» 18 dic 2018

Carcharodon Megalodon, SHARK il primo Squalo

Carcharocles Megalodon

E’ destinato a diventare, forse, il prossimo successo mondiale del genere horror/jurassic il film “Shark” sottotitolo “Il Primo Squalo” già da qualche giorno nelle sale di tutt’Italia e di cui parleremo in seguito sempre qui. Ma in molti si domandano se è realmente esistito uno squalo delle dimensioni mostruose, come ci viene proposto in alcune immagini della pellicola. Ebbene si, la finzione scenica magari ne ha leggermente “allungato” le dimensioni ma esemplari di Megalodon Carcharodon o Carcharocles Megalodon, come ultimamente gli studiosi sono più propensi a chiamarlo, è esistito realmente nelle58e4a523c36188b0198b45a7 ere a cavallo tra il Miocene ed il Pliocene, in un periodo “vecchio” di  28 milioni di anni, estinguendosi circa 2,6 milioni di anni fà. Praticamente all’apice della catena alimentare nelle acque degli oceani temperati e tropicali il Carcharocles Megalodon con i suoi quasi 20 metri di lunghezza e le sue 70 tonnellate di peso si nutriva di balene, orche, altri squali oltre che rettili marini, pinguini giganti ed altri mammiferi di taglia considerevole che in quel periodo popolavano le acque del globo. I suoi resti fossili sono stati rinvenuti inMegalodon_tooth_with_great_white_sharks_teeth-3-2 Reconstructed jaws of Carcharocles megalodon by the American Museum of Natural History New York This 1927 reconstruction is now thought to be about 30 too big based on what we know about the teeth but gives a good idenumerose aree degli Stati Uniti, America del Sud ed Australia, tra cui i famosi grossi denti, da cui prende anche il nome, lunghi dai 17 ai 20 cm. In varie ricostruzioni  delle mandibole e con le debite proporzioni è risultato che questo squalo poteva avere una apertura boccale da 1,5m sino a 2,0mt. di ampiezza. Lungo quanto un vagone ferroviario e con il peso equivalente a quello di 10 elefanti messi assieme. Confrontando il suo metabolismo con quello del suo attuale e lontano parente, lo Squalo Bianco  (Carcharodon carcharias) gli studiosi hanno stimato che avesse bisogno di alimentarsi giornalmente conMegalodon-scale circa 7/8 tonnellate di carne.  Un mostro di simili dimensioni viveva prevalentemente in acque costiere relativamente  basse dove trovava in abbondanza le sue prede, come tendono a rimarcare gli studiosi e non era un abitante degli abissi come molto fantasiosamente il nuovo film “Shark” ci propone, situandolo addirittura nella Fossa delle Marianne, dove tocca quasi gli 11.000 mt di profondità nell’Abisso Challenger.  Ma come mai un superpredatore che è sopravvissuto per oltre 20 milioni di anni, all’improvviso si è estinto? A questa domanda i ricercatori hanno inizialmente risposto cercando la causa nei cambiamenti climatici dell’arrivo della grande glaciazione che ha cambiato le temperatureSquali preistorici delle acque. Ma recenti studi invece danno una risposta più attendibile, sulla base di confronti con vari resti fossili rinvenuti ed ascrivibili alla fine del Pliocene. La scomparsa del Carcharocles Megalodon è da imputarsi invece alla progressiva estinzione delle varie specie di balene (sino a 20 specie diverse) che costituivano la base della sua alimentazione e al progressivo affacciarsi negli oceani di altre numerose specie di predatori concorrenti, di taglia più piccola ma più veloci, più numerosi ed aggressivi.Locandina SHARK italianaSulle paure ancestrali che un simile mostro preistorico è ancora in grado di evocare ai giorni nostri, hanno puntato invece tutto, i produttori del film “SHARK Il Primo Squalo” per un film estivo per le famiglie. La storia sintetica è quella di un gruppo di oceanografi che dopo aver “sfondato” le profondità abissali della Fossa delle Marianne hanno “risvegliato” l’ultimo  Carcharocles Megalodon che si trovava “prigioniero” del gradiente termico di quelle acque, e quindi  vengono attaccati dalla creatura e bloccati sul fondo. E’ lo statuario Jason Statham, attore famoso di pellicole d’azione, che in questo caso rappresenta il super eroe incaricato della missione di salvataggio e della più rischiosa operazione di eliminazione del mostro marino.Locandine SHARKNon vi spoilerò  o rivelerò il finale ma piuttosto mi piace aggiungere una piccola carrellata delle varie locandine,  o di art graphic proposte  ed altro, che come sempre vorticano attorno a questi eventi ed hanno lo scopo di attirare con immagini evocative di grandissima suggestione  il meglio o il peggio del film…questo lo lascio giudicare  tutto a voi. Del resto di cosa ne pensi il Pirata di pellicole simili…beh lo sapete già e non c’è bisogno che ve lo dica io!


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