» 18 nov 2019

Camilla Pelican

CAMILLA-PELICAN-cover

Un autentico classico per lo spinning in particolari zone  è costituito dall’imitazione dell’anguillina. In natura, prede e predatori sono legati indissolubilmente da un comune destino, così se diciamo muggini pensiamo subito a Lecce e pesci serra, aguglie a ricciole, latterini a lampughe ma il più classico di questi abbinamenti è quello che lega l’anguilla alla spigola. Preda per eccellenza del serranide alle foci e lungo i fiumi, sui canali e lagune salmastre, l’anguilla ha sempre attirato le attenzioni dei costruttori per hobby di esche artificiali perché era un esca che stranamente mancava nel vasto panorama di imitazioni. Le primissime realizzazioni erano costituite da minnow snodati in più segmenti per riprodurre alla perfezione il nuoto serpentiforme dell’anguilla, mi riferisco al mitico “Pinocchio” di N.Di Stefano, un artificiale veramente efficace e per questo ripetutamente imitato. Ma il tutto siCAMILLA-PELICAN-Anguilla-part-colorazioni era limitato a questa prima fase artigianale modesta e non c’era quindi mai stata a seguire una produzione numerica significativa. Quell’intuizione geniale è stata ripresa ultimamente da un azienda italiana la Pelican che operava già da oltre una ventina d’anni nel campo della produzione di esche artificiali e così è nata l’anguilla “Camilla”! Un esca tutta italiana e per di più realizzata in balsa, proveniente dalla foresta tropicale equadoregna. Una scelta difficile quella di utilizzare questo materiale, ormai relegato a pochissimi marchi in tutto il mondo ma che sa donare ad ogni artificiale un fascino ed un efficacia tutta particolare. Camilla infatti è costruita ancora a livello artigianale, dopo la sagomatura dei vari spezzoni e l’inserimento del filo d’acciaio al suo interno, viene verniciata in più cicli con ben 7 strati di resine poliuretaniche ed infine testata una ad una per provarne il nuoto. Questa filosofiaCAMILLA-PELICAN-Anguilla-part-testa-e-bavetta d’altri tempi garantisce il prodotto uno per uno ma chiaramente ciò influisce notevolmente sul costo finale. Questo è un po’ il motivo per cui quest’artificiale non si troverà ovunque nei vari negozi di pesca, chi fosse interessato può però acquistarlo on-line su Pelican Brenta .  Camilla è discretamente lunga ben 16 cm. imitando anche in questo la lunghezza di un’anguilla media, e sono tre gli spezzoni che ne costituiscono il suo corpo, il modello galleggiante pesa 15 gr mentre quello affondante arriva a 18 gr. Il segmento principale è formato da un corpo cilindrico, moderatamente schiacciato sui fianchi con una profilatura anteriore che imita abbastanza bene l’ingrossamento costituito dalla testa dell’anguilla. Qui è inserita la classica bavetta in plastica che ne provoca l’ondeggiamento laterale durante il recupero e l’affondamento. La bavetta è un particolare importante che qui risulta benCAMILLA-PELICAN-Anguilla-part-testa-e-lip sagomato e abbastanza robusto. Due occhietti vispi in rilievo trovano posto in piccole sedi ricavate sulla testa su cui abbiamo per finire l’incisione che segna la bocca. Gli altri due spezzoni che ne completano il corpo sono più piccoli e di diametro minore mentre l’ultimo è appuntito in coda. Il loro profilo longitudinale non è dritto ma leggermente sinusoidale e questo costituisce una novità rispetto all’originario “Pinocchio”. Le varie sezioni sono attraversate da un armatura in acciaio che costituisce l’attacco di testa, la congiunzione tra i vari pezzi e naturalmente l’aggancio per le due ancorette sistemate una sulla prima porzione e l’altra naturalmente in coda. Le tre sezioni sono collegate tra loro per mezzo di piccoli anellini doppi abbastanza robusti e sicuri, un sistema che ne garantisce un movimento laterale libero ed il più ampio possibile. Le colorazioni sono semplici e vanno a sfumare sui fianchi e sul ventre candido, disponibili in 4 tipologie, si comincia dal verde oliva naturale – argento/nero – testa /rossa e argento/azzurro. CAMILLA-PELICAN-Anguilla-part-snodi-segmenti

VALUTAZIONI FINALI

La versione galleggiante si dispone in acqua con il primo segmento quasi affiorante ed i restanti due affondati in verticale. Quando si comincia il recupero l’artificiale affonda brevemente di 20-30 cm, con il vettino disposto all’altezza del viso, ed inizia un nuoto estremamente serpeggiante con curve ampie che diventano più strette e vibranti se si aumenta la velocità di recupero ma che seguono sempre un andamento tipicamente zigzagante. I due spezzoni verso la coda ruotano leggermente sul loro asse contribuendo a conferire all’artificiale il movimento realistico di un anguilla che procede con la sua inconfondibile andatura sinuosa. Se alziamo il cimino quasi in verticale, l’esca affiora e procede con il corpo quasi del tutto a galla lasciando alle sue spalle una vistosa scia e provocando una notevole gamma di vibrazioni. Il modello affondante, scende moltoCAMILLA-PELICAN-Anguilla-scontornata lentamente verso il fondo con il capo indirizzato sempre verso la superficie, quasi come gli artificiali definiti “suspending” grazie al peso specifico ed alla costruzione in balsa che ne consente un assetto quasi sempre perfetto. Una volta raggiunta la profondità desiderata, al recupero si comporta esattamente come il modello galleggiante con il tipico movimento strisciante di un anguilla che si muove seguendo il profilo tormentato del fondale. In entrambi i casi anche con recuperi lentissimi c’è da rimarcare che il movimento dell’artificiale è sempre molto stimolante e flessuoso. L’anguilla “Camilla” è ben realizzata e rifinita, il nuoto è preciso e privo di deviazioni o incertezze in ogni occasione, può sopportare in entrambi i modelli anche una risacca sostenuta e correnti. Il peso è abbastanza sufficiente a garantire lanci adeguati in ogni situazione, attenzione a non forzare  con un  movimento troppo rapido,  pena l’aggancio della codaCAMILLA-PELICAN-Anguilla-vista-superiore estremamente mobile sulla lenza madre. Vista la discreta lunghezza qualche dubbio resta sull’opportunità di aggiungere una terza ancoretta a centro corpo, magari spostando la prima subito sotto la testa senza chiaramente sbilanciare il movimento. Eccellente in laguna e foci, dove trova il suo impiego direi ideale, per la classica preda dello spinning mediterraneo, la spigola, ma un suo utilizzo interessante lo vedo anche con i pesci serra, recuperata a galla a canna alta e con i barracuda soprattutto a basse velocità. Il notevole strato della laccatura superficiale dovrebbe proteggere la balsa adeguatamente anche da mandibole taglienti e canini affilati, ce lo dirà la prova del mare. Questo minnow “ultra Jointed” non dovrebbe insomma mancare nella borsa del lanciatore appassionato. Unica nota dolente il prezzo elevato a causa della realizzazione artigianale, anche se online si trovano offerte interessanti.

Condividi su:

Lascia un Commento: