» 16 ago 2018

Bikini Fishing Anglers

Bikini-Fishing-Girls-coverUn recente  editoriale della rivista Scale Magazine a  pag 144  (se volete leggervelo) dal titolo “Female angle” solleva ancora una volta la questione relativa  alle donne nell’odierno mondo della pesca.  Dimenticando però che con la nascita della pesca sportiva, le donne sono sempre state presenti, anche se ovviamente in misura minoritaria. Forse quelli di Scale non hanno mai letto il libro “Reel Women (sottotitolo “The World of Women who Fish)  scritto nel 1995 da Lyla Foggia, appassionata di fly fishing e di pesca. Vi sono descritti e raccontati circa un centinaio di profili diRaccolta foto vintage donne –pescatrici a   partire dal 1496 con il “Treatyse of Fysshynge wyth an Angle, ” considerato il primo trattato sulla pesca a mosca per donne redatto dalla nobildonna e religiosa inglese Dame Julian Berners. Da Joan Wulff e i suoi libri sul fly fishing sino alla statuaria Marsha Biermann che negli anni ‘90 rivoluzionò la tecnica del combattimento nel Big Game, che sin dalla sua nascita nel 1828 era relegata alla sedia a poppa, inventando le canne in “stand up”  che con il recupero detto “pelvic tilt” consentivano anche alle donne di combattere grandi rostrati e tonni in piedi a poppa. Marsha BiermannInsomma a me pare proprio che gli sterotipi ci cui parla l’editoriale siano da parecchio tempo ormai solo uno sbiadito ricordo,   del resto con 15 milioni di pescatrici in USA direi che al momento proprio non esistono più. Ma se possiamo trovare molti punti in comune con la prima parte dell’editoriale, in cui si enfatizza per l’appunto l’ ormai raggiunta parità dei sessi, anche nella pesca sportiva,  è con la seconda parte dello stesso che proprio non mi trovo per niente d’accordo. Infatti sin dall’ingresso delle donne nella pesca,  la figura femminile è stata spesso associata al filone glamour  e a quello del marketing, le pin-up pescatrici, prima illustrate da veri artisti, pubblicizzavano bevande, lodge di pesca, etc.Pubblicita con pin upMarketing Bikini anglersOggi, nell’era dei social, non ci sono più le tavole disegnate sulle riviste ma Instagram, Facebook, Twitter, Pinterest, Youtube etc. le moderne woman anglers hanno spesso molte  centinaia di migliaia  di followers che le seguono costantemente, diventando gioco forza anche potenziali “influencer”. Provate a dare un occhiata ai profili Instagram di alcune di loro come Marissa Everheart, Luiza Barros, Darcizzle, Michelle Clavette, ma potrei elencarne almeno un centinaio solo in USA. E’ chiaro che ormai molte di loro siano a ragione o a torto divenute delle  vere star del web, grazie a fisici scolpiti, pose glamour, trascorsi come ex playmate o conigliette di Playboy. GAFF covers NAFA CoversLe riviste di pesca dedicano loro copertine ed ampi servizi interni, c’è stata persino Gaff Magazine e l’australiana Nafa che hanno fondato i loro successi commerciali  proprio su questa linea editoriale. Le aziende scommettono su di loro, ci sono grandi brand di abbigliamento da pesca che hanno addirittura una nutritissima pattuglia di pro anglers women, mi viene in mente Pelagic o HUK, senza parlare poi degli accessori, barche, motori marini e via dicendo. Insomma non è certo da oggi che la f..a smuove un sacco di soldi! Le più importanti riviste americane hanno sempre avuto qualche bella figliola in copertina e non solo quelle di saltwater classiche ma anche quelle del fly fishing.USA Fishing mag covers Fly Magazines cover

Insomma stiamo parlando della più antica, semplice  ed efficace formula di marketing, sin dalla storia di Elena di Troia ai giorni nostri, e i crukki di Scale che fanno,  si scandalizzano? Ma come,  non è proprio in Germania che si stampano tutti quei calendari erotici/porno/hard/sex  dedicati al carp fishing, con notevole successo commerciale, tra l’altro? E non solo poi  si indignano per come la figura delle pescatrici al femminile  venga “manipolata”, che ad essere obiettivi ci sta pure,  ma addirittura ci chiedono a noi maschietti di fare tutti insieme un passo indietro? Ma un passo indietro de che? Forse togliendo tutti i like dai vari profili web delle Bikini Fishing Girls o cos’altro dovremo fare? Francamente forse mi sfugge un dettaglio o il senso esatto della frase,  tra le pieghe di un inglese scritto da teutonici e letto da un italiano…non dimentichiamoci mai che noi siamo sempre quelli del:…”noio vulevom savuar”! Può essere… ma invece di iniziare crociate moralistiche in stile luterano ma perché questi “teteschi di grande Germania” di Scale,  non seguono l’esempio della famosa battuta di Totò…


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