» 21 nov 2019

Molix JS 135 Jointed Sandeel

MOLIX-Jointed-Sandeel

Un artificiale snodato in più segmenti che vuole imitare il nuoto sinuoso delle anguille questo  Molix JS 135 Jointed Sandeel che rappresenta una evoluzione che questa volta attinge dall’universo del lure building ante litteram, dove quest’esca è nata dalla genialità di un auto costruttore toscano che creò per primo un artificiale in 4 pezzi snodati,  dandogli il nome di “Pinocchio”. Certo ci sono voluti oltre 30 anni per riproporla in chiave “industriale” ed il motivo è semplice. Realizzare un artificiale bilanciato, dal corpo sottile come questo in più sezioni e con un nuoto ineccepibile è cosa abbastanza complicata da ottenere, tanto è vero che i diversi tentativi negli anni passati di riproporre quest’artificiale adattandolo alla produzione in serie non hanno mai portato a risultati MOLIX-Jointed-Sandeel-vista-globale-copiaapprezzabili. Proprio perché il corpo  cilindrico e i diversi segmenti devono essere il risultato di un attenta calibrazione di pesi e masse, senza poi parlare della assoluta  precisione necessaria nell’assemblaggio dei vari pezzi. Insomma un vero grattacapo che, qualora non venissero rispettati tutti i parametri elencati, porta a risultati deludenti. Ecco perché la sfida dei tipi di Pro Tackles , che ha deciso di industrializzare un esca prodotta sino ad oggi a livello artigianale e semi artigianale da Jack Fin che la commercializzava da tempo, è stata un po una scommessa ardua e complessa.  Qui si è scelto di realizzare un artificiale con solo 3 segmenti, allungando di conseguenza la prima sezione che porta anche l’attacco ventrale per l’ancoretta, l’altra è posta in coda. I vari spezzoni del corpo hanno sezione cilindrica leggermente schiacciata sui fianchi e sono più affusolati verso la sezione posterioreMOLIX-Jointed-Sandeel-part-snodo (come si può notare dalle viste d’insieme sopra). L’armatura in acciaio inox è passante, rispettando i canoni classici della costruzione artigianale, i vari snodi  consentono una rotazione ampia  delle sezioni che aumenta di conseguenza  l’angolo che queste possono raggiungere durante il nuoto, ampliando la curva sinusoide che il JS 135 Jointed Sandeel compie in acqua durante il recupero. In effetti l’artificiale compie un percorso lineare, la prima sezione ondeggia e rolla brevemente e sono gli altri due segmenti snodati che effettuano il movimento laterale maggiore che si accentua con la velocità del recupero, ottenendo così quell’effetto serpentiforme o più appropriatamente in questo caso  “anguilliforme”.

GIF-animata

MOLIX-Jointed-Sandeel-vista-frontale

Il movimento del JS 135 Jointed Sandeel è ottenuto grazie alla generosa  bavetta laterale che al centro ha una concavità circolare che ne aumenta la capacità di resistenza in acqua, la sua disposizione è quasi in verticale rispetto all’asse longitudinale dell’artificiale e questo porta l’esca a nuotare senza affondare eccessivamente, da circa 15 cm sino ad 1,50 cm ma tenendo la canna piuttosto alta riesce a navigare appena sotto il pelo dell’acqua. La bavetta ha un buon spessore ed  ha un rinforzo posteriore per evitare rotture, vista la sua dimensione e disposizione, contro ostacoli o rocce del fondo. La testa è finemente incisa con il profilo in rilievo delle branchie, occhi tridimensionali e il rossoMOLIX-Jointed-Sandeel-part-testa accesso delle branchie in bella vista. L’artificiale è lungo 135 mm e pesa 15 gr ma esiste anche la versione più piccola  JS 95 lunga 95mm del peso di 7,5 gr con le stesse caratteristiche. Lungo il corpo è attraversato da dei solchi che in qualche modo simulano impressionisticamente le fasce muscolari delle anguille e conferiscono un effetto tridimensionale esaltato poi dalla verniciatura, 8 le livree disponibili in questa misura.MOLIX-Jointed-Sandeel-part-serigrafie

VALUTAZIONI FINALI

L’artificiale risulta ben stampato, lo si può vedere  anche dalle immagini in “close up” a distanza estremamente ravvicinata, che evidenziano i più piccoli particolari e dettagli fini. Bene l’armatura passante in acciaio inox, gli snodi sono precisi e ben realizzati, all’interno delle sezioni c’è una zavorra che permette all’esca di affondare in modo orizzontale. La verniciatura è ben realizzata e ad occhiometro ed al tatto parrebbe trattata superficialmente con più mani di coat trasparente protettivo, ma ripeto è una mia impressione. Ancorette e split ring adeguati ad un uso anche con prede diverse dalle spigole, per le quali quest’artificiale risulta particolarmente indicato. Si lancia ancora abbastanza bene, anche se ovviamente in aria il corpo si contrae,  creando maggioreMOLIX-Jointed-Sandeel-part-ancoretta attrito. Si consiglia un caricamento ed un lancio non frenetico perché l’ancoretta di coda potrebbe prendersi con l’ancoretta centrale, è raro ma a volte succede con artificiali in più sezioni di questo tipo. La versione più piccola è perfetta per aree lagunari, interno fiumi, canali lagunari, canali ed aree portuali, antemurali delle dighe foranee e ovviamente foci e spiaggia, anche  in condizioni di mare poco mosso e calmo. Il Molix JS 135 Jointed Sandeel grazie alle dimensioni maggiori, al peso ed all’armatura è indicato anche per i serra sia da terra che dalla barca e barracuda nei vari ambienti della scogliera e portuali dove vive questo predatore. Si tratta di un artificiale che  nel recupero si fa sentire sul cimino, per via della resistenza della paletta anteriore e dell’accentuato movimento in cui si produce anche se recuperato linearmente. Generalmente non c’è bisogno di effettuare particolari ulteriori

MOLIX-Jointed-Sandeel-alcune-colorazioni animazioni, già ne produce in abbondanza di suo, ma non dimentichiamo che comunque queste esche sono affondanti e quindi ci vuole un po di esperienza e di pratica  per capire  come manovrarle al meglio in funzione della profondità alla quale stiamo operando. In laguna e acque calme preferisco un recupero a canna alta  lento con leggeri e brevi ma secchi colpi di polso, alternati ad un andamento regolare, per far guizzare di scatto l’artificiale. Tra la schiuma della risacca moderata, è invece sufficiente un andatura leggermente più sostenuta per evitare che l’’artificiale venga preso e sballottato  dai correntoni laterali  con canna più bassa sull’acqua per farlo nuotare ad almeno mezzo metro o più dalla superficie. Anche i black bass in acqua dolce  non sanno proprio resistere al suo nuoto sinuoso. Realizzato e distribuito da Pro Tackles.


 

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