» 8 dic 2019

In Sardegna record di sequestro prodotti ittici

PESCA-ILLEGALE-DATI

La Sardegna, con 129.365 kg di prodotti ittici  sequestrati è la regione al primo posto nella speciale classifica  tra le regioni italiane nel 2018, come risulta da una statistica redatta da Legambiente elaborata con i dati ufficiali delle varie Capitanerie di porto ed altre forze dell’ordine. Un primato non certo invidiabile che nel giro di appena un anno è passato dai 40.000 kg (tra pesci e crostacei) del 2017 ai 129.365 kg del 2018  e che sta a significare come l’isola non solo stia subendo un vero e proprio saccheggio  del suo patrimonio ittico ma come sono più che  triplicate le quote di pescato sequestrato per le ragioni più varie. Mare Monstrum 2010

Non solo pesci come tonni, pescespada ed altri, ma anche datteri di mare, ricci, crostacei e molluschi vari, sequestrati perché catturati in periodi vietati o perché protetti dalla legge che ne vieta la raccolta e la vendita come ad esempio i datteri di mare o perché privi di etichette e della relativa ed obbligatoria tracciatura ed anche perché rinvenuti in cattivo stato di conservazione. A questo proposito è interessante notare come rispetto al 2017 la quota che si riferisce al sequestro dei soli  pesci sia addirittura quintuplicata,  passando dai 25.915 kg del 2017 ai ben 127.544 kg del 2018. Con particolare riguardo per il tonno rosso ed il pescespada.tonno-2-2-2Certo è un dato che comunque lo si voglia leggere, sorprende ed allarma, vuoi perché ha praticamente quintuplicato in un anno il quantitativo ittico sequestrato e vuoi per il fatto che la Sardegna risulta decisamente meno densamente popolata di altre regioni, che hanno maggiore vocazione verso la pesca professionale e rispetto a queste, ha una flotta di pesca decisamente inferiore. Significativo ed emblematico invece il dato dell’enorme richiesta presso le varie capitanerie dell’isola di permessi di pesca ed iscrizione all’albo gente di mare da parte di nuclei familiari provenienti da altre regioni, Sicilia e Campania in testa.  In sostanza siNovellame pesce spada-2 iscrivono in Sardegna barche provenienti da altre regioni che ormai segnano il passo nelle quote di pescato per via del sovra sfruttamento degli anni passati nelle loro acque prospicienti. Una tendenza vecchia di svariate decine d’anni che ha visto equipaggi da Mazara, Trapani e Messina “svernare” in vari porti della Sardegna per la pesca ai pescespada con i palangari di superficie e in questi anni di barche per lo strascico sugli alti fondali per il gambero rosso, senza parlare delle varie cianciole che da Ponza e Torre del Greco  hanno praticamente ripulito ogni secca dell’isola dalle grosse ricciole e lecce amia. Una situazioneguardia costiera tonni rossi-2 che spesso ha generato  malcontento tra i pescatori professionisti locali e degenerava in vere e proprie rivolte, con la proibizione di attracco in vari porti isolani. Legambiente ha anche stilato una classifica riguardante la pesca di frodo ed il  sequestro di attrezzi illegali sempre in riferimento al 2018. In questo caso le regioni che hanno avuto più infrazioni accertate e persone denunciate a piede libero  sono risultate la Sicilia, la Puglia, Lazio, Liguria, Calabria, Campania con la Sardegna al 7° posto. Mentre 7277 sono stati gli attrezzi da pesca illegali sequestrati per un totale di 92.896 mt di reti  sequestrate. Dati sconfortanti che non sono solo che la punta di un iceberg, per reati ed infrazioni non facilmente perseguibili e rintracciabili, ma  che contribuisce ulteriormente all’impoverimento di una risorsa marina che vede sempre più assottigliarsi gli stock ittici nel Mediterraneo. Per approfondire l’argomento sui reati commessi in mare,  scarica il pdf di Legambiente Maremonstrum. Mare Monstrum 2010


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