle acque basse di lagune, foci e coste regolari dell’Australia e Nuova Zelanda dove questo tipo di spinning è seguitissimo da migliaia di appassionati. Avevo queste esche da almeno 6 anni e le avevo usate pochissime volte e nel corso di questa recente uscita me ne ero trovato un esemplare quasi per caso. Ho lanciato nello stesso punto battuto già decine di volte con tante altre totanare e al 2° lancio qualcosa ha fermato il recupero sul fondo…una seppia si è materializzata dal nulla proprio su quell’imitazione di granchio! L’unica della serata! Sarà solo un caso?


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