» 13 nov 2018

Italcanna Jig Light-I

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C’è voluto un pò  di tempo ma anche le aziende italiane del made in Italy hanno dovuto rivolgere le loro attenzioni al mondo del jigging e light jigging, nel caso della canna in oggetto  leggi kabura e inchiku style. Non è stato semplice   interpretare le caratteristiche migliori  per queste  innovative  e del tutto nuove tecniche di pesca ed inoltre occorreva  adattare una serie di attrezzi ed una tecnica nata in mari lontani, alle possibili prede ed ambienti delle nostre acque.ITALCANNA--JIG--LIGHT-I-----Serigrafie-logo-e-caratteristiche-principali E qui è d’obbligo soffermarsi proprio sull’aspetto di tipicità “mediterranea” che queste discipline hanno ormai evidenziato. E’ stato chiaro sin dagli inizi che il kabura ed in seguito il nuovo fenomeno dell’inchiku, trapiantato nel nostro mare dal sol levante avevano bisogno di alcuni aggiustamenti e modifiche in corso d’opera che riguardavano proprio i concetti basilari di queste tecniche. Se infatti in Giappone le prede e gli habitat imponevano una speciale sensibilitàITALCANNA--JIG--LIGHT-I-----Portamulinello-Fuji-e-impugnatura sugli attrezzi che si traduceva in canne decisamente paraboliche e l’utilizzo di trecciati super sottili, da noi le cose andavano diversamente. Questo perché le prede e gli habitat ben presto si sono accavallati a quelle tipiche del vertical jigging classico, imponendo obbligatoriamente un adeguamento sostanziale, che ha riguardato soprattutto l’inchiku.Per l’inchiku mediterraneo bisognava infatti andare a cercare piuttosto nel variegato universo delle canne da light jigging o slow jigging,ITALCANNA--JIG--LIGHT-I-----Particolare-greca attrezzi capaci a volte di sopportare grammature e profondità elevate, ma con caratteristiche della cima soft, sempre comunque in abbinamento a trecciati di diametro ridotto e piccoli mulinelli equilibrati. Sulla scia di queste considerazioni in casa Italcanna hanno da subito interpretato al meglio questo aspetto contraddittorio che vede affiancati concetti lontani tra di loro come sensibilità e potenza in fusti sottili e leggerissimi, quasi al limite della credibilità. Lavorando su diverse conicità ma soprattutto sull’utilizzo di speciali formule di carbonio alto modulo ma ad altissimaITALCANNA  JIG  LIGHT I  sotto sforzo con un tonno di medie dimensioniresistenza alla compressione ed alle curvature più esasperate ne è uscita fuori una cannina decisamente interessante. E a questo proposito aggiungo una foto scattata ad un raduno di jigging in Sicilia con una Jig Light-I impegnata nel combattimento con un tonno di medie dimensioni, slamatosi sotto la barca dopo un combattimento di un oretta! Realizzata in un unico pezzo, la Jig-Light-i è lunga 1,95mt. fuori tutto, sottilissima con un diametro sul manico di poco superiore ai 10,0mm. ed un tip di appena 2,0mm.  ha un rear grip, dal portamulinello, di circa 45,0cm. con il foam di oltre 24,0cm. fighting butt compreso e rastremato per l’impugnatura sotto l’ascella. Una lunghezza forse eccessiva che si ITALCANNA--JIG--LIGHT-I-----Anellatura-e-componentigiustifica solo con il fatto che in questo modo il fusto della canna scoperto rimane protetto quando si inserisce la stessa nei porta canne da barca, che spesso non sono dotati della protezione di gomma all’interno. Il  foam utilizzato   è del tipo ad alta densità a cellule chiuse con “fihting butt” sul manico in funzione di pomolo paracolpi , poi c’è il porta mulinello Fuji ACS di nuova generazione con il blank esposto, “Touch Feel” che aumenta la sensibilità della mano che impugna la canna. Abbiamo una completa e ben scalata anellatura Fuji Alconite in chrome finished con ben 11 anelli + apicale di cui i primi 4 a doppio ponte e a ponte singolo e ribassato i restanti 7. Infine le legature e la greca sono realizzate in sottile filo di montaggio del tipo Gudebrod “metallic thread” in tono con la verniciatura bluette finemente metallizzata.ITALCANNA--JIG--LIGHT-I-----Portamulinello-Fuji-e-fusto-passante-feel-touch

VALUTAZIONI FINALI

Era difficile ottenere una azione  particolare e così specifica senza avere esperienza in merito alle tecniche dell’ inchiku e del light jigging. Grazie però alla consulenza esterna di alcuni appassionati pescatori, l’ Italcanna ha  ottenuto un buon risultato completato anche dalla scelta di dotare questi attrezzi di una componentistica di prim’ ordine.  Avremo raggiunto quasi la perfezione se fossero stati utilizzati i classici anelli metallici “winding checks” per migliorare esteticamente il raccordo tra l’EWA del manico ed il blank e se le serigrafie tecniche avessero riportato anche il Drag max e la misura del PE consigliato. Per queste ultime indicazioni possiamo aggiungere che, dalle prove effettuate in mare, questa canna appare assai versatile sia nell’ utilizzo di inchiku da 90gr. sino ad arrivare  oltre 200gr a patto di abbinarvi un trecciato mediamente sottile compreso tra PE 1.0 e PE 1.5 o 2.0 (dalle 20 alle 28 lbs)  per non snaturarne l’azione e l’eccellente sensibilità.Come abbiamo detto sopra l’azione della canna potrebbe essere definita “media ponderata” con una cima morbida ed una flessione leggermente più accentuata di punta, che però diviene più costante interessando il resto del fusto sino al manico più rigido, quando lo sforzo aumenta. Una cima sensibile quanto basta per muovere lentamente e con precisione gli inchiku, che devono la maggior parte del loro potere attrattivo proprio al sinuoso movimento dell’octopus, ma anche abbastanza reattiva e pronta sulla ferrata, con il rimanente fusto che si piega poi armoniosamente in una curva ampia che aiuta ad assorbire la maggior parte dello sforzo e delle improvvise trazioni, nel recupero di prede impegnative. Con le quali, ricordiamolo appena, è assolutamente controproducente operare delle ampie pompate ma che bisogna assecondare a canna orizzontale sull’ acqua con la cima totalmente piegata verso la superficie, lavorando soprattutto di mulino per mantenere il fusto sempre ben arcuato ed il filo in costante tensione. Progettata, costruita e distribuita da Italcanna.

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