» 23 giu 2018

Pacific Bluefin Tuna a rischio

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Nei giorni scorsi, davanti agli uffici governativi del JFA (Japanese Fisheries Agency) di Tokyo si è svolta una delle rarissime manifestazioni di protesta che si tengono da quelle parti. Diverse associazioni protezioniste si sono riunite per chiedere uno stop alla pesca commerciale del Pacific Bluefin Tuna, una specie ittica che già nel 2014 era stata segnalata dall’ Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ad “alto rischio di estinzione”  ed è stata argomento di discussione alla Convention sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES) quando i membri si sono incontrati  a Johannesburg nel 2016.33841581_1032740880207509_8216903964944236544_nBWTuna_Pacblue La Commissione per la pesca nel Pacifico occidentale e centrale (WCPFC) aveva pubblicato sempre nel 2016 una allarmante relazione riguardo gli stock di tonno ancora capaci di riprodursi che si erano assottigliati ad una percentuale del 2,6% su un totale di biomassa stimato in 600.000 tonnellate, registrata agli inizi del ‘900.  “La pesca eccessiva ha portato a un massiccio esaurimento delle scorte“, dice Katsukawa Toshio, esperto di pesca all’Università di Tokyo di Scienza e Tecnologia marina. “Se la situazione attuale continua, la popolazione di tonno rosso del  Pacifico potrebbe essere in via di estinzione nel prossimo futuro“.Grafico biomassa di tonno e percentuale di riproduttori negli anni

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Del resto è ben noto a tutti che il Giappone è il consumatore finale di circa l’80% di tutto il tonno pescato nel mondo. E’ quasi una tradizione quella del consumo del Kuro-maguro, come viene chiamato il tonno in giapponese, i cui esemplari di maggior pregio e peso arrivano a costare ben $ 400 alla libbra e serviti come sushi e sashimi nei ristoranti più lussuosi ed esclusivi. Dai dati ufficiali di scarico del tonno tosso del Pacifico risulta evidente il declino di questa specie. Nel 2005 nel solo porto di Katsumoto, nella prefettura di Nagasaki, venivano sbarcate 358 t. di tonno rosso del Pacifico, mentre nel 2014 solo 23 t. un dato confermato in tutti  i principali porti di pesca giapponesi. Per le centinaia di imbarcazioni e le migliaia di addetti in questo settore si prospettano anni piuttosto bui. bluefin-tuna-risk-collapse-drastic-action_77La strada intrapresa sin dal 1972 di incrementare in Giappone  l’allevamento del tonno rosso a ciclo chiuso, partendo quindi dalle uova fecondate, si è rivelato un enorme insuccesso commerciale per gli elevatissimi costi da sostenere e per l’enorme difficoltà di portare allo stadio adulto gli avannotti a causa dell’elevata mortalità in questa delicatissima fase di crescita, senza contare poi i costi per l’ingrasso e i problemi indotti. Si è calcolato che per alimentare 250 tonni di media dimensione ci voglia oltre 1IMG_1248 tonnellata di sgombri o altro pesce azzurro al giorno, in altre parole per produrre un singolo kilogrammo di tonno, occorrono oltre 20 kg di pesce come mangime. Secondo i maggiori studiosi dell’area del Pacifico, se non si arriverà ad uno stop totale della pesca entro il 2020, potrebbe essere l’inizio della fine per la popolazione di Bluefin Tuna del Pacifico. Riusciranno i giapponesi a rinunciare ad uno dei loro alimenti preferiti? Nel video sotto l’allarme lanciato già nel 2014.


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