» 13 dic 2019

Raduni di pesca…tuttoooo bene?

Raduno-Jigging-Italia--pescato-e-staffl’idea di questo post mi è venuta dopo aver seguito una discussione su un gruppo di Facebook, dove di parlava del proliferare quasi esponenziale dei raduni di pesca. Intendiamoci subito però, i raduni di pesca, workshop, seminari, o come diavolo volete chiamarli sono una componente essenziale della pesca sportiva, soprattutto quando si tratta di diffondere nuove tecniche di pesca o incontrare personaggi famosi di provata esperienza, e non sbruffoncelli autoreferenziali. Ho personalmente partecipato  a diverse decine di questi raduni, in ogni parte d’Italia ed anche all’estero e ricordo bene  il periodo del vertical jigging,  in cui oltre al tempo, ci ho rimesso qualche chilo di jigs sottrattimi IMG_5670 in varie circostanze, quando ancora i jigs non si trovavano da nessuna parte. I raduni di pesca spesso hanno anche intenti assai meritevoli come quello di raccogliere cifre da devolvere ad associazioni ed onlus che operano nel settore della solidarietà. Nascono con lo scopo di creare occasioni di incontro tra appassionati per scambiarsi esperienze e consigli, come i famosi raduni autogestiti dai vari forum di pesca di qualche anno fa, prima che i forum emanassero  l’ultimo respiro. In passato c’è sempre stata una componente volontaria  e spontanea a caratterizzare questi eventi. Poi è arrivato il “markketting”, prostaff da due soldi, e qualche azienda ci ha intravisto un piccolo business abbinato alla promozione. I classici “due piccioni con una fava”… solo che quiIMG_5675 la fava, per i pescasportivi,  è anche letterale. Ed è proprio questo l’aspetto che mi preme analizzare in questa occasione. Mi spiego meglio,   perché posso capire che ad un raduno di pesca si possa far pagare un “iscrizione” se a fronte di questa cifra poi magari è prevista una cena comune, anche una semplice pizza e birra, o se si pesca dalla barca e naturalmente  ci sono costi vivi di affitto imbarcazioni e carburante. Ma francamente, andare a pagare 20,00/25,00 € per un raduno da terra,  dove mi viene al max rifilato un gadget  pubblicitario ed un artificiale ripescato dal fondo di un magazzino dove giaceva invenduto e ormai invendibile  da anni, non lo trovo molto giusto, coerente e un tantino scorretto. PRIMO:  perché comunque sia,  i costi pubblicitari e di lancio di nuovi_MG_4976 prodotti sarebbe logico e ragionevole che li sostenessero le aziende importatrici ed i negozi che si fanno carico di organizzare in loco. SECONDO: perché facendo un rapido calcolo da bottegaio se si fanno pagare 20,00 € ad ogni raduno e se ne organizzano una trentina in tutt’Italia, calcolando che ad ogni evento abbiamo una media di 50 partecipanti, quanto entra in tasca all’azienda che organizza? Beh, ve lo dico io, ne viene fuori una bella doppia cifra seguita da 3 zeri. TERZO: mi piacerebbe poi sapere come viene contabilizzata e fiscalizzata questa bella cifra per l’Erario? QUARTO: perché devo pagare con la speranza di vincere una canna o un cappellino da pochi euro che con la mia iscrizione è come se l’avessimo abbondantemente super pagata in gruppo, quando invece ci sono altri raduni che vengono organizzati completamente GRATUITI?  Forse sarebbe il caso proprio di porseli questi interrogativi. Per parte mia d’ora in poi,  una scelta l’ho già fatta. Nel mio blog infatti troveranno posto solo i report e le news che riguardano raduni gratuiti o organizzati a fini sociali e solidali…per tutti gli altri…”chi si fainti coddai de su quaddu”!…


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KAYAKERO MAGAZINE July 2019 n° 12

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