» 15 nov 2019

AMNIS 1 Yamaria

Amnis-1-Yamaria

Da qualche anno in Giappone si vanno sviluppando presso le più note aziende specializzate progetti e maggiori attenzioni a quelle che genericamente potremo definire Bass Lures. Artificiali decisamente innovativi, dedicati alla pesca a spinning in mare, ed alla preda per eccellenza di quei mari, quella spigola giapponese chiamata anche Suzuki.Amnis-vista-laterale Ma anche studiati per lo spinning al Black Bass, uno sport assai diffuso da quelle parti grazie alle decine di Tournament che vogliono un po’ scimmiottare la mania tutta U.S.A. per questo pesce. Così stiamo assistendo ad un intenso proliferare di nuovi modelli ma soprattutto di innovazioni che si rincorrono ed ormai fanno parte integrante della storia dello spinning in mare. L’Amnis 1 nella forma è un minnow galleggiante di dimensioni medio-grandi, quasi 130 mm fuori tutto e dal peso consistente di ben 18 grammi, armata con 3 ancorette. Misure e accessori nella più classica delle tradizioni, le stesse di artificiali analoghi ma di aziende diverse che hanno fatto la storia dello spinning in mare. Che però, pur avendo dimostrato sull’acqua tutta la loro micidiale efficacia, avevano dei problemucci che per anni sono parsi irrisolvibili!Amnis-vista-superiore Mi riferisco soprattutto alla bilanciatura del corpo durante il lancio, minnow così lunghi, ma relativamente leggeri pur se ben dimensionati, avevano il difetto di ruotare in aria, perdendo di conseguenza aerodinamicità e quindi diminuendo la gittata, ancor di più se in presenza di una bava di vento appena sostenuta.Amnis-particolare-peso-equilibratore-e-magnete Inoltre questo loro disarticolarsi in aria produceva spesso indesiderati agganci sulla lenza madre con conseguenze ben intuibili. L’Amnis 1 pur appartenendo alla famiglia dei minnow classici medio-grandi, almeno esteriormente, ha sviluppato alcuni accorgimenti ed innovazioni che lo pongono sicuramente su un gradino evolutivo superiore. Basta osservarne l’interno in uno dei modelli semitrasparenti Amnis-particolare-sfere-rattlingpresenti in gamma, per accorgersi subito che non ci troviamo qui solo in presenza del solito sistema di bilanciamento dei pesi. Il peso trasferibile infatti è costituito da un pistoncino in tungsteno di oltre 1 cm di lunghezza e del diametro di quasi 6 mm,, fermato dal solito magnete praticamente al centro del corpo dell’artificiale, che scorre verso la coda, su una sede che ha un escursione totale di oltre 5,5 cm. Durante il lancio si avverte distintamente il rumore secco prodotto dal peso che si orienta verso la coda , spostandone decisamente il baricentro e facendo assumere al minnow una posizione stabile che manterrà durante tutto il volo sino all’arrivo in acqua. Qui, dopo lo splash l’entrata in acqua vede la coda leggermente orientata verso il basso, il peso trasferibile invece scivolerà fermandosi stabilmente sul magnete ai primi giri di recupero, quando il capo si inclina leggermente in avanti per via della resistenza opposta alla trazione dalla bavetta, posizionandosi al centro del corpo ed equilibrando in questo caso il nuoto.Amnis-particolare-occhi-e-texture-branchieMa c’è un’altra componente che merita un approfondimento ed è proprio la bavetta anteriore che siamo abituati a vedere normalmente inserita sotto il capo. Qui, questa importante parte dell’artificiale, è invece situata in una posizione avanzata rispetto alla testa e nella sua forma complessiva, abbastanza contenuta, sporge di pochissimo dal profilo del corpo.Amnis-particolare-paletta-anteriore Direi quasi che si è voluto rendere più aerodinamico questo elemento che in altre realizzazioni invece rappresenta un notevole freno all’avanzamento in aria, senza peraltro diminuirne la funzionalità. L’inclinazione e lo spazio di attrito sono infatti più che sufficienti a conferire il classico nuoto ondeggiante tipico di tutti i minnow, permettendo inoltre all’Amnis 1 di affondare regolarmente su fondali medi ma anche di nuotare appena una spanna sotto la superficie, con un recupero a canna più alta, conferendogli di diritto la classifica di artificiale da shallow water che gli consente di essere impiegato con successo anche in zone con fondali particolarmente bassi. Una versatilità d’impiego veramente notevole.

CARATTERISTICHE E IMPIEGO

Realizzato con il sistema dei due gusci termostampati, l’Amnis si presenta abbastanza preciso nelle giunzioni ed anche discretamente robusto grazie alle ordinate interne di rinforzo, come quelle di uno scafo in legno, che rendono più resistente il corpo abbastanza voluminoso, senza appesantirlo eccessivamente. Di particolare rilievo è l’attacco di testa e quello delle tre ancorette, in tondino inox di buon diametro ricavato e lavorato in un unico spezzone inglobato completamente nella plastica piena della testa, del ventre e della parte finale che contribuisce a rendere eccezionalmente affidabile tutta l’armatura di questo artificiale. Due sferette sistemate in una camera interna producono un efficace effetto “rattling”. Esternamente la plastica presenta delle incisioni ad imitare le scaglie, la linea laterale ed il disegno delle branchie, gli occhi sono tridimensionali in posizione incavata. Le verniciature come sempre sono numerose ed accattivanti, alcune anche con effetti di trasparenza assai realistici. I tecnici giapponesi ci hanno assicurato che sono anche discretamente resistenti a rocce, e dentature acuminate e taglienti, lo vedremo dopo l’uso! Belle le ancorette Owner Cutter Point stagnate e finalmente disposte in modo tale da non prendersi mai l’una con le altre e gli anellini spaccati sempre della stessa azienda. Nell’uso pratico l’Amnis 1 vola davvero lontano con estrema facilità e con un gesto essenziale senza dover forzare più di tanto. Nel recupero oltre al classico movimento serpeggiante, stretto e veloce, ha un accentuato svergolamento del corpo quando si operano dei rapidi strattoni con la canna che alternati a piccole soste e recuperi discontinui possono realmente eccitare i predatori anche nelle fasi più apatiche. Penso ai Barracuda che in genere in questi momenti attaccano proprio dopo la breve sosta e la successiva ripartenza, ma anche alle spigole svogliate che spesso inseguono sino ai nostri piedi minnow recuperati troppo regolarmente senza mai decidersi ad attaccare.

Condividi su:

Lascia un Commento: