» 29 mag 2022

Big Fin Hots

BIG-FIN-HOTS-Still

Ci sono artificiali che racchiudono in loro  una indovinata combinazione di innovazione, funzionalità ed estetica, ancor più meritevoli di nota se come in questo caso stiamo parlando di inchiku e cioè, detta  molto banalmente,  di un pezzo di  metallo e di un octopus attaccato dietro.  La giapponese Hots ha elaborato un suo  proprio concetto di inchiku sino a realizzare questi Big Fin  che sono oggetto della nostra recensione, nel tentativo di uscire dagli schemi classici tipici di questa tipologia di artificiali.BIG-FIN-HOTS-Vista-superiore-laterale-inferiore

Questi inchiku hanno il corpo caratterizzato da due  “pinne” appena accennate sul profilo anteriore e da uno shape dalla vaga forma di una chiglia sul lato inferiore. Una forma che durante il recupero ne dovrebbe garantire un assetto più equilibrato impedendogli diBIG-FIN-HOTS-Particolare-chiglia--parte-inferiore ruotare durante il recupero e conferendo all’inchiku un movimento ondulante nel movimento della jerkata. Inoltre durante la discesa il Big Fin ondeggia lateralmente arrivando sul fondo con una posizione mai perfettamente verticale anche per via della resistenza e del particolare posizionamento dell’octopus che lo completa. Questo infatti è collegato tramite  split ring ad un attacco fissoBIG-FIN-HOTS-Particolare-attacco-assist situato sui 2/3 del corpo dell’inchiku verso la coda, in un incavo scavato su cui trova la sua sede naturale l’assist line che collega i due ami. Questi sono del tipo Iseama di buona numerazione con una curva abbastanza ampia e una punta decisamente acuminata fissati con una precisa ed accurata legatura sul gambo. L’octopus è sicuramente originale caratterizzato da un capo piccolo e pronunciato e da un mantello largo suddiviso in vari “tentacoli” a formare un impianto attrattivoBIG-FIN-HOTS-Particolare-octopus-e-assist-hookpiuttosto lungo, corposo e flessuoso. Si tratta di un tipo di polpetto particolarmente morbido ma elastico e resistente dalla struttura traslucida con spruzzi di vernice molto diluita a colorarne una parte lasciando però trasparire il sottofondo e rifiniti con degli occhietti abbastanza vistosi, anch’essi verniciati. Manca il “roll bar” posteriore, di solito formato dallo stesso telaio interno che poi costituisce l’attacco di testa, perchè il Big Fin come abbiamo detto non arriva sul fondo perfettamente verticale ma piuttosto con una posizione angolata che fa toccare leggermente la parte inferiore del corpo, evitando così antiestetiche scrostature della vernice e del rivestimento. Esteticamente sono rifiniti come la maggior parte degli inchiku e

BIG-FIN-HOTS-Alcune-colorazioni

cioè rivestiti prima con un sottile “foil” iridescente metallizzato che successivamente viene rifinito con dei colori semitrasparenti,  le colorazioni sono circa 8 ed altrettante quelle degli octopus disponibili anche come ricambio. I modelli in gamma prevedono grammature da 80-10-120-150-180gr

VALUTAZIONI FINALI

Nel mondo della pesca abbiamo ormai imparato che non c’è niente di rivoluzionario, e quindi  bisogna anche dire che nel settore degli inchiku non è proprio semplice elaborare un progetto che si distacchi vistosamente dalla media. Questi Big Fin hanno però una loroBIG-FIN-HOTS-Particolare-testa-octopus particolare personalità per il loro modo lieve e fluttuante di scendere, anche a causa della resistenza opposta dal vistoso gonnellino di plastica costituito dall’ octopus, per il loro ondeggiare e fremere sul movimento della jerkata che ce li fa riconoscere tra tanti altri. Per contro c’è anche da dire che le grammature leggere patiscono particolarmente il forte scarroccio proprio per via del loro scendere fluttuante e della forma appiattita eBIG-FIN-HOTS-Particolare-amo quindi sono da utilizzarsi in determinate situazioni. Per questo motivo la Hots, cedendo alle richieste degli appassionati ha messo in commercio le versioni da 150 e 180 gr che rispetto ai loro fratelli minori risultano leggermente  più affusolate, proprio per minimizzare la resistenza opposta da questi inchiku  durante la discesa. A volte però c’è da dire che proprio questo movimento rappresenta quel piccolo segreto in più che riesce a stimolare maggiormente prede apatiche o troppo furbe.  Da segnalare anche la ottima e comprovata  efficacia di colorazioni glow cioè fosforescenti che se usate a discrete profondità ed in abbinamento a piccole luci, dimostrano indubbiamente tutta il loro potenziale  rispetto ad altre livree. Un ultima nota sugli ami per i quali dobbiamo avere una particolare cura per evitare che possano ossidarsi, sciacquando abbondantemente in acqua dolce gli inchiku dopo ogni battuta di pesca ed  insistendo particolarmente nella zona degli octopus dove più facilmente si raccoglie l’ acqua ed il salino, peccato poi per le serigrafie troppo delicate che vanno via quasi subito, anche se i pesci paiono non accorgersene nemmeno!BIG-FIN-HOTS-Stefano-Mazza-con-cernia


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