» 17 feb 2019

KABURA ANSWER Shout

 

Answer-Shout---Scontornato

Da qualche anno hanno fatto la comparsa sul nostro mercato delle esche insolite ed originali che hanno una lunga storia nella tradizione secolare di pesca giapponese, gli Answer della Shout,  sono meglio conosciuti in Giappone come “Tai kabura jig”, dove Tai è il nome che normalmente viene dato agli sparidi rosa assimilabili ai nostri pagelli e paraghi, kabura jig è quindi il tipico nome specifico di un artificiale riservato alla cattura di questi pesci.

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Va anche detto per onore di cronaca che già all’inizio degli anni ‘90, la Yo-Zuri, aveva nel suo catalogo queste esche che allora erano genericamente definite come “Sea Bream Lead”, o anche “Tai tenya Jigs” cioè tradotto letteralmente “piombi per sparidi” e che allora non avevano mai trovato da noi una giusta collocazione.Answer-Shout---Vista-superiore

Oggi con l’esplosione del light jigging le cose sono radicalmente cambiate, c’è maggior curiosità ed attenzione verso un settore che ha dimostrato rapidamente anche sui nostri mari la sua tremenda efficacia ed in molti sono anche disposti a sperimentare e seguire nuove strade.Answer-Shout---Particolare-aggancio-assist-hook Questi Answer sono una moderna rielaborazione degli originali Tai Tenya Jigs, sia nella forma più idrodinamica che nella diversa impostazione costruttiva, ma soprattutto perché in questi nuovi kabura jigs si è adottata la formula della totale intercambiabilità dell’apparato pescante, costituito dai due minuscoli assist hook e soprattutto dai gonnellini “skirt” e delle strisce di gomma “rubber tail”Answer-Shout---Particolare-occhio-e-finitura-iridescente che fanno parte integrante dell’attrattività ed efficacia di questi artificiali. Ciò era impossibile nelle realizzazioni precedenti. Queste speciali esche, che a prima vista possono vagamente assomigliare a dei piccoli polipetti, sono costituite da un corpo sferico appiattito con un grosso occhio su entrambi i lati, poco più che una grossa goccia di metalli pesanti e tungsteno al quale sono collegati sulla coda due piccoli Answer-Shout---Vista-laterale-1assist hook montati su una asola che possono venire sostituiti in diverse misure, si parte da una S per arrivare ad una LL, grazie ad un gancio sul corpo del jig ed ad un tubetto di plastica trasparente che blocca sia gli assist hook che le tipiche codine in morbida e sottile gomma, anche queste fornite come ricambio. Un attacco disassato sulla testa è deputato al collegamento alla lenza. Answer-Shout---Particolare-occhio-attacco-e-assist-hookQuesta è in pratica la recente innovazione apportata a questi artificiali il cui uso è molto particolare e che stanno riscuotendo in Giappone un nuovo interesse abbinati appunto alla tecnica del light jigging con canne e mulinelli specifici. Non dimentichiamo infatti che originariamente venivano manovrati a mano, grazie a lunghe lenze in dacron avvolte su grossi telai in legno “genkay” appesantite da minuscoli piombi inseriti ad intervalli regolari.

LIGHT JIGGING SUL FONDO

Infatti gli Answer o kabura jigs, rivolgendosi alla cattura appunto di questi sparidi che sono soliti stazionare nei pressi del fondo, devono rigorosamente essere lavorati in modo diverso dagli altri jig classici che ormai siamo abituati a conoscere. Occorrono canne molto sensibili in cima e leggere, bisogna utilizzare trecciati o multifibre di diametro ridottissimo, intorno ad uno 0.12 – 0,16 mm di diametro effettivo, il che tradotto nelle misure giapponesi che si riferiscono a queste lenze specifiche significa PE 0,8 PE 1, PE 1,5 max abbinandole a mulinelli medio-piccoli sia fissi che rotanti.Answer-Shout---Alcune-colorazioni

Il trecciato deve terminare in un leader in monofilo di nylon, possibilmente un fluorocarbon di provata efficacia e trasparenza di diametro variabile dallo 0,26 allo 0,30, lungo circa 1-2 metri. Si scelgono le poste tipiche del bolentino riservate a pagelli e simili con una predilezione per fondali misti di fango, detriti e sabbia possibilmente privi di scogli o rocce dove i nostri jigs si incaglierebbero con facilità, dai 40 sino ai 60.70 mt come limite quasi massimo di utilizzo. Si lasciano scendere i kabura, selezionandoli come peso in relazione alla corrente, intensità dello scarroccio e profondità, sino ad arrivare sul fondo. Answer-Shout---Assist-hook-e-rubber-tail-di-ricambio-A questo punto si cede ancora filo in modo da avere una certa obliquità e si comincia un lentissimo recupero agendo sul mulinello. Il nostro jig deve letteralmente “arare“ il fondo, aiutato anche dallo scarroccio della barca, sollevando una piccola nube di fango e sedimenti vari,  gli sparidi a questo punto dovrebbero accorrere incuriositi e cercare di prendere in bocca quelle codine tanto allettanti. In barca questa specie di “abboccata” viene avvertita in modo molto ovattato come una semplice e costante resistenza in cui il cimino ultrasensibile si piega progressivamente, a questo punto non c’è molto tempo da perdere e per evitare che il nostro pagello sul fondo si accorga subito dell’inganno, bisogna dare una bella e prolungata ferrata sollevando la canna rapidamente sulla testa. Come ho potuto vedere nei miei  viaggi in Giappone la cosa da quelle parti funziona, da noi i kabura hanno comunque dato ottimi risultati con sparidi vari, pagelli, pagri e anche orate e tanute, oltre che qualche bel dentice e le solite gallinelle e tracine, peccato che l’avvento di altre tecniche, vedi inchiku, li abbia fatti passare in secondo piano. Distribuiti da Artico

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