» 2 giu 2020

Calamaro “record”

Calamaro record spiaggiato 1

Mi arriva oggi, dal nord Gallura, la segnalazione del caro amico Billo e  le incredibili immagini di un calamaro davvero di proporzioni inusuali, trovato da Davide Trudu su una spiaggia della Costa Dorata di Loiri presso Porto San Paolo in Sardegna. Di solito dalle foto non è quasi mai possibile risalire alle dimensioni reali, se non viene effettuata la misurazione della specie, ma da altre immagini raccolte da Davide, possiamo azzardare Calamaro record spiaggiato 3Calamaro record spiaggiato 2 una misurazione non precisa ma  approssimativa.  Per me siamo sui 90 cm buoni, comprendendo anche i tentacoli e non solo la lunghezza del mantello, del peso reale sappiamo invece poco. Certo che avvistamenti di calamari “giganti” e non, ne sono piene le cronache  e sin qui siamo nella normalità. Ma se negli altri casi si trattava di specie diverse e varie,  dal leggendario mostro marino del genere Architeuthis sino ai nostri più comuni Totani, in quest’occasione siamo davanti ad un vero rebus scientifico. Si perché  Totano risulta chiarissimo dalle foto che non si tratta di un Totano  (Todarodes sagittatus) che ha la pinna anteriore più piccola, corpo rossiccio brunastro e soprattutto ha le ventose uncinate, che possono anche raggiungere i 20 kg di peso e si pescano con un Eging di profondità dalla barca. Assomiglierebbe invece al nostro Calamaro comune (Loligo Vulgaris) sia nella livrea che nella forma, anche se la letteratura scientifica ci riporta che le dimensioni max di questa specie arrivano a circa 50 cm per i 4/5 kg di peso max. Inoltre la forma e colore delle uova rinvenute, all’interno del corpo, nell’esemplare spiaggiato in Costa Dorata non sono assimilabili a quelle del calamaro comune o europeo.Calamaro europeoCosì andando per esclusione, e sempre nell’ambito del dubbio, l’unico calamaro che per dimensioni  si adatterebbe a quello della foto, il condizionale in questi casi è sempre d’ obbligo, sarebbe il Calamaro venato (Loligo Forbesii) specie quasi abissale,  poco conosciuta ai pescatori sportivi ma ben nota tra i professionisti dello strascico che operano oltre i 400 mt in cerca di gamberi e merluzzi che lo pescano appunto con questo sistema. Questo calamaro infatti può raggiungere ed in alcuni casi superare i 90 cm di lunghezza Calamaro venato

per un peso oltre i 10kg. Ma, da una attenta visione delle foto del “calamaro gallurese”, possiamo subito notare che la pinna si estende lungo tutta la lunghezza del mantello, mentre sia nel calamaro comune che abbiamo  già escluso prima per il colore delle uova, che in quest’ultimo confronto con il calamaro venato la pinna  arriva solo a coprire i 2/3 della lunghezza del mantello. Non è un particolare di poco conto ma uno dei tratti identificativi più importanti per questi cefalopodi. A questo punto non resta che affidarci ai biologi specializzati in cefalopodi per riuscire a dare un nome preciso a questo sfortunato calamaro, sperando magari di incontrarne un esemplare ben vivo durante le nostre prossime uscite di Eging questo prossimo inverno. Coronavirus permettendo!

AGGIORNAMENTO 13/5/2020 h 21.13Diamond Squid 1

Non sono passate che poche ore dalla pubblicazione del post, che su Facebook abbiamo trovato quasi subito la risposta al “mistero” per noi non addetti ai lavori, del calamaro spiaggiato in Gallura. Grazie al biologo Egidio Lovece che ha individuato nell’esemplare delle foto una rara specie, per l’esattezza il Giant Diamond Squid  (Thysanoteuthis rhombus,Troschel, 1857 ), che porta almeno a due gli avvistamenti conosciuti per questo calamaro sulle coste della Gallura, ed altri in Sardegna,  oltre a quelli segnalati in Sicilia Diamond Squidnello stretto di Messina ed a Mazara del Vallo, nel mar Egeo, al largo della Tunisia e Spagna. Come avevamo già  notato questo calamaro ha la pinna che copre tutta la lunghezza del mantello, che lo rende unico conferendogli quella forma romboidale. Ha anche dimensioni notevoli, può arrivare ad oltre il metro di lunghezza e superare i 30 kg. confermando pienamente il suo nome. Un vero cefalopode gigante che vive in quasi tutte le acque tropicali e subtropicali,  accrescendosi rapidamente. Ha però una vita breve, circa un anno, e conduce un esistenza monogama scegliendo una compagna con la quale siThysanoteuthis_rhombus_uova galleggianti riproduce conducendo una vita  di coppia. Preferisce temperature superiori ai 20° e lo si trova sino ad oltre 650 mt di profondità. La femmina rilascia le uova in enormi cordoni gelatinosi  pelagici che vengono trasportati dalle correnti.  Viene attivamente pescato nelle acque caraibiche e ovviamente nelle acque del Giappone. A seguire  un video, dove lo si vede per la prima volta sott’acqua,  girato nelle acque settentrionali della Repubblica Dominicana, pescato dalle popolazioni locali.


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KAYAKERO MAGAZINE FEBBRAIO 2020 n° 13

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