» 17 nov 2018

Bottom Ship Shimano

Artificiali inusuali, insoliti ed originali, sono praticamente una via di mezzo tra i jigs metallici tradizionali ed i Kabura.

Hanno rivoluzionato il modo di intendere la pesca dalla barca, e non è solo un modo di dire, perchè queste strane esche hanno veramente dato il via al successo ed alla diffusione del light jigging in Mediterraneo inaugurando una nuova stagione per la pesca sportiva in mare.

ENGETSU-BOTTOM-SHIP-----Alcune-livree-Bottom-Ship-1

Inchiku style

Consacrati da un immediato successo di pubblico , ecco finalmente arrivare nei negozi italiani gli inchiku della Shimano, gli ormai noti e famosi Engetsu Bottom Ship. Ricordiamo sinteticamente che si tratta di artificiali che derivano dai più semplici e ben più datati “bullet Jig” un piombo fusiforme appunto ornato con un octopus in morbida gomma, che per anni sono stati utilizzati dai pescatori professionisti giapponesi per catturare varie specie di pesci di fondo e pelagici. ENGETSU-BOTTOM-SHIP-----Still-life-laterale

Un range ampio di specie catturabili che si è confermato anche in questi anni di prove in Mediterraneo, e che pone da subito questa categoria di esche come l’anello di giunzione tra i classici kabura ed i jig metallici più comunemente utilizzati nel vertical jigging. Anzi ne rappresenta forse una evoluzione naturale che si è dimostrata da subito decisamente efficace con un numero incredibile di specie, anche molto diverse tra loro per ambienti ed abitudini alimentari.

ENGETSU-BOTTOM-SHIP-----Vista-superiore-laterale-e-inferiore

ESCA IBRIDA

Ancora continuiamo a chiederci perplessi cosa ci trovino di così speciale i pesci nei jig metallici, figuriamoci quindi se arriveremo mai a sapere cosa realmente attrae i pesci quando si vedono arrivare dall’alto questi pezzi metallici adornati con un polipetto colorato di gomma! Fatto sta che questi inchiku come i Bottom Ship per l’appunto, catturano non solo i classici e pregiati dentici e cernie, oltre ovviamente a gallinelle, pesci San Pietro, le immancabili tracine e scorfani di fondale, ma anche sugarelli, sciarrani, boghe, e via salendo nella taglia anche palamite, alletterati e persino ricciole, e non di piccole dimensioni!ENGETSU BOTTOM SHIP  -  Alcune livree Bottom Ship

Insomma per certi aspetti, che vedremo meglio in seguito, potremo anche timidamente affermare che questi inchiku sono pari se non meglio dei jig tradizionali che abbiamo appena imparato ad usare. Realizzati in una forma abbastanza idrodinamica, in leghe metalliche ad alta densità, o Bottom Ship hanno una sagoma che ne favorisceENGETSU-BOTTOM-SHIP-----Particolare-serigrafia-protezione-posteriore-e-solid-ring la stabilizzazione durante la discesa sul fondo, con il peso ed il baricentro orientato decisamente verso quella che potremo definire la “coda”.

Un bilanciamento, durante la discesa, che ricordiamo è anche agevolato dall’octopus in gomma che durante la caduta si dispone a “fiamma” vibrante e affusolato, e che equilibra ulteriormente questo artificiale consentendogli di “bucare” con relativa facilità la colonna d’acqua.

RICHIAMI VISIVI E SONORI

Questi inchiku hanno un attacco per la lenza in posizione anteriore, costituito da un filo d’acciaio di ottima sezione, che ritroviamo anche posteriormente ma questa volta in funzione di paracolpi; andando a colpire continuamente il fondo c’era bisogno di una protezione su questo lato per evitare di danneggiare il corpo in metallo e quindi favorire in quel punto il distacco della verniciatura. ENGETSU-BOTTOM-SHIP-----Vista-profilo-posteriore

