» 23 ago 2017

Stinger Butterfly Shimano

Butterfly-Jig-coverUn jig storico, visto che ormai sono passati quasi dieci anni da quel Luglio del 2003 nelle Bocche di Bonifacio con il Team Shimano a testare questi particolari artificiali per la prima volta in Mediterraneo ed in Europa, il vostro Kayakero c’era ed è da quella primissima esperienza  che è nata poi  tutta la storia controversa del vertical jigging, anche seLa-prima-preda-catturata-a-jigging-in-Sardegna-a-Lavezzi-dai-giapponesi-di-Shimano nessuno oggi se lo ricorda più.  Parliamo quindi di quello che fu per il sottoscritto il primo jig bagnato in acqua salsa, con le prime canne , rotanti, trecciati multicolore e assist hook. Ma dobbiamo tornare ancora più indietro al  1990 quando  in Giappone cominciò a diffondersi una tecnica di pesca che prevedeva l’utilizzo di grossi cucchiaini metallici, chiamati jigs, e di lenze multifibre per pescare in profondità, sino a 150mt, grosse cernie,Butterfly-Jig-colorazioni-web yellowtail le nostre ricciole e carangidi tropicali. La Shimano, intuì per prima l’enorme potenzialità di quella tecnica e realizzò un jig al quale dette il nome esotico di Stinger Butterfly, in italiano “farfalla pungente” oltre a realizzare delle canne apposite. Oggi sappiamo bene come è andata a finire anche se questa tecnica si è diffusa in tutto il mondo,  negli U.S.A. il vertical jigging è stato introdotto  proprio da tutta la linea StingerButterfly-Shimano-particolare-logo Butterfly. Possiamo considerare insomma il Butterfly un jig storico e come tale  mi è parso giusto dedicare un post  ad un artificiale che rappresenta un po’ la pietra miliare del jigging su alti fondali. Realizzato in leghe metalliche ad alta densità e dal peso specifico elevato lo SB ha una forma allungata ed appiattita a foglia con un profilo che diventa più spesso verso la parte inferiore di quello che potremo definire corpo assumendoButterfly-Shimano-vista-superiore-e-laterale una sezione prismatica. Questa diversa disposizione delle masse fu studiata per consentire al jig di affondare velocemente verso il fondo con  un assetto idrodinamico ma anche per permettere il tipico movimento laterale all’esca quando questa viene recuperata a strattoni più o meno lunghi e veloci. In sostanza il maggior peso distribuito sulla parte bassaButterfly-Jig-part-testa-e-occhio interviene per conferire quel dondolio laterale o sfarfallio se volete, che contribuisce ad animare questo artificiale in modo così allettante ed efficace. E’ un movimento che non solo produce degli scarti laterali ma anche una sorta di avvitamento lungo l’asse del recupero che completa ed integra l’animazione del jig. Questo genera in acqua un insieme scoordinato di bagliori e lampi emessi dalle due facce appiattite del jig che sono realizzateButterfly-Jig-esempi-assist-hook con una speciale finitura olografica di grande effetto che attraggono l’interesse dei predatori di fondale ma anche dei pelagici nelle fasce d’acqua intermedie. Con la sua tipica sagoma lanceolata e un po’ squadrata appartiene al genere definito “short Jig”, come tutti gli artificiali da vertical jigging va armato con un amo disposto in posizione alta, “assist hook”, nell’attacco per la lenza madre, che può anche essere sostituito con ilButterfly-Jig--part-colorazioni-web classico sistema composto da un anello chiuso e un anello spaccato  che garantisce una tenuta migliore e consente la facile e veloce intercambiabilità dell’artificiale. Questo sistema impedisce gli agganci sul fondo, un eventualità costante sulle secche rocciose o sui relitti, qualora montassimo una ancoretta nell’aggancio posteriore e garantisce nel contempo una miglior ferrata e tenuta delle prede. Degna di nota la robustezza della finitura superficiale che oltre al pattern riflettente ed olografico in Silver o Gold è realizzata con vernici dai toni accesi ed in qualche modello anche fluorescenti, il pink, il chartreuse e il blu le livree più collaudate, due grandi occhi in rilievo completano il design.

VALUTAZIONI FINALI

Il Butterfly è un jig di tipo short simmetrico con le due facce identiche contrapposte larghe e piatte che costituiscono la sua attrattività maggiore ma anche il suo handicap. Scende fluttuando irregolarmente come una foglia e lo stesso succede nel recupero con scarti laterali imprevedibili  e repentini cambi di direzione. E’ un jig che da il meglio di se nei pressi del fondo  con  dei movimenti di recupero  verso l’alto  lenti e intervallati, lasciando ricadere il jig brevemente dopo ogni richiamo, consentendogli così di lavorare anche durante questa fase. Questa azione  è consigliabile quando tentiamo principalmente le prede che amano vivere quasi esclusivamente sul fondo, come le cernie, i dentici, i pagri, i pagelli, le grosse tracine e le gallinelle che hanno dimostrato di gradire assai questi artificiali. In questo modo ci stanchiamo di meno, e manteniamo l’esca per più tempo in prossimità del fondo. Il recupero sino alla superficie si renderà indispensabile solo quando per via della corrente e della deriva non saremo più nella posizione verticale. La corrente forte o un eccessiva deriva è infatti il vero nemico di questi jig che per la loro forma e dimensione soffrono abbastanza questi due elementi, oltre alla forte resistenza opposta al recupero che loUn-bellissimo-dentice-catturato-con-Butterfly-jig-e-rotante-conventional rende un jigs adatto a jiggers preparati fisicamente.  Assai varia la scelta dei pesi e misure con jigs da 55 sino a 270 gr per poter operare su fondali e profondità differenti. Il Butterfly ha poi una storia commerciale ben strana, pensate che in Italia arrivarono  i suoi cloni cinesi, prima che finalmente venissero importati ufficialmente. La sua vicenda personale ha seguito poi i destini del jigging  che dopo anni di sfolgorante ascesa  pare ormai destinato a finire nel dimenticatoio.  Triste fine per un jig ed una tecnica che a mio modestissimo parere ha ancora molto da dire. Ma allo stesso tempo il fatto che ormai gli appassionati veri siano rimasti in pochi mi fa davvero piacere, vuol dire che per i prossimi anni le secche saranno lasciate in pace dai jiggatori dell’ultim’ora che dopo la fiammata iniziale sono tornati a fare quello che sapevano fare meglio, leggi traina o bolentino. Nei prossimi anni chi ha proseguito a jiggare con costanza sicuramente continuerà a catturare, magari standosene un pò più zitto senza esibire le prede ad ogni piè sospinto!

 

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