» 13 dic 2018

Abu Salty Stage rods

Abu-Salty-Stage-cover

Sono sfuggite a molti queste canne da spinning realizzate da Abu Garcia nello stile tipico jap oggi così di moda tra gli appassionati. Certo che ne è passata di acqua sotto i ponti da quando una trentina d’anni fà quelle dell’azienda svedese erano le uniche canne che si potevano trovare nei negozi per fare uno spinning in mare appena decente ed il sottoscritto dopo aver usato per anni  una vecchissima Sakespeare con gli anelli in acciaio a serpentina fu ben contento di usare una canna Abu Garcia Conolon 3 star che allora era il massimo.Abu-Salty-Stage-still-life

Dicevamo di queste Salty Stage una linea da spinning e da casting studiata per coprire tutte le esigenze dello spinning in mare da terra e dalla barca, presentate all’inizio del 2012 e di cui siamo venuti in possesso di alcuni esemplari grazie a Pure Fishing che ne è il distributore mondiale. Sono realizzate in 2 sezioni con un fusto che si inserisce sul manicoAbu-Salty-Stage-particolare-innesto con un innesto rovescio decisamente preciso per cui bisogna fare una certa attenzione nell’accoppiamento mantenendo i due blank ben in linea. Il manico è di tipo sdoppiato o  “split” con i grip in EWA in prossimità del portamulinello e sulla fine dello stesso con il solito fighting butt che riporta il marchio Abu. I portamulinelli sono di tipo ergonomico, con la filettatura della vite a scomparsa,  per l’impiego di mulinelli a bobina fissa nelle canne daAbu-Salty-Stage-manico-spinning spinning e con il “pistol grip” quella specie di grilletto per l’utilizzo del mulinello rotante nella serie da casting.  Si tratta di una scelta interessante perché in questo modo chi impugna la canna non deve stringere la filettatura del portamulinello ma trova una comoda presa sull’ EWA con indubbi vantaggi sulla maneggevolezza di un impugnatura così meno stancante. Per le canne da spinning abbiamo una anellatura costituita da un primo anello con telaio a doppio ponte e a seguire anelli monoponte dimensionati con sezioni costanti nell’ultimi 4 anelli. Le canne da casting seguono più o meno lo stesso principio ma abbiamo un maggior numero di anelli, proprio per il fatto che avendo la lenza che lavora sopra la canna è stato necessario adottare unAbu-Salty-Stage-anelli-casting-e-spinning maggior numero di elementi per evitare che lo stesso filo sotto curve accentuate potesse arrivare a  toccare il fusto. Personalmente ho provato il modello da spinning più potente 842+XH dato dalla casa per 60-120gr. un attrezzo lungo complessivamente 2,55mt. con azione progressiva-rapida dedicato secondo le intenzioni dei progettisti allo spinning più pesante e una canna da casting 662+M   con una lunghezza di 1,99mt con azione della vetta media che meglio si adatta appunto all’utilizzo del mulinello rotante.Abu-Salty-Stage-part-serigrafie

VALUTAZIONI FINALI

Design moderno ed essenziale molto alla “moda” queste canne sono realizzate con carbonio alto modulo da 30T una qualità elevata per prodotti di classe e prezzo medio, l’anellatura è ben scalata e montata con sufficiente precisione, solo che a mio parere sulla canna da spinning più potente non si possono montare anelli ed apicale di sezioneAbu-Salty-Stage-part-portamulinello-castingAbu-Salty-Stage-portamulinello-spinning esageratamente ridotta, basta un semplice nodo Tony Peña su treccia da 30 lbs con leader dello 0,55mm per impedirne quasi il passaggio sull’apicale o comunque renderlo difficoltoso durante il lancio, il che impone di tenere il leader fuori dalla vetta. C’è poi da tener presente che la stima del power range per ogni canna è piuttosto sovrastimata, il modello da 60-120gr va letto meglio ritoccando il range per difetto verso il basso e cioè 40-80gr. mentre quello della canna da da casting è forse più equilibrato e corrispondente alla reale applicazione pratica sul campo. Abbastanza preciso l’innesto tra fusto e manico con tolleranze davvero esigue e anche la misura del manico, con il posizionamento del portamulinello,  risulta adeguata anche per il lancio a due mani. Si tratta di due attrezzi  interessanti anche in virtù del prezzo che si colloca in una fascia media, peccato per l’allineamento errato dell’apicale di qualcheAbu-Salty-Stage-particolare-fighting-butt modello, che abbiamo riscontrato di persona, che va quindi smontato e rimontato nella posizione corretta e per l’eccessiva ridotta sezione degli stessi apicali, manca poi l’anellino fermaesca, un particolare che sembra non più di moda. Altro piccolo  problema riguarda la reperibilità nei negozi di queste canne, la cui diffusione non è stata un granché curata, e  le cui cause non conosciamo. Va anche detto che gli anelli sono abbastanza delicati, un piccolo urto sul telaio spesso ne compromette l’integrità…succede se si montano componenti super economici. Si tratta di “piccoli” problemi, anche se io ci ho perso ben due artificiali prima di capire che uno degli anelli in ceramica era lesionato e mi tagliava il multifibre, d’ accordo ma  è  comunque  un vero peccato ed un altra occasione mancata per Abu. Queste Salty Stage sono infatti  canne discretamente maneggevoli e ben equilibrate nelle diverse  misure, leggere e   con azioni e potenze tali  per coprire quasi tutte le esigenze dello spinning in mare senza dover per forza ricorrere ad un mutuo in banca. Ma  ad un estetica aggiornata  bisogna pure abbinare un minimo di qualità, e almeno in questo caso,   per il marchio svedese sono davvero tanto lontano   i bei vecchi tempi e le canne di una volta!


IMPORTATE E DISTRIBUITE DA

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