L’octopus è fissato al corpo dell’artificiale con un cordino in poliestere e nylon, assist line, che passa in un foro sul corpo dell’esca ed è fermato dall’altra parte con un solid ring su cui l’asola del cordino effettua una semplice bocca di lupo. All’assist line sono legati due ami in posizione disassata l’uno dall’altro, con l’ultimo che arriva a lambire la linea del gonnellino di tentacoli del polpetto.Un piccolo nodo sull’asola impedisce all’octopus di scivolare indietro e anteriormente c’è una piccola sfera sfaccettata in plastica. La sagoma poliedrica ed esagonale del corpo, è rivestita sui 6 lati da sottili strisce di laser tape riflettenti ed olografiche di grande effetto cromatico e visivo che emettono lampi di luce in tutte le direzioni, sia durante la discesa che ENGETSU-BOTTOM-SHIP-----Particolare-colori-accesi-octopue-e-twin-assist-hooknella fase seguente del recupero. La piccola sfera che è posizionata anteriormente all’octopus non è un semplice abbellimento ma durante il ENGETSU-BOTTOM-SHIP-----Particolare-sfera-rattlingrecupero dell’artificiale, andando ad urtare ritmicamente sul corpo metallico ad ogni piccolo richiamo verso l’alto, sortisce un effetto di richiamo sonoro che in acqua si propaga molto più velocemente e a maggior distanza che non nell’aria. Oltre a ciò c’è anche da considerare l’effetto di richiamo generato dal morbido e flessuoso ondeggiare dei tentacoli in gomma dell’octopus. Una movenza che ricorda quella più naturale dei cefalopodi in natura che proprio gonfiando il corpo ed espellendo l’acqua con forza assumono quell’andamento a scatti che tanto richiama il nostro octopus artificiale quando recuperiamo l’inchiku verso la superficie.ENGETSU-BOTTOM-SHIP-----Vista-profilo-anteriore


 

VALUTAZIONI

Queste diverse caratteristiche rendono l’inchiku un artificiale molto versatile nell’utilizzo, in quanto può semplicemente lavorare nei pressi del fondo con singoli e prolungati richiami della canna alta sulla testa, oppure può essere animato con piccoli e corti movimenti sulla canna con una azione slow abbastanza lenta e cadenzata, oppure ancora può essere recuperato semplicemente senza agire sulla canna a velocità diverse, in funzione della presenza accertata di pesci pelagici o della mezz’acqua. In ogni caso l’inchiku si animerà sempre autonomamente, per via del corpo staccato dell’octopus che fluttuerà una volta molto morbidamente ed un’altra più fremente e veloce, conferendo sempre all’esca quel qualcosa in più che riesce a trarre in inganno sia predatori tipici di fondo che pelagici sia sparidi pregiati come pagelli e pagri che pesci di fango e sabbia di ogni tipo. Inoltre l’inchiku proprio per il suo tipico rendimento con movimenti “slow” e cadenzati meglio si adatta ad un jigging lento e ragionato, assai lontano dal frenetico e tarantolato jerkare del vertical jigging classico; e questo lo rende un artificiale enormemente più facile da usarsi mantenendo intatto tutto il suo potere attrattivo. Per contro, i piccoli ami in dotazione, non adeguati alle prede mediterranee più grandi, saranno la causa maggiore di delusione ed andranno immediatamente sostituiti e il fatto di dover lavorare nei pressi di fondali accidentati ne provocherà anche una maggior percentuale di incagli, non solo sulle rocce ma anche su vecchi palamiti o reti abbandonate, con conseguente maggior perdita.bottom-ship

Condividi su:

Commenti

  1. carmelino dice:

    ciao Alfio,pensavo che con l’ingresso della primavera si svegliasse l’inchikumania,ma a sentire un po in giro,pare che non si riesce più a prendere qualche pesce di taglia,se non si arricchisce con una buona strisciolina,non si sente nemmeno una timida toccata.
    Quello che vorrei chiederti,ma è solo dalle mie parti oppure la carestia o per essere in tema la crisi di pesci o è generale?.

    Carmelino

Lascia un Commento: