» 19 lug 2019

Ecogear Power Squid

POWER-SQUID-cover

Ecogear, azienda giapponese tra quelle leader nel campo delle soft lures da Light Rock Fishing, si cimenta questa volta nell’imitazione di una delle esche in assoluto più utilizzate in mare: il calamaro. Il Power Squid (Koika in giapponese) realizzato in morbidissima gomma scientata, in effetti assomiglia più ad una seppia, per via delle larghe pinne attorno al corpo e i corti tentacoli che ad un calamaro ma nell’insieme generale e soprattutto in acqua questo artificiale vuole assomigliare con il suo profilo e movimento  proprio al calamaro.POWER-SQUID-livree Per il test e le prove abbiamo ricevuto il modello da 7” circa 190mm ma ne esiste anche una versione piccola  da 3” per 75mm ed una intermedia da 5” 1/2 per 153mm tutti i modelli sono disponibili in circa 9 colorazioni differenti tra cui diversi sono glow, da segnalare che alcune livree soni dipinte superiormente mentre altre sono glitterate in fase di stampaggio. POWER-SQUID-part-livrea-corpo

POWER-SQUID-part-occhi-e-tentacoli

Dalle foto macro si vede bene l’ottima precisione dei piccoli particolari come gli occhi,  gli anelli sul corpo e il disegno dei tentacoli. Il modello da 7” pesa circa 40 gr ed è un artificiale abbastanza imponente nel suo insieme. Ecogear consiglia di montarlo assieme alle sue testine piombate  Ecogear Vertical Head da 90 e 150 gr con ami dritti inseriti in fusione  da 5/0 e 7/0 e anello inferiore per il collegamento di un assist hook come illustrato nel disegno.POWER-SQUID-rigged

VALUTAZIONI FINALI

La prima impressione davanti a questo artificiale è quella di una certa imponenza generale, del resto quasi 20 cm di lunghezza non sono pochi  poi c’è il problema della testina piombata e dell’assetto che un esca larga e piatta come questa dovrebbe tenere in acqua. Per le prove ho personalmente optato per un montaggio su dei tenya da 80/90 gr che hanno un piccolo spezzone di filo d’acciaio legato sul filo dell’amo in prossimità dell’innesto sul corpo metallico che funge da fermo per non far scivolare la gomma. Sull’attacco inferiore ho poi collegato un assist hook lungo sino a poter essere posizionato all’attaccatura dei tentacoli e nessuno impedisce di montare un secondo assist più lungoPOWER-SQUID-part-armature che arrivi sino alla fine dei tentacoli stessi. Nella immagine e per la cronaca abbiamo utilizzato dei tenya Shimano  (1 e 1a) e Yo-Zuri De Luxe  (2)  che oltre a garantire un assetto perfetto in acqua, riescono anche a creare un leggero  movimento ondulatorio. Con questa armatura per un peso complessivo di 120 gr sono sceso tranquillamente sino ad oltre 80 mt di profondità utilizzando PE da 1.5 ed una canna da inchiku ed uno scarroccio intorno a 0,8 nodi. Talmente ingombrante fuori dall’acqua ma in grado di trasformarsi letteralmente una volta calato sul fondo con un movimento ondulatorio molto impressionistico che oltre a me ha favorevolmente impressionato anche i miei scafati compagni di pesca. Non ho visto però l’apertura e la chiusura ritmica dei tentacoli come invece mi sarei aspettato provando il nuoto dell’artificiale poco sotto la barca. Purtroppo non siamo riusciti a coronare la prova con una cattura, ma del resto le barche che trainavano il vivo, a poca distanza, non hanno certo avuto sorte migliore.  Però da esperienze dei nostri cugini transalpini, i francesi hanno una lunga storia riguardo le esche in gomma o “leurres soupples” in mare, i Power Squid hano catturato un po’ di tutto dai San Pietro ai dentici e pagri in Mediterraneo, senza parlare poi delle esperienze più che positive in mari tropicali. Interessanti anche le misure più piccole sia da terra che da barca. Sono distribuite in Italia da Cogitech.


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