» 25 mag 2018

F-Lead Vib 115 Zetz

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Categoria poco  conosciuta e da noi quasi per  niente utilizzata quella dei vibe lures, artificiali senza paletta con attacco superiore che conferisce loro un nuoto serrato e “vibrante” come questo ultimo modello della Zetz, la gamma degli artificiali da saltwater della Palm’s Anglers Repubblic. Eppure in Giappone questi artificiali hanno da sempre ottenuto un buon successo soprattutto utilizzati lungo le profonde banchine portuali per la ricerca delle “suzuki” o spigole giapponesi. Recentemente quasi tutte le aziende del settore si sono cimentate nella rielaborazione del vibe lures, allo scopo di allargare il campo di utilizzo di questa esca rendendolo adatto ad  altri scenari.ZETZ-F-Lead-Vib115-viste-globali

Questo F-Lead Vib 115 è una delle ultime novità finalmente arrivate anche in Italia, stiamo parlando della sua uscita ufficiale nello scorso anno, che si pone come obiettivo proprio la possibilità di essere utilizzato su spiagge, da dighe portuali frangiflutti e anche nello shore jigging dalla costa alta. L’idea principale è stata quella di rendere l’artificiale più sottile per diminuire l’attrito durante il recupero, una caratteristica tipica dei vibe lures che per muoversi adeguatamente devono essere recuperati abbastanza velocemente, una prerogativa che spesso  mal si sposa con la massa ed  il peso che esercitano in acqua una discreta resistenza all’avanzamento. ZETZ-F-Lead-Vib115-particolare-pinna-dorsaleInoltre il corpo non è corto, come generalmente accade in realizzazioni analoghe ma arriva a 115mm con un profilo largo e schiacciato ma anche allungato. Sul dorso si nota una sorta di lunga pinna appena accennata che partendo dall’attacco di testa prosegue sino alla coda con funzione di stabilizzatore del rollio laterale. Schema girelle attacchi ventralima una delle particolarità uniche di questo artificiale sono i due attacchi inferiori che sono realizzati con due girelle a barilotto annegate nel corpo, come si può ben vedere nella figura a lato,  e libere di ruotare di 360° sul proprio asse. QuestaZETZ-F-Lead-Vib115-particolare-girella caratteristica, propria di artificiali ben più grandi come i popper e gli stick bait da spinning tropicale, ha lo scopo di evitare che le prede possano fare leva sulle ancorette  magari riuscendo a  slamarsi. In questo  modo invece l’ancoretta ruota liberamente scaricando tutte le eventuali torsioni e forze esercitate dalle prede. La zavorra interna è concentrata sulla testa e sulla parte anteriore ed è fissa e costituisce gran parte del peso dell’artificiale che arriva sino a 31gr  e ne costituisce il baricentro principale per consentirgli il giusto assetto di nuoto in acqua. La realizzazione e finitura esterna è come sempre molto accurata, molto belle le varie colorazioni, circa 10 quelle disponibili,  giocate sul foil olografico e metallizzato e su sfumature cromatiche classiche ed imitative dei colori del pesce azzurro o su bande sfumate in accostamenti quasi simili a quelli dell’iridescenza tipica dell’arcobaleno.ZETZ-F-Lead-Vib115-particolare-testa-e-attacco-superiore

VALUTAZIONI FINALI

Ci troviamo ad analizzare un artificiale che in Giappone nasce per degli usi abbastanza specifici per lo spinning sulla spiaggia ai cosiddetti “pesci piatti” sogliole e rombi e “flathead” una specie di scorfano schiacciato tipico delle aree sabbiose e fangose presso gli estuari ma non solo, infatti non è affatto raro che su questi artificiali arrivino specie più pregiate come le classiche  spigole giapponesi. Penso anche che il sistema  delle girelle e ancorette girevoli sia stato in qualche modo studiato proprio per consentire la rotazione delle prede catturate ed evitare la slamatura per le forti pressioni esercitateZETZ-F-Lead-Vib115-vista-anteriore dalla risacca nel gradino sul corpo dei pesci piatti. L’ F-Lead Vib 115, come abbiamo detto prima, a differenza di altri vibe lures ha il corpo più allungato e sottile per facilitare il recupero e consentire un buon movimento anche con andature lente. Si lancia molto lontano grazie al peso ed affonda in posizione perfettamente orizzontale,  per via del suo baricentro raggruppato in basso, inoltre regge abbastanza bene anche a correntoni laterali tipici di una forte scaduta in spiaggia. Si può recuperare regolarmente o alternando piccole soste sul fondo imprimere corte jerkate per farlo risalire che conferiscono all’artificiale un rollio abbastanza accentuato dove lampeggia vistosamente con gli ampi fianchi metallizzati. Un recupero veloce ne accentua l’effetto “vibrato” e potrebbe essere la tattica migliore da noi in presenza di spiagge dal fondale assai accentuato o scogliere ove sia certa la presenza di piccoli tunnidi, penso a questo proposito alle palamite dello Stretto o agli alletterati della penisola Sorrentina. Si tratta come sempre di artificiali difficili da interpretare secondo i dettami dello spinning classico e tradizionale e bisogna avere la voglia e la costanza di usarli proprio negli ambienti per i quali sono stati originariamente progettati. Le grandi spiagge e le mareggiate in scaduta potrebbero rivelarsi un nuovo ed insospettato ambiente da frequentare con maggiore e più rinnovata fiducia.


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