» 19 lug 2019

Monofili e standard qualità

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L’EFTTA ( European Fishing Tackle Trade Association) l’ Associazione Europea dei produttori e distributori di attrezzature da pesca, conduce una sua personale battaglia sin dal 2009, contro quello che lei stessa definisce un “malcostume” diffuso nel settore dei monofili da pesca e che riguarda l’effettiva corrispondenza tra quanto dichiarato dal produttore/distributore sulle confezioni dei monofili da pesca  circa il veritiero carico di rottura  e il reale diametro della sezione del filo di nylon.Nylon-e-carichi-rottura

line-tech-4L’argomento sui carichi di rottura effettivi del monofilo di nylon è complesso e presenta diverse sfaccettature tanto che più ci si addentra nel discorso e più si ha davvero  l’impressione di entrare  in una gigantesca ragnatela di “nylon”. Tutti i pescatori sanno che ad ogni diametro di nylon dovrebbe più o meno corrispondere un determinato carico di rottura ma quando ci troviamo davanti allo scaffale del negozio di pesca le cose si fanno più complicate poiché spesso ci siGrafici comparativi test nylon trova, a parità di diametro della sezione del nylon,  davanti a carichi di rottura dichiarati e scritti sulla confezione che a volte sono davvero  notevoli…ma sarà vero? Ovviamente sappiamo tutti che non è così poiché spesso ad un valore elevato corrisponde un diametro del nylon “maggiorato”. Poi c’è il caso analogo di diametri effettivi esatti ma carico di rottura molto al di sotto di quello dichiarato sulla confezione. In molti casi possiamoEFTTA-Line-Charter-Advert-(ITALIAN)‘oŠÍŠpdavvero parlare di una vera e propria truffa a carico dei pescatori. L’EFFTA aveva qualche anno fa reso pubblica una tabella con le prove di carico di diverse marche di monofilo testate presso un laboratorio indipendente con risultati davvero sconfortanti, circa l’83% dei monofili risultavano al di sotto del carico dichiarato e di questi ben il 36% avevano una resistenza pari al 50% in meno  di quanto scritto sulla confezione. Solo il 17% dei monofili testati poteva vantare che il loro monofilo era assolutamente conforme agli standard promessi. E’ stato proprio sulla scia diEFTTA-LINE-CHARTER.Final questi dati che EFTTA ha  deciso di riunire i marchi dei maggiori produttori di nylon sotto una associazione che certificasse in maniera inequivocabile che il proprio monofilo rispondeva ai requisiti descritti sul package, come ben evidenziato nella locandina in alto che raccoglie tutti i firmatari dello statuto EFFTA per i monofili da pesca sotto il logo comune Efttalinecharter. Nel prossimo anno verranno effettuati  test  a campione su prodotti acquistati nella  normale distribuzione e sottoposti ad analisi presso un laboratorio indipendente per valutare così il rispetto delle norme riportate nello STATUTO.


INTERVISTA Ing. Pierangelo Zanetta Presidente EFFTA

Pierangelo-Zanetta-Shimano (1)– Ingegnere Zanetta ci può spiegare in cosa consiste e perché  l’iniziativa Line Charter?

L’iniziativa di creare uno standard per il settore pesca riguardo i monofili da pesca, deriva dallo stato di assoluta anarchia che affliggeva il settore fino a qualche anno fa. Di fatto ogni ditta aveva standard proprio e molte ditte erano (e sono) andate al di là di ogni ragionevole limite nelle caratteristiche dichiarate sulle bobine di filo.
Due problemi principali
a-in UK il filo era sottostimato. Essendo tradizione del paese misurare il filo in base alla tenuta in libbre, si usavano fili di tenuta assai maggiore della realtà. In pratica se si usa un filo da 20 libbre e lo si dichiara da 12 libbre , il consumatore finale ha l’impressione che quel filo ha caratteristiche di tenuta superlative. In UK il consumatore  non è conscio del rapporto diametro/resistenza, quindi era facile fare una operazione simile.
b-Nel resto d’Europa la situazione era opposta, quasi tutti dichiaravano diametri molto inferiori alla realtà e resistenze molto superiori. In pratica, per esempio, si vende per 0,10 mm. un filo di 0,14 mm. e si afferma che tiene 2,5 kg. In realtà un vero 0,10 di ottima qualità non tiene più di 1,1 kg….
Alcuni  anni fa, questa situazione fu scoperta dall’ufficio di protezione del consumatore in Francia e la maggior parte dei fili venne sequestrata creando una grande confusione sul mercato.
In  quel momento fu evidente la necessità di avere uno standard di riferimento , e chi meglio della associazione di settore poteva farlo? L’alternativa era di lasciare che qualche ente statale decretasse lo standard, senza conoscere tutte le problematiche della produzione del monofilo da pesca.
Nacque quindi lo standard EFFTA per i monofili, sulla base di un pre-esistente standard ISO.
Lo standard è molto semplice e recita:
”I monofili da pesca hanno una tolleranza rispetto a quello che viene dichiarato sulla confezione del 10% sul diametro e 10% sulla tenuta alla trazione lineare senza nodo. Nel caso sia dichiarata la tenuta al nodo la tolleranza diventa del 20%, ma solo con sottovalutazione (/in pratica si può dichiarare il 20% in meno, ma non in più)”.
Aderire allo standard è facile e gratuito. La ditta deve solo firmare un documento in cui accetta lo standard e dichiara che lo rispetterà sui suoi prodotti. Per questo potrà usare sulla confezione il logo della standard EFFTA. Si tratta quindi di un codice di autodisciplina.

– Quali sono le finalità dell’iniziativa?

La finalità dello standard è di porre chiarezza in un mercato completamente anarchico e che è andato veramente troppo in la , dichiarando caratteristiche del monofilo totalmente false e forvianti per il consumatore finale.

– Si parla di prove di un  laboratorio indipendente,  quando saranno rese pubbliche?

Non è compito dell’associazione di eseguire controlli sul mercato. Questa attività è delegata ai vari enti di tutela dei consumatori nei paesi europei. L’EFFTA ha inviato a questi enti il suo standard ed è quindi probabile che essi lo usino durante i controlli. L’EFFTA effettua controlli casuali sui prodotti di chi ha aderito allo standard per essere certa che l’impegno venga rispettato.
Vorrei aggiungere che tutte le maggiori ditte mondiali hanno immediatamente aderito allo standard ed hanno perfino finanziato una campagna di pubblicità informativa nei confronti dei pescatori in 12 paesi d’Europa. Con una certa amarezza, poiché lo considero personalmente segno di miopia, nessuna ditta italiana ha ancora aderito. Questo però non eviterà la diffusione dello standard, poiché tutte le ditte straniere che hanno aderito, vendono anche in Italia….


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