» 23 ago 2019

Ami abbandonati pericolo per animali

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MARINELLA… “Salvato grazie all’intervento di una clinica degli animali un bell’esemplare di Pitbull America che, mentre si trovava sulle spiagge di Marinella assieme alla sua padrona, ha trovato un grosso amo con ancora infilzata l’esca che un incauto pescatore aveva lasciato sulla sabbia”…la cronaca purtroppo riporta sempre più spesso episodi simili che coincidono  con la ripresa della stagione del surf casting sui litorali italiani. Dove ancora  assistiamo alle solite dimostrazioni di inciviltà con immondizie varie abbandonate sugli arenili, buste, scatole di esche, filo di nylon e spesso terminali ed ami con residui di innesco, anellidi, sardine o altro. Sono proprio questi ultimi uncini ancora ricoperti di esche naturali che emanano forti odori  a costituire un potenziale e grave pericolo per tutti quei cani che vengono liberati infishinghook(1)taw-treble-hook-1 spiaggia dai loro padroni per trascorrere una giornata spensierata. Attratti dall’odore i nostri cani domestici non riescono proprio a resistere dall’ingoiare velocemente tutto quanto di commestibile riescono  a trovare e se il boccone nasconde al suo interno un amo potete solo immaginare a quali e quanti guai potranno andare incontro i nostri amici a 4 zampe. Ma purtroppo non sono solo i nostri cani a correre il pericolo di ingerire degli ami acuminati abbandonati tra la sabbia o sulle scogliere, che spesso richiedono veri e propri complicati interventi chirurgici per essere rimossi, ma anche a volte animali selvatici come le volpi e uccelli come i gabbiani, notoriamente considerati gli spazzini del cielo. 5914393-largeimg_2596E in questo caso l’ingestione accidentale di ami porta in breve le povere vittime a morire tra atroci dolori. E’ davvero incredibile cosa questi uccelli riescano ad ingoiare  ed il fenomeno ovviamente non è solo italiano ma dalle immagini si evince che incidenti di questo tipo accadano un pò a tutte le latitudini senza distinzione alcuna. _46625110_img_0001

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Anatre, aironi, pellicani, albatros, sterne, tra le specie più colpite ma non solo. E’ davvero enorme infatti anche il numero delle tartarughe che ingeriscono ami di palamiti, che ogni anno devono ricorrere alle cure dei volontari che si prendono l’impegno di liberare questi anfibi da grossi ami infissi nel migliore dei casi nell’interno della bocca e nel peggiore all’interno dell’intestino. 19583652_BG5

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Oltre alle tartarughe di ogni specie ed in ogni Oceano,  a rimanere spesso vittime degli ami seno anche le foche e gli elefanti marini  che vedono i loro habitat sempre più invasi dalle attività umane come la pesca appunto.monk_seal_xray_of_ingested_hook_med

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